CronacheMarziane

Crisi di qua, crisi di là, intanto in questi periodi migliaia di persone (molte delle quali sono le stesse che si lamentano) partono per le vacanze: i poveretti che hanno l’alloggio al mare, i cassintegrati che hanno lo chalet in montagna, i clochard che inseguono mete esotiche oltreoceano. Ultimo grido, la vacanza sull’isola galleggiante formata dai rifiuti di plastica: l’ultima creazione/distruzione di quel genio chiamato uomo. Vorrei quindi parlarvi di una tipologia di vacanza, per me improponibile: la crociera.

Non riesco a capire. Bon. Molti di noi sono costretti a passare tutta la vita in mostruosi alveari di cemento noti come “condomini”, sopravvivendo tra risse di pianerottolo, truzze che camminano tutto il giorno con i tacchi al piano di sopra, musica rap a tutto volume, tristi riunioni condominiali, lattanti che urlano giorno e notte, coltellate per il parcheggio, notti insonni a causa delle varie feste/sagre sotto casa con relativi riti tribali. E cosa facciamo in vacanza per rilassarci? Andiamo tutti su un condominio galleggiante.

Allora: o io sono ormai fuori dal mondo, o la gente è impazzita. Comunque. Sfogliando un pieghevole in un agenzia viaggi, (ebbene sì: anche se le smartbox imperversano, i pieghevoli esistono ancora) leggo dettagliatamente cosa succede in questi orrendi mostri metallici. Vediamo.

Di solito si tratta di una decina di giorni di viaggio, dove la nave attracca nelle località turistiche per liberare la mandria di turisti (senza offesa per le mucche) e farla sfogare con selfie e shopping, la vera essenza della vacanza. Poi alcuni carri bestiame vengono a riprendersi i vacanzieri per stivarli nella nave e ripartire per altre mete, per altri selfie e altri inutili acquisti. Questi alveari galleggianti sono forniti di tutto, di più.

Intanto, esistono diverse tipologie di sistemazione a seconda del prezzo: si va dai 50 € per essere imbarcati come clandestini e sistemati nel ripostiglio delle scope, alle migliaia di euro per le suite con terrazza sul mare, accoglienza con champagne e ostriche, hostess, vista sugli iceberg e colazione a letto.

Oppure ci sono le cabine normali, naturalmente tutte con internet, wi-fi, pay TV. Cioè: uno si spende 5.000 € per una crociera, e poi sta in cabina a vedere la televisione. Ma certo, come si fa a perdere una puntata dell’Isola dei Famosi? Come si fa a stare senza Amici? E chi si separa dal Grande Fratello? Impossibile.

La cultura, prima di tutto.

In alcuni casi poi, se si ha la fortuna di trovare un capitano simpatico spiritoso ed esuberante e se si è gnocche ultrasexy, si può contare sull’emozionante saluto vicino alla costa, con passaggio ravvicinato. Ultimamente purtroppo non è stata una buona idea.

Dopo il riposo, la colazione che viene servita in uno dei 340 ristoranti disseminati in questo ammasso di ferro. Niente da dire, si tratta di una colazione continentale, che va dal cappuccino alle banane, dal muesli al bacon. Così anche qui, come nei migliori apericena, si ripete la scena delle cavallette affamate.

Dopodichè i condomini marini iniziano a bighellonare per la nave, che è talmente grande che si vedono già dei pendolari che aspettano tristemente il bus, per non dimenticare che sono sempre dei baracchini.  

Gli irriducibili dell’abbronzatura si recano in una delle 150 piscine, che si trovano ovunque: con il sole a 50° e un leggero venticello a 230 km/h, nel giro di un’ora saranno tutti ricoverati nella vicina infermeria, a causa delle ustioni. Strano, perché di solito questi ci smarronano tutta l’estate lamentandosi per il caldo. Questo spiega perché molte persone hanno ormai la pelle incartapecorita e somigliano a una mummia. Ma vuoi mettere raccontare a tutti la crociera? Non c’è paragone.

