Il decreto sui vaccini emesso di tutta fretta in pieno periodo vacanziero (L. n.119 del 31 luglio 2017) dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin, ha attribuito alle scuole il compito di reperire la documentazione dello stato vaccinale dei propri alunni (compresi nella fascia di età da 0 a 16 anni) e quindi di trasmetterla all’ASL per agevolare il controllo della Sanità. Saranno dunque le scuole a fare da ponte tra la famiglia e il Ministero della salute e applicare la legge che decide chi lasciare a casa se non si metterà in regola con le vaccinazioni.

L’11 settembre scorso scadeva il termine per presentare la documentazione vaccinale o l’autocertificazione per i bambini della scuola materna. “Finora non ci sono stati grossi problemi“ segue con attenzione l’applicazione del decreto sui vaccini obbligatori per la frequenza scolastica il Dirigente dell’ITC di Caselle Loredana Meuti.

Chiariamo subito un punto: a chi spetta, nel caso, allontanare dalle classi i minori inadempienti?
“Ai presidi, ma per ora la questione non si è posta, abbiamo tempo fino al 31 marzo 2018 e comunque, al momento per Caselle inadempienti non ce ne sono.”

Alla scadenza dell’11 settembre, giorno in cui iniziava l’anno scolastico, pochi sono arrivati precisi e puntuali con le dichiarazioni e la scuola ha raccolto tutta la documentazione con qualche giorno di ritardo. E’ preoccupata dall’eventualità, di dover mettere alla porta dei minori e scontrarsi con le famiglie?
“Il 95% dei bambini della materna è già vaccinato e ha presentato tutta la documentazione che serve; esiste solo qualche caso di genitori che autocertificano di recarsi all’ASL e che però pongono una riserva alla vaccinazione a fronte di informazioni chiare. Questa precisazione per noi è superflua; è sufficiente che si dichiari che si è fissato un appuntamento con l’ASL e noi accogliamo i bambini.”

E chi rifiuta l’impegno alla vaccinazione? Resterà fuori dalla scuola?
“La legge dovrà essere applicata.”

Quale sarà il termine ultimo per mettersi in regola?
“Il 31 marzo prossimo.”

Questa scadenza vale anche per la Primaria?
“Certamente, entro il 31 ottobre, come è avvenuto per la scuola materna, la famiglia dovrà semplicemente dimostrare la regolarità del proprio stato e fornire la documentazione alla scuola. Per chi entro questa data non sarà ancora a norma, basterà consegnare alla scuola l’autocertificazione di adesione alle sedute vaccinali già programmate e anche in questo caso la frequenza scolastica sarà assicurata. Sarà compito delle Asl controllare che alla data prefissata i minori si presentino effettivamente per le vaccinazioni.“

Che ricordi ha dei suoi vaccini?
“Mi ricordo quando la scuola vaccinava tutti gli alunni contro il vaiolo e antipolio. Nella scuola veniva il medico con l’assistente infermiere e vaccinava; l’antipolio era uno zuccherino che piaceva tantissimo ai bambini. All’epoca c’era un’altra visione delle cose, non esisteva la cultura di oggi della prevenzione, ma le nostre mamme erano argute. Io ricordo quel periodo, in cui si rincorreva il morbo o la malattia esantematica. Chi è che fa il vaccino tra tutti i compagni di scuola? Tizio, allora tutti a casa di Tizio a prendersi la varicella, il morbillo, la rosolia, la quarta malattia, gli orecchioni. E’ in questo modo che mi sono vaccinata a tutte le malattie infantili. Oggi non è più così, le cose son cambiate.”

E’ vero che la normativa vale anche per gli operatori scolastici?
“Certamente, vale per chiunque sia a contatto diretto con i bambini e gli alunni e quindi, i docenti, i collaboratori scolastici, il dirigente scolastico.”

E come farà la sua dichiarazione?
“Aggiungerò una autocertificazione alla modulistica, in mancanza del libretto dei vaccini, in cui dichiarerò di aver contratto tutte le malattie infettive del caso, oltre l’antipolio e l’antivaiolosa per cui sono stata vaccinata a scuola.”

Quali sono le difficoltà che avete incontrato?
“I tempi stretti e per questo dobbiamo fare le cose un po’ di corsa. Quando è passata la legge del 31 luglio si era tutti in vacanza. Ci siamo attivati immediatamente per informare le famiglie, abbiamo pubblicato subito una circolare sul sito della scuola sintetizzando tutte scadenze.”

Le pare normale che non esista all’ASL un anagrafe delle vaccinazioni e si chieda alla scuola di sopperire a questa mancanza?
“ Secondo me questa partita avrebbe dovuto gestirla la ASL, perché è un presidio sanitario, si tratta di salute pubblica, invece è stata data tutta in carico alle scuole. Siamo noi che riceviamo la documentazione dalle famiglie o l’autocertificazione. Siamo sempre noi che dobbiamo inviare gli elenchi. Si tratta poi di dati riservati che riguardano la salute, dobbiamo anche capire come fare. I numeri telefonici di riferimento sono sempre occupati e spesso rimandano ad altri numeri. Siamo nel 2017, spero che non si chieda alla scuola di inviare un riferimento cartaceo.

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