L’estate del 2020 è stata allietata dall’organizzazione di significative mostre nelle valli: il Museo Civico “A. Tazzetti” di Usseglio ha proposto una serie di importanti dipinti espressamente dedicati al tema delle Vette e dei borghi alpini, mentre a Viù si sono ammirate le opere sinora “ritrovate” di Alberto Neuchuler, il pittore che muore ai Tornetti nel 1944 ( Museo d’Arte Sacra ).

Ma le tre valli di Lanzo e del Tesso sono presenti contemporaneamente – a conferma della maestria di pittori di ieri e di oggi – in mostre, aste, collezioni private.

Sono dovute a Anselmo Sacerdote ( 1868 – 1926 ) due solari vedute di “Balme” caratterizzate dall’intenso verde dei prati contrastante con le montagne colore della ruggine; un pittore che segue gli insegnamenti di Avondo e Cavalleri, che espone a Brera e a Venezia e che dipinge le “Basse di Stura”, opera battuta in asta nel 2006 dalla Casa Sant’Agostino.

È Biagio Biasi ( + 1980 ) a dipingere “Forno Alpi Graie”: uno sfavillio di colori, con la valle alpestre sconfinante nelle nevi dei ghiacciai, caratterizza il vivace dipinto. Anche l’opera di Carlo Musso “Nebbie minacciose” ( 1967 ) è ambientata a Forno Alpi Graie; l’olio su tavola propone in primo piano una manciata di case con relativo campanile e la montagna invasa da nebbie e nuvole che la rendono inquietante. Un solo montanaro in cammino, con il fascio di legna fra le braccia, anima il paesaggio.

Nella valle del Tesso soggiorna Romolo Garrone ( 1891 – 1959 ), pittore che segue le orme dei maestri Andrea Tavernier e Nino Ajmone, autore dell’olio “Autunno a Coassolo” ( 1954 ) con due possenti tronchi – quasi monolitiche colonne – in primo piano a incorniciare lo smilzo e luminoso campanile della borgata.

Ben tre autori si occupano della valle di Viù: nel 1998 Dorina Cena dipinge “Il laghetto di Pian Notte” ben interpretando l’effetto delle luci fra lo specchio d’acqua e il cielo, mentre Alfredo Nicola – con tratto spontaneo – dipinge il “Paesaggio d’Usseglio” dominato dal tozzo campanile d’una borgata; sullo sfondo compare la quinta dei monti che s’eleva fra il verde dei boschi.

Di Delio Meinardi abbiamo avuto modo di ripetutamente parlare anche per la sua presenza – in mostra – presso il Museo Civico “A. Tazzetti” di Usseglio. “Rifugio Tazzetti con

Rocciamelone di sfondo” è un pregevole dipinto invaso dal silenzio; oltre l’uniforme in primo piano dominato dalla costruzione del rifugio, lo sguardo corre alle rocce che magistralmente intervallano le zone innevate e la vetta solitaria.

Un gruppo felice di opere dunque destinate a contribuire a quel censimento che abbiamo iniziato nel 2007 e che è in continuo progresso.

Gian Giorgio Massara

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