Il 25 aprile 2017, in occasione del 72° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il Comune di San Maurizio Canavese, in collaborazione con la sezione dell’A.N.P.I. “Giuseppe Ferrero” e Le Person dij Partigian, luogo della memoria resistenziale, ha organizzato una giornata di commemorazioni e rievocazioni storiche a tema.

Il ritrovo era fissato per le h 9.30 in Piazza Martiri della Libertà, davanti al Palazzo Comunale. Alle 9.45, al seguito della Filarmonica “La Novella”, il corteo ha preso l’avvio alla volta della Chiesa Vecchia del Cimitero, per la celebrazione della S. Messa in onore dei caduti. Lungo il percorso, il corteo ha effettuato una sosta per rendere omaggio alle “pietre della Libertà” dei caduti civili e partigiani. Dopo la celebrazione, alle 11.30, il corteo è tornato al suo punto d’avvio, la piazza del Comune, per assistere ad una cerimonia commemorativa durante la quale sono intervenuti il sindaco Paolo Biavati e un rappresentante dell’A.N.P.I.

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, è stato possibile visitare con una guida Le Person dij Partigian, uno tra i più importanti musei della Resistenza presenti in Piemonte, ricavato negli scantinati dell’edificio scolastico di via Lodovico Bò, usati come locali di detenzione dai paracadutisti fascisti repubblicani del Battaglione “Nembo” tra il 1944 e il 1945.

La giornata si è conclusa alle 18 presso la Sala Conferenze de “Le Person dij Partigian” con la rappresentazione teatrale “Cent – Storia di un comandante partigiano”, a cura dell’A.N.P.I. di Mezzenile -distaccamento “Baldo”. Lo spettacolo è stato intervallato dal coro giovanile “Angeli Scatenati” diretto da Bruno Berra. 

I festeggiamenti si concluderanno definitivamente in data 2 maggio, in occasione della “Passeggiata della Libertà” organizzata per condurre i ragazzi delle scuole medie attraverso i luoghi che videro il passaggio dei tedeschi in ritirata e la trattativa con i partigiani e il CLN locale, per commemorare il 1° maggio 1945, giorno della vera liberazione di San Maurizio Canavese. Anche in questo caso il punto di ritrovo sarà l’edificio di via Lodovico Bò 4.

“Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.” Così incitava Pietro Calamandrei, politico e avvocato italiano, per testimoniare l’esigenza di lottare contro la dittatura fascista e di ribellarsi alla dominazione tedesca. Dopo anni di strenua resistenza, il 25 aprile 1945, alle ore otto del mattino, via radio, il Comitato di Liberazione Nazionale impose la resa ai presidi nazisti e fascisti. La parola d’ordine di quella giornata per i tedeschi fu “Arrendersi o perire”. Il CLN riuscì a prendere il potere e decise di condannare a morte tutti gli esponenti principali del governo fascista insieme al loro leader, Benito Mussolini. L’anno successivo, nella giornata del 2 giugno 1946, il popolo italiano fu chiamato alle urne per decidere, attraverso un referendum, se continuare ad avere la Monarchia come forma di governo o se passare alla Repubblica. Fu la prima occasione in cui le donne furono ammesse al voto.

Noi, che oggi ereditiamo il frutto della fatica di chi ci ha preceduto, un frutto maturato nel sangue, nel dolore, nella paura e nel sudore, troppo spesso ci scordiamo che “la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando inizia a mancare”. Chi rimpiange dittature che non ha vissuto, che non ha subito, di cui idealizza e al tempo stesso ignora le vere imprese, non solo rinnega i propri padri ma non si accorge che “è meglio la peggiore delle democrazie della migliore delle dittature”. La liberazione è un esercizio quotidiano, la resistenza è nelle cose di ogni giorno. 

 


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