Per anni, su queste colonne, del Teatro Regio ci siamo occupati solo per presentare o commentare le sue produzioni d’opera, fiore all’occhiello della vasta offerta di musica classica della città di Torino. E, forse, abbiamo avuto la fortuna di vivere uno dei periodi migliori della storia moderna del Teatro, che non sappiamo se sia destinato ad essere eguagliato nel prossimo futuro. Una prima ventata di crisi, dovuta a screzi tra il sovrintendente Walter Vergnano e il direttore musicale Gianandrea Noseda, si era avuta nell’estate 2014; ma fu ricomposta grazie alla nomina di Gaston Fournier-Facio quale direttore artistico, e il nuovo trio di dirigenti ha guidato il Regio fino alla primavera del 2018 (a diciannove anni dall’arrivo in teatro di Vergnano, e a undici dall’ingresso di Noseda). Da allora, nell’arco di un biennio, si sono succeduti una serie di “ribaltoni” che non sembrano destinati a finire, e che ci hanno costretti a seguire, più che le produzioni artistiche, le vicissitudini amministrative della fondazione. Riassumiamole in breve.

Tra marzo e aprile 2018, la scoperta di un imprevisto buco di bilancio portò alle dimissioni di Vergnano, e alla conseguente decadenza di Fournier-Facio e Noseda. In brevissimo tempo, l’amministrazione comunale volle chiudere la partita della successione imponendo come sovrintendente il proprio candidato, William Graziosi, a costo di generare una spaccatura nel Consiglio d’indirizzo del teatro: alcuni componenti del Consiglio, infatti, votarono contro e si dimisero, ritenendo, insieme a diverse personalità del mondo culturale, che Graziosi non fosse persona adeguata a ricoprire il ruolo. Dopo l’insediamento, Graziosi scelse come direttore artistico Alessandro Galoppini, da lungo tempo collaboratore del Regio in qualità di responsabile del casting, e insieme rielaborarono il programma della stagione 2018-2019 in ottica nazional-popolare. Il mandato di Graziosi scadeva nell’estate 2019 (essendo un completamento dell’ultimo quinquennio di Vergnano), ma tutti immaginavano che, forte del sostegno del Comune, sarebbe stato confermato per i cinque anni successivi; tanto più che il bando per la scelta del nuovo sovrintendente pareva tagliato a sua misura. Invece, l’esito della selezione è stata la scelta di un outsider, Sebastian Schwarz, eccentrico tedesco visto di buon occhio dai melomani più sfiziosi, che ha ereditato la stagione 2019-2020 già programmata e si è messo al lavoro per organizzare quello che avrebbe dovuto essere il primo cartellone di sua ideazione. Se non ci fossero stati imprevisti, in questi giorni conosceremmo il programma della prima stagione firmata da Schwarz, e questa pagina, probabilmente, sarebbe dedicata a presentarla.

Gli imprevisti, però, ci sono stati, e più d’uno. Innanzi tutto, l’epidemia di Covid-19 ha cancellato la seconda metà della stagione corrente, e ha costretto a un vortice di riprogrammazioni, nel tentativo di salvare gli spettacoli più attesi dal pubblico; fatti salvi tutti i punti interrogativi, di cui si è detto nei mesi scorsi, circa l’effettiva possibilità di riprendere gli spettacoli in autunno. Ma, alla fine di maggio, quando su questo fronte l’aria iniziava a farsi un po’ meno pesante, altre due tegole sono cadute, in giorni consecutivi, sulla sorte del Regio. Prima, la notizia di un’indagine avviata dalla Procura, con la collaborazione della Guardia di Finanza, sulla gestione di William Graziosi: le ipotesi di reato sono di corruzione e abuso d’ufficio, per i rapporti non limpidi con un’agenzia di cantanti d’opera. Queste indagini, relative al passato ‒ che coinvolgono anche altre persone, tra cui un ex artista del Coro (già candidato col Movimento 5 stelle alle elezioni amministrative) che a quanto risulta favorì l’ascesa di Graziosi ‒, non dovrebbero avere influenza sull’attuale direzione del teatro, che ha subito garantito la massima collaborazione agli inquirenti. Ma, il giorno seguente, è giunta una seconda e più allarmante notizia: preso atto che il bilancio 2019 del Regio si è chiuso in rosso, Chiara Appendino ha chiesto al ministro Franceschini il commissariamento del teatro. Tale richiesta non era un passaggio obbligato, ed è curioso che sia giunta immediatamente dopo che sono state rese note le indagini sulla gestione di Graziosi, con le quali in teoria non ha nulla a che vedere. Che cosa significa commissariamento? Poiché il teatro viaggia in deficit strutturale, e gli sponsor pubblici e privati non sono più disponibili a ripianare, arriverà un commissario con pieni poteri incaricato di risanare la Fondazione. Schwarz decade da sovrintendente e resta fuori dai giochi (a meno che il commissario voglia coinvolgerlo come proprio collaboratore), e con lui i progetti che aveva per il futuro. Il rischio che il risanamento significhi “lacrime e sangue” è elevato, tanto per i lavoratori, specie per quelli meno tutelati, quanto per gli spettatori, che rischiano di vedersi proporre spettacoli fatti in iper-economia. In questo momento, al Regio e ai suoi artisti è necessario esprimere un grande “in bocca al lupo”.

Marco Leo

Questo mese al botteghino…

Tra i festival estivi che hanno mantenuto una programmazione più simile a quella consueta, si situano sicuramente le Settimane Musicali di Stresa, articolate in due parti (18-25 luglio e 20 agosto-5 settembre). Le serate di luglio sono a intonazione jazz. Molti concerti della seconda parte sono dedicati a Beethoven, di cui ricorre quest’anno il 250° della nascita. In particolare, un ciclo di sette appuntamenti sarà riservato alle sue Sonate per pianoforte, interpretate da grandi solisti dello strumento. Ricordiamo, ancora, il 20 agosto l’apertura con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3, affidato a Beatrice Rana, con la European Union Youth Orchestra diretta da Gianandrea Noseda; e la chiusura, il 5 settembre, con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 “Imperatore”, l’Ouverture “Coriolano” e la Sinfonia n. 7 (pianoforte Javier Perianes, Adda Simfonica, direttore Josep Vicent). Per ulteriori informazioni consultare http://www.stresafestival.eu/.

È stato confermato il festival cittadino MiTo ‒ Settembre Musica, che si svolgerà in tandem tra Torino e Milano dal 4 al 19 settembre. La programmazione sarà comunicata nel mese di luglio, e sarà pubblicata sul sito http://www.mitosettembremusica.it/it.

Segnaliamo, inoltre, i riferimenti di alcuni altri festival estivi che, pur riducendo e rimodulando i programmi, non hanno completamente rinunciato alle manifestazioni di questa estate:

Arena di Verona: https://www.arena.it/arena/it

Sferisterio di Macerata: https://www.sferisterio.it/

Ravenna Festival: http://www.ravennafestival.org/

Festival Puccini – Torre del Lago: https://www.puccinifestival.it/

Rossini Opera Festival – Pesaro: https://www.rossinioperafestival.it/

Festival della Valle d’Itria – Martina Franca: https://www.festivaldellavalleditria.it/

Festival di Salisburgo (Austria): https://www.salzburgerfestspiele.at/en/

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