A circa, nove mesi dalle sue prime storiche Elezioni Amministrative, Mappano è tornata al voto per le Elezioni Politiche. Consultazioni che si presentavano, a livello nazionale, come più importanti del solito, visto il clima e visti i sondaggi che prevedevano un terremoto a livello di risultati.

E terremoto è stato, perché il nuovo Comune non si è discostato dai dati nazionali e, soprattutto, da quelli degli “amati/odiati” Comuni cosiddetti cedenti (ed altri Comuni vicini), a riprova del fatto che, che piaccia o meno, siamo una realtà abbastanza omogenea, al di là delle peculiarità e delle diversità, per fortuna, esistenti.

Simile la percentuale di votanti (a Mappano ha votato quasi il 79% degli aventi diritto, a Caselle oltre il 76%, a Borgaro oltre il 79%), simili gli esiti: primo partito a Mappano alla Camera il Movimento 5 Stelle con il 34,5% circa dei voti validi, prima coalizione il Centrodestra con quasi il 37% (Lega 21,2%, Forza Italia quasi al 12%), debacle del Partito Democratico sotto il 20%.

Fallimentare l’esperienza di Liberi e Uguali (puntavano al 10%), appena sopra il 3%, con la sensazione che, quand’anche i dissidenti fossero rimasti nel PD, il Centrosinistra sarebbe, comunque, arrivato solo terzo. Terzo anche in una zona tradizionalmente a sinistra (o a centrosinistra), come dimostrano le tante Amministrazioni locali “controllate”. Sembrerebbe che, come nel resto d’Italia, chi ha abbandonato il PD e le sue liste minori, abbia votato M5S o, soprattutto da noi al Nord, Lega. Una Lega che ha drenato voti anche da Forza Italia (davvero “spento” e monotono il Cav in campagna elettorale) e, così dicono gli esperti, anche dal M5S stesso in Settentrione: per restare nella nostra zona, l’Amministrazione Appendino paga dazio, per sua stessa ammissione (più facile vincere che amministrare si dice da sempre…).

Insignificanti le altre compagini, estremiste (da Potere al Popolo a Casa Pound) e non.

Quasi identici i dati per il Senato, con il Movimento 5 Stelle al 34,1%, il Centrodestra oltre il 37% (con la Lega al 20,8% e Forza Italia al 12,6%), il PD appena sopra il 20%, Liberi e Uguali al 3%. Emerge quindi che il Movimento 5 Stelle è, nettamente, il primo partito cittadino (dati, ripetiamo, in linea con il resto del circondario), seguito dalla Lega e poi dal PD.

Difficile fare un raffronto (che comunque lascia sempre il tempo che trova, visto le diversità contestuali e di meccanismo tra le varie tipologie di elezioni) con le Comunali dello scorso giugno, ma stupisce che un Movimento incapace di entrare in Consiglio Comunale (mentre, per esempio, a Caselle confermavano i due consiglieri), dopo neanche un anno faccia un exploit del genere… Difficile perché tra i cinque candidati sindaci mappanesi solo il M5S era presente con il proprio simbolo, gli altri quattro erano rappresentanti di liste civiche di centrosinistra o quasi (il PD era presente in forze in Uniti per Mappano, ma senza simbolo).

Ufficialmente assente il Centrodestra, mentre alle Politiche di domenica è andato vicino al 40% (dato, per carità, in linea con i dati piemontesi e nazionali)! Riassumendo, anche a Mappano è sembrato un voto politico di protesta, di condanna ai Governi Renzi-Gentiloni.

Un voto “populista” con proporzioni che, comunque, meritano rispetto, il rispetto della democrazia, pur con una legge elettorale che, per accontentare tutti, alla fine ha scontentato quasi tutti: troppo macchinosa, con poca facoltà di scelta per gli elettori.

L’impressione è però che si possa andare al voto nei prossimi mesi, perché le maggioranze non sono certe e nette e, stando almeno ai proclami da campagna elettorale, nessuno si sarebbe alleato con nessuno. Staremo a vedere.

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