È arrivata a una conclusione la tormentata vicenda della scelta da fare per il complesso di edilizia popolare delle Case CIT di Caselle: se procedere al loro efficientamento energetico tramite il Superbonus al 110% (la cosiddetta “opzione A”), oppure la demolizione e successiva ricostruzione integrale con utilizzo dei fondi del PNRR (“l’opzione B”).

L’11 ottobre scorso gli inquilini delle tre schiere, chiamati dalla proprietà ad esprimersi con un sondaggio a voto segreto, si erano espressi a larga maggioranza (109 contro 35) a favore della soluzione A.

Per il restante mese di ottobre e il mese di novembre, in attesa di pronunciamenti ufficiali, erano circolate voci su una possibile forzatura da parte del Consorzio CIT per imporre comunque la soluzione B. Voci che avevano anche avuto echi nei Consigli Comunali svoltisi nel frattempo, con interrogazioni soprattutto da parte del consigliere Fontana, molto attento alla vicenda. Nell’ultimo Consiglio del 20 dicembre il sindaco Baracco aveva risposto confermando che si sarebbe andati verso la soluzione della ristrutturazione, fermo restando che l’ufficialità doveva arrivare dalla proprietà.

Ora il pronunciamento ufficiale anche da parte della Direzione del Consorzio CIT è arrivato. Il direttore del CIT ing. Paolo Toscano ha confermato che nel mese di dicembre anche il lotto di Caselle è stato reinserito nell’Accordo Quadro stipulato dal Consorzio con Seaside, società del gruppo Italgas, vincitrice della gara fatta dal CIT per individuare un partner a cui affidare gli interventi di efficientamento energetico consentiti dal Superbonus 110%. su 22 suoi immobili in Torino e provincia. Un contratto “chiavi in mano” del valore complessivo di oltre 57 milioni di euro.

Per gli immobili di Caselle, gli interventi previsti sono quelli che erano già stati resi noti in occasione del sondaggio: isolamento dell’involucro esterno delle abitazioni, sostituzione dei serramenti esterni, rifacimento dell’impianto di riscaldamento, nuova fognatura per mitigare i problemi di allagamento.

Quali saranno le tempistiche? Secondo l’ing. Toscano, i cantieri potrebbero partire in primavera, con una durata stimata in quattro mesi. Sempre che vengano superate le attuali criticità nella disponibilità di materiali e maestranze.

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