Mancano “solo” poco più di sei mesi dalla fatidica data del primo gennaio 2023, la data promessa per la ripresa del servizio della nostra Torino-Ceres interconnessa con il Passante ferroviario di Torino.
Il sempre vigile Osservatorio sulla Torino-Ceres, gestito da Davide Arminio, lancia due proposte, che non possiamo che condividere e diffondere.
La prima proposta lancia l’idea, a dir la verità non nuova, ma che nel nuovo contesto della Torino-Ceres interconnessa al Passante assume nuova valenza, di un collegamento bus trasversale tra le due stazioni SFM di Caselle e di Volpiano. Il collegamento bus consentirebbe non solo di servire i cittadini di Leinì, che attualmente sono collegati quasi solo dalla linea GTT 46 (che però richiede un tragitto molto lungo per accedere alla rete del SFM) ma consentirebbe di mettere in comunicazione la Torino-Ceres con la Canavesana (SFM-1), permettendo potenzialmente di raggiungere l’aeroporto/il Ciriacese dal Rivarolese (e viceversa) usando unicamente i mezzi pubblici. Cosa attualmente impossibile, se non transitando per Torino. Qualcuno potrebbe obiettare che non ci sarebbe un traffico atteso sufficiente a sostenere i costi. Si può rispondere che inizialmente il collegamento potrebbe essere anche solo a chiamata, tipo Me Bus, in attesa che sia  l’offerta a generare la domanda.

La seconda proposta dell’Osservatorio Torino Ceres ha finalità comunicative. Eccola:
“Nei giorni scorsi abbiamo scritto a SCR Piemonte (NdR: l’agenzia della Regione Piemonte che gestisce come stazione appaltante l’opera) per lanciare una nostra idea: organizzare un open day del grande cantiere di corso Grosseto, consentendo ai cittadini di poter vedere coi loro occhi che cosa hanno significato tutti questi anni di disagi e lavori e ancor di più che cosa significheranno per la mobilità della zona nord-ovest non appena il tunnel diventerà operativo.
Crediamo che le visite possano riguardare la nuova stazione Grosseto e la parte nuova della stazione Rebaudengo, il tutto nella massima sicurezza dei visitatori e senza alcuna interferenza con le attività di cantiere. Le “Porte aperte” delle grandi opere sono diventate in questi anni una prassi molto positiva, che serve ad avvicinare i cittadini alle opere pubbliche, e sono state realizzate anche con cantieri molto più complessi. Far vedere e “toccare con mano” ai cittadini cosa si sta facendo serve a renderli consapevoli del valore e dell’importanza di questa infrastruttura, e farla già entrare di diritto nella quotidianità e nell’abitudine di tantissimi viaggiatori e pendolari appena sarà aperta. Siamo fiduciosi che la nostra richiesta possa essere accolta”.

Sugli sviluppi delle due proposte vi terremo informati.

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