Mentre scrivo sta scendendo la prima neve del 2017 …

A modo suo è perfetta: primo dicembre, temperatura fredda il giusto, cielo grigio …

Avevamo patito, almeno noi del Nord–Ovest, la siccità. Per mesi il cielo terso e un sole piccante avevano arroventato estate e autunno di questo strambo anno, assetando le campagne e favorendo l’accumulo di smog in cappe soffocanti.

Eravamo, ormai, il simbolo delle mutazioni climatiche, del surriscaldamento terrestre, del pre-apocalisse … e forse lo siamo per davvero.

Eppure, questa neve che lentamente ricopre le nostre “macerie”, sembra voler riportare una parvenza di normalità, di continuità con un clima che, diciamocelo, non è mai stato così armonico e idilliaco come ci sforziamo di ricordare con un’immaginazione un po’ troppo fervida.

Non nego assolutamente il cronico innalzamento termico, ma non posso dimenticare, in questi ultimi sessant’anni, momenti climatici a dir poco pazzerelloni: inverni freddi e secchi, dove la neve la trovavi solo nei presepi sotto forma di cotone idrofilo o farina, estati piovose e umidicce da far crescere i funghi anche sulle morene, autunni drammatici con alluvioni apocalittiche e primavere tanto fredde da giocare a palle di neve a maggio …

Chissà … eppure questa neve tanto attesa mi fa ben sperare; no, non parlo del clima, mi riferisco a noi, uomini del nuovo millennio.

Se il clima sta mutando, noi stiamo completamente impazzendo.

E in modo trasversale a questa stramba umanità.

Da chi pensa di rimettere in moto l’orologio dell’apocalisse atomica a chi parcheggia in terza fila e ti insulta se cerchi di passare, comunque, per entrare a casa tua, siamo tutti “fuori giri”.

Il solo pensare che possano esserci delle regole, il senso del rispetto e le buone maniere, che possa ancora vagare, vacua, tra noi l’idea di cortesia, la pazienza o il buon senso (questo, poi, si è estinto da un pezzo …), ti fa passare per un marziano, brutto, stupido e fastidioso.

Oggi, in saldo, si svende arroganza, presunzione, violenza e pressapochismo. Gratis ti rifilano ipocrisia e ignoranza.

Se non sapete dove farne incetta non c’è problema, è sufficiente sfogliare un giornale, accendere la tv, smanettare sui social o semplicemente scendere per strada: ne riempirete una sporta e mezza, con facilità.

Ci preoccupiamo che cambia il clima, quello meteorologico, e non ci rendiamo conto che il “clima” sociale ci è ormai esploso in faccia e fa male!

Mentre il progresso tecnologico schizza a razzo in un crescendo rossiniano, il progresso culturale e sociale sta precipitando in una voragine senza fine. Alla comunità è subentrato il gretto interesse personale, alla solidarietà la presunta salvaguardia del particolare.

Creiamo muri, ci isoliamo e fomentiamo paure.

Inculchiamo il bi-pensiero di Orwelliana memoria, la capacità di poter credere in un’idea e al tempo stesso il contrario della stessa, di poter esprimere un’opinione e al tempo stesso negarla …

Stiamo impazzendo!

La neve continua a cadere, lenta …

Spero che ricopra queste macerie, tutte,  e che al disgelo riaffiori un po’ di umanità …

Lo spero …

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