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mercoledì, Giugno 19, 2024

    William “Bruto” Constantino e…“Fatti di musica”

    Da ottobre una nuova rubrica di musica pop

    William Constantino, conosciuto professionalmente come William Bruto, curerà una nuova rubrica per il nostro giornale: “Fatti di musica”.

    Al termine dei lockdown, William ha deciso di cambiare vita e dedicarsi completamente alle sue passioni più grandi: la fotografia e la musica. Consolida la sua esperienza fotografando eventi musicali nei locali torinesi, per poi approdare alla rivista on-line “The front row”. Oggi, come fotografo professionista, racconta con i suoi scatti le esibizioni dei più importanti musicisti italiani e internazionali: Maneskin, Marco Mengoni, Black Eyed Peas, Tiziano Ferro e molti altri.

    Ecco cosa ci racconta William del suo lavoro e della rubrica che verrà pubblicata su Cose Nostre.

    É cambiata la tua prospettiva rispetto alla fotografia diventando professionista?

    In realtà la mia prospettiva rispetto alla fotografia non è cambiata, direi che si è evoluta. Lo studio e il continuo scattare mi hanno permesso di “giocare” e di migliorare divertendomi. Sto cercando di guidare la mia evoluzione esattamente nella prospettiva che ho in mente senza farmi traviare da ciò che mi circonda. Utilizzo un metodo di giudizio autocritico, ponendomi una semplice domanda: “William, questo scatto lo appenderesti al muro?”. Quando la risposta è affermativa so di essere sulla strada giusta.

    Tra le fotografie che hai fatto qual è lo scatto che ancora ti emoziona guardandolo?

    Posso dire con sincerità che mantengo un legame con ogni scatto ben riuscito, ciascuno ti dà qualcosa di diverso e ti trasmette un’emozione differente. C’è uno scatto a cui tengo particolarmente: serata finale del Sonic Park di Stupinigi, durante l’esibizione dei Black Eyed Peas. Dopo i primi tre brani, in cui è concesso fotografare gli artisti sotto palco, a me e altri tre colleghi viene concesso di continuare a scattare, tra il pubblico. Purtroppo ho un inconveniente con un obiettivo della fotocamera e non posso scattare delle panoramiche. L’amico e collega Stefano La Bruna mi si avvicina con un obiettivo 23mm e mi dice “Usa questo, io mi arrangio. Divertiti!” Per me quella foto ha un valore incredibile, perché oltre alla bellezza dello scatto c’è la bellezza del gesto.

    La tecnologia come ha cambiato la tecnica e gli strumenti, per un fotografo professionista?

    Oggi ci possiamo ritenere fortunati. Per mia volontà ho iniziato a scattare con una Reflex anni ‘60: con il rullino non potevi abusare del numero di scatti, dovevi affidarti solamente al tuo occhio. Ora puoi scattare anche migliaia di foto e scegliere poi con calma quella riuscita meglio. Nonostante questo ci sono ancora fotografi vecchia scuola che usufruiscono della nuova tecnologia ma ritengono che le “vecchie regole” della fotografia siamo sempre le migliori. In ogni evoluzione c’è lo scontro tra nuova e vecchia generazione.

    Nell’epoca del digitale e dei social ci sentiamo tutti un po’ fotografi. Cosa fa la differenza tra una fotografia e una bella fotografia?

    Sicuramente i social hanno aiutato a far conoscere la fotografia; per noi professionisti sono un’ottima vetrina da poter sfruttare ma allo stesso tempo ne hanno sminuito il valore. Un esempio: nel mondo dei social tendenzialmente vediamo sempre le stesse foto. Le persone seguono le tendenze e copiano i loro influencer. Tutte le foto al lago sono uguali, tutte le foto del molo uguali, tutte le foto dei fidanzati che si tengono per mano uguali e così via. Quest’epoca, epoca della tecnologia, la ritengo falsa. La fotografia deve congelare un momento, deve emozionare, deve far sorridere. Il digitale ha fatto dimenticare la bellezza delle stampe, la bellezza di sedersi a terra e sfogliare i nostri ricordi. La fotografia deve far parte delle nostre vite e bisognerebbe imparare a valorizzarla. Il fotografo rimarrà sempre fotografo: è per questo che a qualsiasi evento non verrà mai chiamato l’amico che fa belle foto con il telefono. Un buon telefono non renderà mai professionisti della fotografia, come non lo farà una fotocamera da migliaia di euro.

    Mettendo a fuoco la tua scelta di vita, quali sono le luci e le ombre che hai incontrato?

    La luce più grande è sicuramente l’essere riuscito a unire le due passioni che porto nel cuore: la fotografia e la musica. Entrare in uno stadio gremito ed essere lì, davanti a tutto il pubblico, è veramente una cosa incredibile. Ricevere messaggi da sconosciuti che ringraziano e fanno i complimenti per gli scatti riempie il cuore di gioia. Essere contattato perché mi vogliono assolutamente come fotografo, anche a eventi non inerenti alla musica, mi onora. Non voglio vedere i lati oscuri nella scelta che ho fatto, perché tutte le volte che prendo la macchina fotografica in mano devo sorridere. Il resto non conta.

    Di cosa tratterà la tua rubrica in collaborazione con Cose Nostre?

    Sarà una rubrica dedicata alla musica. Vi terrò aggiornati su concerti ed eventi in programma nel nostro territorio approfondendo anche con curiosità e storie dei vari artisti. Vi parlerò e vi farò vedere immagini di tutti i live a cui parteciperò. Nel cammino che faremo insieme vi farò scoprire anche nuove sonorità.

    https://instagram.com/william_bruto.photography?igshid=OGQ5ZDc2ODk2ZA==

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