Altri (ma guarda un po’), fanno shopping. Vedere una nave da crociera è come vedere un outlet durante un alluvione: ovvero una miriade di negozi di tutti i tipi, sparsi su 10-15 piani, con tanto di scale  mobili.

Si va dall’abbigliamento griffato (per fortuna qui di cineserie non ce ne sono) ai negozi di scarpe (il paio più economico costa come la mia auto), dalle borse (solo una donna spenderebbe 1.500 € per una borsa) ai negozi sportivi, dai ristorantini etnici alle troppe sale giochi.

Infatti, chi non è contento di farsi spennare per la crociera, si fa spennare anche in questi locali (approvati dallo Stato) di dubbio gusto in preoccupante aumento, che illudono le persone.

Ci sono persino dei Bowling, ma hanno scarso successo in quanto lo sventurato che butta la palla nel mare deve poi andare a raccoglierla, con i disagi che ne conseguono.

Immancabili e puntuali come le rate, le aree per bambini: dove parcheggiare i propri pargoli per farsi i fatti propri (tipico delle famiglie moderne) se non in questi posti? Ed ecco quindi piscine apposite con piranha, scivoli, giochi d’acqua, spiaggette di sabbie mobili con alligatori. Il tutto seguito da animatori specifici: come delle povere maestre d’asilo, questi sventurati trascorrono tutta la crociera in mezzo a urla, schiamazzi, pianti, pannolini e sceneggiate. Questo sì che è un lavoro usurante.

Poi campi da tennis, da pallavolo, da calcio, piste da Formula Uno e Motomondiale, piste da cross, piste da Mountain bike e trial. Grande presenza anche di palestre, sale da ballo e discoteche.

Infine 3 ospedali di cui uno da campo e una chiesa. Perché anche qui i fedeli possano pregare affinchè il viaggio vada bene: è successo anche sul Titanic.

 

 

In pratica, se uno sta a casa fa le stesse cose, ma senza il rischio di affogare e senza spendere un capitale.

Cosa fare invece quando il palazzo popolare naviga di sera? C’è solo l’imbarazzo della scelta: ci sono molti ristoranti a disposizione, di tutte le tipologie. Come recarsi al quadrilatero di Torino. Bisogna solo superare un problemino: se uno cena con un mare piatto come un olio, è tutto perfetto; ma se uno cena con delle curiose onde da 5 metri mentre doppia Capo Horn con i camerieri coricati per terra durante un attacco dei pirati, allora diventa un tantino difficile. Specialmente la digestione.

Poi, concerti ovunque, anche all’aperto. Incredibile, pure sulla nave si crea la movida: ogni piano è invaso da gente di tutti i tipi, soprattutto giovani ubriachi. Un enorme rave party sull’Oceano, per chi pensava che una crociera fosse all’insegna della calma e del relax, magari coricati sul ponte guardando le stelle

Al Ponte 1 il DJ Rocco con la sua House music, dalle 00.00 alle 05.00: 30 € con 10 birre gratis; al Ponte 2 il DJ Charlie Rock con musica anni 60,70,80, fino alle 4 del mattino con soli 20 € e 5 cocktail gratis; al Ponte 3 corsi di ballo latino americano con la famosa coppia “Sonja de Cuba & Pino de Vauda”, vincitori delle semifinali dei Campionati Mondiali di Ballo Tamarro al Mille Bolle Blu di Varigotti; al Ponte 4 serata “agèe” per babbioni over 50: l’orchestra “I fringuelli del liscio” allieterà tutti con le sue mazurke e polke, dalle 20.00 alle 22.00 a 15 € con una China calda in omaggio e lotteria. Primo premio un defibrillatore, secondo premio una pancera e terzo premio una pomata per emorroidi. A fine serata stelline in brodo per tutti!

Ma sulla nave c’è un vantaggio: se a Torino non si può far niente o meglio si ignora questo degrado, qui basta una lieve inclinazione della nave e ubriachi, impasticcati, rissaioli, spacciatori, magnaccia e bottiglie vuote spariscono tutti nei flutti dell’Oceano. Mai visto un ponte più pulito.

 


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