Ada Gobetti, Madre Teresa di Calcutta, Suor Vincenza, Maria Montessori e si può aggiungere Madonnina. Cinque sono le vie dedicate alle donne a Caselle Torinese leggendo lo stradario di Gianni Rigodanza sul sito del Comune di Caselle Torinese. Solo cinque. Poi si c’è il Palatenda intitolato a Teresa Noce e la Biblioteca, intitolata a Jella Lepnam. Ma…
L’altro giorno passeggiando per le vie del paese subito, dopo la morte sul lavoro della giovane donna di Prato, e dopo aver letto di un’altra donna vittima di violenza giravo e vedevo solo nomi di uomini, tutti illustri e degni di nota, però…Però è proprio dalle piccole cose che iniziano i grandi cambiamenti. Che differenza fa dire sindaco o sindaca? Assessore o Assessora? Molti penseranno: la cosa importante è che sia competente oppure che ci sono problemi più urgenti a cui pensare. Ma, se andiamo a fondo, vediamo che le competenze vengono richieste più alle donne. Le dimissioni in bianco vengono chieste solo alle donne. L’inquadramento salariale è inferiore principalmente per le donne. Eccetera, eccetera….
E quindi occuparsi di questo tema potrebbe avere anche delle ricadute concrete sul lavoro e sulla quotidianità delle donne.
Nelle scorse settimane in un quartiere di Torino hanno approvato una mozione per le strade del nuovo complesso di Pozzo Strada a donne paladine dei diritti e delle libertà. Una richiesta per la commissione Toponomastica di dedicare i quattro nuovi sedimi stradali del maxi-complesso Pronda-Marche ad altrettante donne che, nell’arco della loro esistenza, si sono distinte per le battaglie su parità di genere e minori: Lidia Menapace, Teresa Mattei, Aida Robero ed Ernestina Prola.
Ma di donne che hanno segnato la storia a Caselle ce ne sono tante e anche loro meritano di essere ricordate e di avere la giusta riconoscenza, così come molti illustri casellesi che hanno l’intitolazione di molte vie centrali.
E così mi sono venute in mente a titolo di esempio Lucia Lulli, sindaca di Caselle Torinese dal 1985 al 1987 o Santina Gregoris, a cui è dedicata la sezione dell’ANPI.
Ci sono donne che hanno segnato il nostro territorio, come gli uomini, ed in questa nuova fase di sviluppo della città, ci sono vie, che fanno dei giri immensi e poi ritornano. Così come si potrebbe pensare a donne illustri a livello nazionale e internazionale, come Tina Anselmi, Rita Levi Montalicini, Margherita Hack. Potrebbe essere l’occasione per rivedere la toponomastica di Caselle Ovest e di dare un ordine alle vie di Caselle dando anche il giusto riconoscimento alle donne.  Cosa ne pensate?

 

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