La cosa sicura ora è la data del voto: domenica 12 giugno. Si va ai seggi in un’unica giornata, dalle 7 alle 23, e, nei comuni dove i sindaci sono in scadenza, si voterà sia per le amministrative, sia per i cinque referendum in tema giustizia che hanno passato il vaglio della Corte Costituzionale.Caselle Torinese è uno dei 977 comuni italiani in cui, per l’appunto, si voterà per rinnovare il sindaco. Con sindaco uscente, Luca Baracco, che non si può ripresentare, dato che sta chiudendo il suo secondo mandato. Per la sua successione, si sta profilando una corsa a quattro.

Vediamo, a due mesi circa dal voto, quali sono le notizie o indiscrezioni su candidati e liste, seguendo lo stesso ordine con cui i potenziali candidati sindaci sono usciti allo scoperto.

Il primo ad essersi mosso, con largo anticipo, già a ottobre dello scorso anno, è stato Endrio Milano. 57 anni, di professione consulente finanziario, da sempre impegnato in politica nel campo della sinistra, Endrio Milano sarà il candidato sindaco della lista civica progressista Progetto Caselle 2027. Con lui correrà Mauro Esposito, che nel consiglio comunale uscente era l’esponente della lista Ricominciamo per Caselle e che in caso di vittoria potrebbe coprire il ruolo di assessore all’Urbanistica. Altri volti noti che stanno partecipando, già dall’autunno scorso tramite una serie di incontri tematici aperti al pubblico, alla stesura del programma elettorale di Progetto Caselle 2027, sono quelli di Dario Pidello, Marielisa Rinolfi, Pasquale De Carlo, Gilberto Ferraresi. Il 16 marzo è stata presentata al pubblico la candidata vice-sindaca: è  Jessica Coffaro, insegnante alle scuole primarie di Caselle, che già era in lista con Mauro Esposito nella competizione elettorale di 5 anni fa. La lunga marcia di avvicinamento al voto di Progetto Caselle 2027 ora continua con un ciclo di cinque lezioni di un corso di formazione per aspiranti amministratori, nei giorni 8-12-27-29 aprile e 6 maggio.

Il secondo candidato sindaco ad essersi dichiarato, lo scorso 14 febbraio, è Andrea Fontana, 47 anni, veterinario. Anche per lui l’attività politica non è una novità, essendo già stato candidato sindaco con la sua lista Caselle Futura nella competizione del 2012. Nel 2017 si era ripresentato con la lista di partiti del centro-destra che aveva il geometra Favero come candidato. In questa tornata lo stesso Alessandro Favero ha dichiarato l’appoggio alla candidatura di Fontana. Idem per gli altri due consiglieri, provenienti dai Cinque Stelle, Roberto Giampietro e Andrea Dolfi, che hanno espresso la volontà di partecipare a una lista civica senza simboli partitici. Per la sua lista Andrea Fontana ha preannunciato “un programma snello, concreto, ma soprattutto realizzabile per la nostra città, e che man mano verrà reso pubblico”. Candidato e simbolo della lista, che si chiamerà “Caselle Futura insieme per Fontana Sindaco”, sono stati presentati venerdi 15 aprile in Sala Giunta.

Tormentata la vicenda che ha portato ad individuare il candidato sindaco nel campo politico del PD. La terna originale di nomi che avevano espresso la propria disponibilità comprendeva l’attuale vicesindaco Paolo Gremo, l’assessora Angela Grimaldi e l’ex sindaco, dal 2002 al 2012, Giuseppe Marsaglia. Il circolo PD di Caselle, guidato dal segretario Stefano Oggiano, sentite anche le indicazioni della Federazione Metropolitana del partito, guidata dal neosegretario Marcello Mazzù, falliti i tentativi di ricomporre in un quadro unitario i tre aspiranti, aveva convocato per il 31 marzo l’assemblea degli iscritti, per andare alla conta dei voti. Prima di quella data, il 27 marzo, è avvenuto lo “strappo” di Marsaglia, con una dichiarazione molto critica sull’operato dell’attuale amministrazione e che si conclude con un tirarsi fuori dalle modalità, ritenute non chiare, con cui il partito intendeva scegliere il candidato. Il segretario Mazzù non la prende bene e dichiara Marsaglia fuori dal partito. Prima dell’assemblea degli iscritti, slittata nel frattempo di una settimana, al 7 aprile, una seconda lettera aperta modifica ulteriormente la situazione: è Angela Grimaldi, lunedì 4 aprile, ad annunciare con un lungo comunicato dal titolo “non a tutti i costi, non a costo di tutto!”, quello che lei definisce “non un passo indietro, ma un passo insieme”, con cui sostanzialmente si mette a disposizione del  candidato scelto dal Circolo, che a questo punto non può che essere Paolo Gremo. Nell’assemblea degli iscritti, svoltasi giovedì 7 aprile, dei 65 iscritti (58 al PD, 7 al movimento giovanile GD), si presenta al voto esattamente la metà, 33, e dallo scrutinio escono 31 voti a favore di Paolo Gremo, 2 schede bianche. A questo punto  della serata il candidato ufficiale PD Paolo Gremo fa il suo primo discorso nella nuova veste, con toni pacati. In cui include il ringraziamento ad Angela Grimaldi per la sua decisione, che ha semplificato il lavoro del partito. “Da qui al momento della presentazione della lista c’è ancora tempo, un mese” conclude Gremo. Toni altrettanto concilianti usano Francesco Casciano, sindaco di Collegno e responsabile PD per gli Enti Locali, presente nella serata assieme al segretario metropolitano Mazzù (“Potremmo ancora tentare di parlare. C’è speranza in un riavvicinamento” ) e altri iscritti che prendono la parola. C’è probabilmente in tutti la consapevolezza che andando al voto così divisi la vittoria è tutt’altro che scontata.

E veniamo a Beppe Marsaglia, e alla sua discesa in campo data, peraltro, ormai per quasi certa. Secondo le indiscrezioni, le mosse di Marsaglia in questi giorni sono state di provare a mettere assieme una lista trasversale ai partiti, che goda della “benedizione” di alcuni personaggi politici del passato, Giorgio Aghemo e Federico Zavatteri, molto noti a Caselle anche per il loro essere stati, negli anni 90, anche loro primi cittadini. Un richiamo al passato che ha attirato l’ironia di un altro protagonista di quegli anni, Dario Pidello, ora schierato nella lista Milano: con una lettera aperta “sul ritorno dei dinosauri” Pidello invita sostanzialmente i giovani a darsi una mossa.

In conclusione, l’incognita Marsaglia continua ad essere il fattore decisivo in grado di condizionare l’esito di questa competizione elettorale.

 

 

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