Una delle attrazioni della Basilica di Superga, insieme alle tombe dei Savoia. È la «Sala dei Papi»
Sul retro della Basilica si trova il convento ove risederono, dalla costruzione fino al periodo napoleonico, i padri della Reale Congregazione di Superga, istituita dal re Vittorio Amedeo II; dopo la Restaurazione sabauda e fino al 1951 la Basilica fu affidato a un prefetto assistito da un proprio personale; infine dal 1966 al febbraio 2015, vi furono i padri dell’Ordine dei Servi di Maria
Superga-Sala-dei-PapiDal chiostro del convento si accede alla sala dei Papi che a ospitava il refettorio estivo della Reale Congregazione e che fu trasformata in pinacoteca nel 1876 per accogliere l’unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia.
L’idea di raccogliere le immagini dei Papi fu ispirata dalla collezione in mosaico dei Papi presente in origine nella Basilica di San Paulo fuori le Mura a Roma.
La Sala raccoglie i 265 dipinti che ritraggono i Papi canonicamente eletti. Sono esposti lungo le pareti in ordine cronologico e sulla parete principale, in basso al centro, viene sempre collocato il ritratto del Papa in carica.
Insieme ai Papi regolarmente riconosciuti dalla Chiesa, vi sono anche i ritratti degli antipapi, e tra essi Felice V, al secolo Amedeo VIII duca di Savoia che fu l’ultimo antipapa della storia (1439-1449) in contrapposizione a papa Eugenio
Tutti i ritratti sono eseguiti a olio su tela. Non sono noti tutti gli autori, che realizzarono i dipinti, che per la maggior parte sono copie delle opere dipinte da Cristofano dell’Altissimo per le collezioni dei Medici a Firenze, a loro volta derivate dalla serie dei pontefici di San Paolo fuori le Mura, oppure da altri prototipi tra cui quelle conservate a Oriolo Romano nella galleria in palazzo Altieri.
La serie di ritratti è stata costantemente aggiornata, commissionando i ritratti per lo più ad artisti piemontesi, quali Costantino Sereno, Lorenzo Kirchmayr e Giovanni Paolo Crida. Nel 2005 la sala dei Papi, è stata “adottata” dal Rotary Club Orta San Giulio che ha fatto realizzare alla pittrice Patrizia Comand il ritratto degli ultimi due Papi Benedetto XVI (2005) e Francesco (2013).
Molti pensano che la collezione di ritratti di Papi di Superga sia unica nel suo genere, ma ciò è errato perché esistono anche quella rifatta dopo l’incendio della Basilica di San Paolo e quella di Palazzo Altieri a Oriolo Romano. Un’altra collezione si trovava a Palazzo Colonna a Marino almeno fino a un secolo fa, ma di cui non si hanno più notizie, mentre una collezione parziale è stata allestita recentemente nel Palazzo pontificio di Castel Gandolfo.

Roma

La prima raccolta di ritratti di papi si trovava nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Tale edificio si sviluppò all’epoca dell’imperatore Costantino sul luogo dove erano conservate le spoglie del santo, fu consacrata nel 324, ampliata e abbellita nei secoli. Un gravissimo l’incendio scoppiato nella notte tra il 15 e il 16 luglio 1823 la distrusse quasi completamente e con essa anche la primitiva collezione dei ritratti papali. La ricostruzione iniziò nel 1826 e la Basilica fu consacrata nel 1854.
Nella fascia immediatamente sopra gli archi che dividono le navate, vi è la serie dei tondi contenenti i ritratti di tutti i Pontefici, da San Pietro fino a papa Francesco. Realizzati con la tecnica del mosaico e su sfondo oro, furono iniziati nell’anno 1847, durante il pontificato di Pio IX, prendendo come modello le collezioni di Torino, Oriolo e Marino.

