Antiveduto Gramatica: nuova acquisizione per la Galleria Sabauda

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Dallo scorso mese di febbraio le collezioni della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino si sono arricchite di una nuova opera la cui acquisizione ha una duplice importanza: una, ovviamente, è quella artistica, l’altra è quella che permette, dopo ben quattro secoli, di ricomporre l’impianto figurativo del dipinto La Musica realizzato verso il 1610 da Antiveduto Gramatica. Composto originariamente da due tele Concerto a due figure e il Suonatore di tiorba, il Ministero della Cultura – Direzione Generale Musei acquista, nel settembre 2022 dall’antiquario inglese Derek  Johns, per la considerevole somma di 350 mila euro, il dipinto Concerto a due figure per essere affiancato all’altra tela Suonatore di tiorba già presente alla Sabauda dalla seconda metà dell’Ottocento.
Il dipinto La Musica, composto quindi dalle due tele, è registrato nell’inventario del 1627 della raccolta romana del cardinale Francesco Maria Del Monte, grande collezionista di Caravaggio e di Gramatica. La composizione, di cui sappiamo grazie ad alcune copie successive, viene divisa tra Seicento e Settecento e i due frammenti prendono strade diverse ancora oggi poco note. Il Suonatore di tiorba ad inizio Ottocento entra a far pare della collezione torinese dei marchesi Falletti di Barolo che, nel 1864 lo donano alla Galleria Sabauda. Apro una piccola parentesi sulla Galleria: è stata istituita a Palazzo Madama da Carlo Alberto il 2 ottobre 1832 ed era costituita da una collezione di dipinti raffiguranti nobili e re sabaudi, raccolti da fine Cinquecento. Vittorio Emanuele II nel 1860 dona l’intera collezione allo Stato e nel 1865 la sede viene trasferita a Palazzo dei Nobili in via Accademia delle Scienze per rimanervi sino al 2014 quando la Galleria viene allestita nell’attuale sede.
Chiudo parentesi e ritorno al Concerto a due figure che pare sia entrato nella collezione romana della famiglia Torlonia, come potrebbe far supporre il timbro “T 94” stampato sul retro della tela. Quindi se ne perdono le tracce, fino alla ricomparsa sul mercato antiquario nel 2022.
Il Suonatore di tiorba – considerata opera di Caravaggio fino al 1928, quando lo storico dell’arte Roberto Longhi lo attribuisce al Gramatica- raffigura un uomo intento a suonare uno strumento simile al liuto (secondo alcuni musicologi è un arciliuto). L’atmosfera della composizione, quasi lirica,  è caravaggesca; il contrasto cromatico fra i bruni, i colori accesi dei panneggi, le lamate di luce, la puntuale restituzione degli strumenti musicali, la pennellata morbida esprimono la sensibilità e la raffinatezza artistica di Antiveduto. Ad inizio Seicento il tema della musica riscuote molto successo sia a Roma, sia alla corte Sabauda, tanto che nel volto del Suonatore andrebbe riconosciuto  il compositore di musica da camera Cesare Marotta, mentre la figura femminile -nel Concerto a due figure-  sarebbe identificata con Ippolita Recupito, moglie di Marotta, interprete del canto monodico. Il nome di Antiveduto Gramatica (1571-Roma 1626) forse non è molto noto al grande pubblico (compresa chi scrive): il bizzarro nome è stato imposto dal padre Imperiale a causa della sua nascita in un’osteria durante un viaggio. Infatti il padre, malgrado le rassicurazioni dalla moglie sui tempi del travaglio, aveva “antiveduto” la possibile nascita anticipata. Allievo del pittore Perugino (Giovanni Domenico Angelini) iniziò a copiare quadri di Raffaello e Correggio, specializzandosi nel dipingere ritratti di uomini celebri, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Gran Capocciante”. Da fine Seicento ottenne notevole successo al punto che ogni nobile in transito a Roma non rinunciava ad un suo ritratto (dal cardinale Federico Borromeo, alla famiglia Barberini, ai duchi di Savoia). A bottega ebbe Michelangelo Merisi, Caravaggio, appena giunto a Roma. Le sue opere ornano numerose chiese romane.
A partire dal 9 giugno 2023 le due tele saranno insieme presentate al pubblico nell’ambito della mostra “La musica di Antiveduto Gramatica e la collezione Falletti di Barolo” che sarà allestita al secondo piano della Galleria Sabauda.

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