Era la sera di venerdì 6 maggio quando l’uscita, inaspettata, di un Comunicato Stampa della società milanese Aedes rendeva nota la decisione di rinuncia, da parte della propria controllata SATAC, ai permessi a costruire relativi alla costruzione del Caselle Open Mall.
Il nostro articolo che riportò la notizia, scritto “in zona Cesarini” su Cose Nostre di maggio che era in uscita in quei giorni, poneva a caldo diversi punti interrogativi sulle conseguenze di quella decisione.
In data 18 maggio c’è stata la determinazione del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Caselle ing. Tricarico con la quale si prende atto della rinuncia formulata dalla società SATAC e si demandano alla Giunta Comunale le valutazioni e gli indirizzi da assumere circa la volontà espressa dalla stessa società con la seguente formulazione: “La Società si riserva la proposizione di nuove istanze di permesso di costruire nell’ambito della rivalutazione del possibile, diverso utilizzo commerciale delle aree e la conseguente, auspicata ridefinizione, in accordo con l’Amministrazione Comunale, delle previsioni urbanistiche e degli obblighi urbanizzativi conseguenti. Nell’ambito di questa rivalutazione verrà anche considerato il credito che deriva in favore della Società della rinuncia ai permessi di costruire, per le rate del contributo di concessione già versate.”

Per conoscere la posizione dell’Amministrazione Comunale uscente, abbiamo posto nel frattempo qualche domanda al sindaco uscente Luca Baracco:

Come avete reagito alla recente comunicazione di Aedes relativa alla rinuncia ai permessi a costruire.
Della comunicazione pervenuta da parte di Aedes abbiamo preso atto, ovviamente con rammarico. Alla vigilia della scadenza del pagamento dell’ultima rata degli oneri di urbanizzazione, l’operatore privato ha valutato che comunque nei sei mesi successivi non sarebbe stato in grado di partire, e quindi a novembre prossimo i permessi a costruire sarebbero scaduti. Un atteggiamento che comunque denota senso di responsabilità e serietà.

La rinuncia riguarda quattro dei sei permessi a costruire rilasciati a settembre del 2019, vero?
Sì, ma quei quattro permessi riguardano i fabbricati su cui si doveva sviluppare l’insediamento commerciale. Gli altri due permessi riguardano sottoservizi e opere di urbanizzazione accessorie e propedeutiche all’intervento.

Quindi, il COM non si fa più. Che succede ora?
Il progetto del COM non era sbagliato, ma in questi anni, anche a seguito del trauma della pandemia, il mondo del commercio è cambiato e quella tipologia di progettazione è diventata non più appetibile e, evidentemente, non più sostenibile sul mercato. Da quanto si apprende dalla nota dell’operatore privato, il progetto sarà rivisto (forse, anche radicalmente) per renderlo coerente con le esigenze odierne. Questa rivisitazione, dovendo essere preliminarmente condivisa con l’Amministrazione Comunale, potrà essere l’occasione per sviluppare un piano d’intervento omogeneo che coinvolga delle Aree ATA non solo il sub-ambito B, di proprietà del privato, ma anche il sub-ambito A, di proprietà del Comune di Caselle.

Gli oneri di urbanizzazione già versati, con tre rate per circa 4,5 milioni di euro complessivi, ora dovranno essere restituiti?
Non ci è stata richiesta di restituzione. Dovendosi rivedere il progetto, ci sarà un nuovo conteggio degli oneri e del costo di costruzione e si ragionerà, quindi, sugli eventuali conguagli.

E le polizze fidejussorie in mano al comune?
Quelle sono depositate a garanzia degli interventi di viabilità connessi al progetto. Anche questi interventi dovranno essere con ogni probabilità rivisitati: presumibilmente nel senso di un ridimensionamento legato ai nuovi calcoli dei flussi veicolari.

Nella vicenda degli svincoli sulla SP460 a Leinì, per i quali il sindaco Pittalis sta premendo con la Prefettura per sbloccare la realizzazione, si è però appurato che lì non ci sono garanzie che impegnino il privato.
Vero: gli interventi viari esterni al Comune di Caselle, come gli svincoli sulla SP460 a Leini (come pure la nuova viabilità che era prevista al Bottegone di Ceretta in Comune di San Maurizio e l’allargamento della provinciale dopo il Port di Gay in Comune di Borgaro), sono tecnicamente delle opere aggiuntive di compensazione.

È in corso attualmente l’iter della Variante Generale al PRGC di Caselle. Cosa comporterà questo fatto nuovo dell’abbandono del progetto del parco commerciale?
La domanda è pertinente. L’iter della Variante Generale è però in una fase ancora molto iniziale, essendo ora in corso l’elaborazione della progettazione preliminare. Toccherà ovviamente alla nuova Amministrazione Comunale di prossimo insediamento fare le scelte che riterrà opportune.

A proposito di scelte. Sui social di Caselle, sul che fare ora delle Aree ATA, ci sono prese di posizione a favore dell’ipotesi di mantenerle nello stato attuale, cioè di prati. Che ne pensa?
Chi propone questo forse ignora (o fa finta di non sapere) che da più di vent’anni quelle non sono più aree agricole. L’ATA continua a rappresentare una straordinaria opportunità di rilancio economico del territorio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.