Oriolo Romano

Il palazzo Santa Croce (oggi Altieri) a Oriolo Romano (VT) fu edificato nel corso degli anni 1578-1585 per volontà di Giorgio III Santa Croce quale fondatore, e di suo figlio Onorio III. Dopo i Santa Croce (1578-1604) l’edificio appartenne agli Orsini fino al 1671, e agli Altieri fino al 1971.
La realizzazione della galleria-pinacoteca di Palazzo Altieri , costituita da varie sale contigue di un lungo braccio rettilineo del palazzo, così da formare una suggestiva fuga prospettica di circa 70 metri, è da attribuire a Clemente X Altieri, il papa del Giubileo del 1675 e lo stesso dell’inaugurazione del tabernacolo di bronzo della Basilica di San Pietro a Roma. Nel 1670, dopo essere stato eletto Papa e dopo aver acquisito il feudo di Oriolo, Clemente X fece apportare delle modifiche al palazzo fra cui l’edificazione nell’ala di levante, di una galleria in cui poter esporre una raccolta di dipinti, tra cui una collezione di ritratti di Pontefici.
La raccolta di dipinti su tela era stata iniziata dal cardinale Paluzzo Paluzzi Albertoni Altieri, suo nipote adottivo, che nella seconda metà del XVII secolo cominciò a commissionare la realizzazione delle effigi papali, tratte in parte, da antiche fonti iconografiche. Non sono però conosciuti i nomi degli esecutori di questo primo gruppo di 242 quadri anche se l’uniformità stilistica e di composizione fa presumere che gli artisti appartenessero alla medesima scuola.
Ogni tela ha un formato rettangolare di cm. 120 x 70. Ogni ritratto è corredato dallo stemma araldico-gentilizio del Papa raffigurato. Nei quadri dei primi 166 Pontefici è inoltre riportato un cartiglio con il sunto delle sue principali caratteristiche e degli eventi storici più rilevanti del suo pontificato. Nelle tele relative ai successivi Papi, al posto del sunto storico è posto un motto latino. Per i Papi vissuti nel periodo 1500-1600, si hanno copie pregevoli di ritratti famosi, quali quello di Raffaello per Giulio II, di Tiziano per Paolo II, di Caravaggio per Paolo V.

La disposizione dei quadri è in ordine cronologico, da destra a sinistra, dall’alto in basso. Attualmente la raccolta consta di 268 ritratti, da San Pietro a San Giovanni Paolo II, mancano Benedetto XVI e Francesco.

Marino

Palazzo Colonna è uno storico palazzo del centro di Marino (Roma). Il palazzo fu edificato tra gli anni ’30 del Cinquecento e gli anni ’20 del Seicento per volere di vari esponenti della famiglia Colonna. Il palazzo rimase proprietà di tale famiglia fino al 1916, quando fu ceduto in enfiteusi perpetua al Comune di Marino che vi installò la sede municipale. Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo venne quasi completamente distrutto dal bombardamento aereo anglo-americano del 2 febbraio 1944 e fu poi ricostruito entro il 1958.
Nel piano nobile, erano raccolti diversi dipinti che formavano una preziosa pinacoteca purtroppo dispersa non solo dagli eventi bellici del 1944, ma anche da precedenti alienazioni e traslochi, come il trasporto delle opere più preziose presso altre residenze della famiglia avvenuto a metà Ottocento, e successivamente l’allontanamento delle oleografie dei Papi da san Pietro in poi, con testa riprodotta a grandezza naturale, conservate fino al 1915 nell’atrio al pian terreno.

Castel Gandolfo

Una più ridotta collezione di ritratti di Papi è stata di recente allestita nella nuova “Galleria dei ritratti dei Pontefici” al primo piano del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo (Roma), in quelli che erano gli uffici della Specola Vaticana. Il percorso si snoda in sette grandi ambienti, costeggiando il terrazzo che domina il paese e il balconcino dal quale il Papa recita, tradizionalmente, l”Angelus quando soggiorna nella sua residenza estiva. Sono esposte 51 tele di varie dimensioni che raffigurano i papi da Giulio II fino a Francesco.

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