Sono circa settemila in Italia le assunzioni di maestre nelle scuole primaria e dell’infanzia che rischiano il licenziamento. Sono stati resi noti i numeri dei docenti interessati alla sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso  che ha invalidato ai fini dell’insegnamento il diploma magistrale conseguito prima del 2002; l’ottanta per cento di questi insegnanti lavora al Nord. Un primo sciopero degli insegnati, l’8 gennaio scorso, ne ha conclamato la protesta generale, ma si promette battaglia se non si troverà  presto una soluzione. I sindacati degli insegnanti hanno già indetto il blocco degli scrutini di metà anno.

Una sentenza che fa paura e che va contro le precedenti ordinanze che avevano ammesso con riserva le maestre nelle graduatorie a esaurimento (GaE), dando un’opportunità a molti insegnanti che avevano potuto sperare finalmente in un assunzione a tempo indeterminato. Nel frattempo il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha preso tempo, in attesa di ricevere il parere dell’Avvocatura di Stato che pare non scioglierà il verdetto se non dopo le elezioni del 4 marzo.La preoccupazione va, a questo punto, al nostro Istituto Comprensivo, abbiamo rivolto alcune domande al dirigente Loredana Meuti per sapere com’è la nostra  situazione.

 

– Quanti posti di lavoro sono a rischio nell’Istituto Comprensivo di Caselle se passa la sentenza così com’è stata formulata? E’ pensabile, secondo lei,  licenziare chi è già stato assunto in ruolo?

“Nel nostro Istituto abbiamo circa una decina di docenti in questa situazione, distribuiti su due ordini di scuola. Sulla possibilità di “licenziare” sinceramente non mi sento di dare risposte, poiché è ancora aperto il confronto fra sindacati e Ministro dell’Istruzione. Dobbiamo attendere.”

Intanto, mentre al tavolo delle trattative sindacati e governo cercano di trovare una soluzione il più possibile immediata e condivisa – affinché  gli insegnanti non vengano abbandonati ad un destino di precariato, creando tra l’altro seri problemi alla didattica di un altissimo numero di scuole dell’infanzia e primaria -, se la situazione non si dovesse risolvere a breve, è già pronto uno sciopero che minaccia di bloccare gli scrutini del primo quadrimestre..

– Cosa ne pensa, dirigente, di questa situazione?

“E’ possibile che questa situazione causi il blocco degli scrutini, poiché i docenti coinvolti, anche in altre regioni, protesteranno. La situazione è molto delicata e complessa, ogni parola in aggiunta rischia di creare confusione ed allarme. Il 22 dicembre 2017 il Miur ha chiesto un parere l’Avvocatura Generale dello Stato, sui tempi e sulla corretta modalità di esecuzione della suddetta decisione considerate le diverse situazioni dei docenti per garantire l’uniformità di attuazione sul territorio nazionale. Nel verbale dell’incontro con le Organizzazioni sindacali, si precisa che, la decisione assunta in adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11/2017, non ha effetti immediati su tutte le situazioni giuridiche individuali dei diplomati magistrali o dei controinteressati, perché in questa questione ci sono anche dei controinteressati. La decisione ha lo scopo, per il futuro, di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, visto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.”

In attesa dei nuovi giudizi di merito per poter ottemperare correttamente alla sentenza, il Ministero dovrà analizzare tutte le situazioni giuridiche esistenti e consolidate… Meglio attendere le conclusioni.

A fronte delle numerose richieste di chiarimento che stanno giungendo al Ministero dell’Istruzione, Il MIUR precisa, inoltre, che la sentenza n. 11 del 2017 del Consiglio di Stato riguarda i diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle graduatorie permanenti all’atto della loro trasformazione in graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l’inserimento nelle citate GaE (Graduatorie a Esaurimento). Il Consiglio di Stato ha deciso, con la sentenza pubblicata il 20 dicembre, che tale richiesta tardiva di inserimento nelle GaE non ha fondamento giuridico.

La sentenza non ha invece alcun impatto, né immediato né futuro, sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle GaE, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge n. 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento.  

In sostanza, la cosa riguarda solo i docenti che non avevano approfittato della possibilità di conseguire l’idoneità in un concorso pubblico per titoli ed esami o frequentare e superare un corso straordinario organizzato dal MIUR che abilitavano all’insegnamento per la scuola elementare e la materna coloro  che erano in possesso del diploma magistrale.

 

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