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venerdì, Luglio 12, 2024

    Il potere della disinformazione

    Viviamo in un secolo nel quale l’informazione è alla portata di tutti o quasi. Da bene aristocratico, il cui accesso era riservato a pochi privilegiati, l’informazione è diventata di dominio pubblico attraverso un semplice click. In realtà internet ha sottratto il ruolo agli informatori tradizionali come lo sono stati, e che per certi aspetti lo sono ancora, dei giornali e della televisione. Il mondo virtuale che ci fornisce notizie però reali ne ha abbreviato e semplificato la fruizione. Siamo passati da “l’ha detto la televisione” a “l’ho letto su internet” ma la sostanza non cambia. L’insidia più grande è quella di incappare in una bufala, in una fake news che, a conti fatti, è peggiore dell’essere disinformati. E’ peggiore per un semplice fatto: da un’informazione errata creiamo un’idea sbagliata e di conseguenza un modo di agire sbagliato. E su internet è anche più facile leggere notizie non veritiere o vere solo in parte.

    Risulta evidente che alcuni argomenti abbiamo un peso specifico più importante rispetto ad altri. Temi attuali come i vaccini, il surriscaldamento globale e l’immigrazione che destano spesso dibattiti accesi, necessitano di opportuni approfondimenti, nei quali la voce degli studiosi specialisti dovrebbe farne da padrona. Lo stesso approccio è da tenere nei confronti della salute e dell’alimentazione, dove il sovrapporsi di studi antitetici generano confusione. E’ per questo motivo che ci si dovrebbe affidare a professionisti preparati che abbiano come unico scopo il benessere delle persone.

    Ma quali sono gli obiettivi che si prefiggono coloro i quali si occupano di manipolare intenzionalmente le informazioni e in quali settori operano? La direzione verso la quale si propaga il fenomeno è quella dell’agire umano, dalla parte politica a quella sociale passando per quella economica. Coinvolge ogni aspetto della vita umana in parole povere. Nella politica l’informazione viene usata soprattutto come strumento per la ricerca del consenso. Un chiaro esempio sono quelle forze politiche che fanno leva sulla suggestione dell’uditorio, stuzzicandolo alla pancia. Questo perché è molto più efficace e diretto impostare un discorso sulla paura e sull’emozione, snocciolando dati tutti da validare.  Strettamente legato a quello politico è l’ambito sociale, nel quale, invece, falsificare notizie e statistiche è una pratica che mira soprattutto al controllo delle masse. Consenso e controllo sono facce della medesima medaglia. Infine nel contesto economico i manipolatori aspirerebbero ad influenzare i consumi. Un certo tipo di marketing aggressivo punta proprio su delle fantasiose proprietà per sbaragliare la concorrenza. Per potersi districare da questo dannoso labirinto informativo è ormai indispensabile seguire alcune regole, come quella dell’autorevolezza della fonte, del confronto con più pareri, della parola degli esperti ed ove possibile dell’esperienza diretta.

    Nel processo informativo vi è anche una componente da non sottovalutare, quella della fiducia nell’informatore. Può accadere che la fiducia riposta verso chi fornisce la notizia sia talmente grande che questa sia già prova di veridicità. E’ perciò sempre bene tutelarsi dall’inganno e non fermarsi mai alla prima impressione, procedendo un passo alla volta sulla scala che ci può portare alla verità.

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