Al Malanghero i due nuovi pozzi per l’acqua potabile di Caselle I lavori a cura SATAC per consentire la dismissione del pozzo della Montrucca all’interno delle Aree ATA
In altri servizi su questo numero del giornale i commenti a valle della serata del consiglio comunale aperto del 14 maggio scorso sull’avanzamento del progetto Aree ATA. Il bicchiere, visto mezzo pieno da sindaco e maggioranza, mezzo vuoto e che forse non si riempirà mai per una parte delle minoranze, in particolare Fontana e Cinque Stelle. Opinioni diverse e contrapposte.

In attesa dei fatti che mostreranno chi ha ragione, opportuno raccontare le cose concrete che nel frattempo succedono. Una di queste cose concrete, e di cui è stato dato solo un fugace accenno nella serata del 24 maggio, è l’approntamento dei due nuovi pozzi al Malanghero. Eppure notevole importanza, nelle tempistiche dei lavori ATA, ha la questione della rilocalizzazione del pozzo della Montrucca. Dov’è il pozzo della Montrucca? Gli automobilisti che transitano in direzione Cirié appena passato il bivio per San Maurizio avranno notato nella campagna alla loro destra la presenza di una torre piezometrica. Ai suoi piedi c’e il pozzo, gestito dalla SMAT, che con una portata di 20 litri al secondo copre circa un terzo delle esigenze di acqua potabile dell’abitato di Caselle. La dislocazione del pozzo della Montrucca è all’interno delle Aree ATA.

L’area di rispetto del pozzo, con vincolo di inedificabilità, si estende per un raggio di 200 metri e va ad interessare circa 30.000 mq delle superfici edificabili di competenza SATAC. Per completezza di informazione, anche a prescindere dalle vicende delle Aree ATA, il pozzo della Montrucca, se fosse mantenuto nella sua attuale posizione, avrebbe dovuto comunque essere ricondizionato, in quanto mette in contatto la falda freatica più profonda con la falda superficiale, e per questo non è più conforme all’attuale normativa sulle risorse idriche sotterranee. La rilocalizzazione del pozzo è prevista in una nuova area già individuata da tempo in un terreno agricolo ad est del cimitero di Caselle Torinese, in Strada Malanghero. L’operazione di spostamento è regolata da apposita convenzione stipulata nell’ottobre 2015 fra Comune di Caselle, SMAT e SATAC, con spese a totale carico SATAC.

In base ai vincoli imposti dalla Regione Piemonte a SATAC in sede autorizzativa, solo a valle della definitiva dismissione del pozzo della Montrucca sarà possibile al privato cominciare ad edificare all’interno del cerchio vincolato come area di rispetto. Sulla base della convenzione sopra citata, nei mesi di dicembre 2015 e gennaio 2016 furono effettuati, al Malanghero, i sondaggi geognostici fino alla profondità di 238 metri dal piano campagna, con esito ritenuto dai geologi soddisfacente. Le operazioni poi continuarono nella primavera 2016 con la realizzazione di un pozzo-pilota, di piccolo diametro ma avente la possibile profondità e le stesse caratteristiche dei pozzi definitivi.

Sul pozzo-pilota furono quindi effettuate le prove di portata, finalizzate al corretto dimensionamento dei nuovi pozzi, nonché i campionamenti dell’acqua a cura dell’ASL. Un anno fa, a giugno 2017, un’ulteriore conferenza dei servizi presso SMAT confermo’ il via libera per i lavori. Vediamo, a distanza di un anno, l’attuale avanzamento. I lavori, condotti sotto supervisione SMAT, sono stati appaltati da SATAC ad una associazione temporanea di imprese fra la torinese Aris Chiappa, specializzata in pozzi artesiani, e la casellese ICEP. I pozzi sono due e la loro trivellazione ora è terminata; distanti 150 metri uno dall’altro, hanno profondità di 115 metri e garantiscono una portata di 30 litri/secondo. Ora si è in attesa dei permessi comunali per la posa delle condotte, da posare, per 800 metri, a fianco di strada Malanghero, fino ad arrivare sulla provinciale per Leini’, dove ci si raccorderà sulla rete SMAT.

Prima di poter considerare a regime i nuovi pozzi, la normativa prevede campionamenti nelle quattro stagioni, per cui passerà un ulteriore anno.

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