Sono ben noti, sia ad automobilisti che agli utilizzatori del SADEM, i disagi legati ai cantieri di corso Grosseto. Code ed allungamento dei tempi di percorrenza, a partire da settembre scorso, quando la società di committenza regionale, SCR, consegnò i lavori al consorzio d’impresa vincitore della gara d’appalto. Cantieri “stop and go”, così furono definiti su Cose Nostre di aprile, per raccontare come appariva altalenante ad un osservatore esterno l’andamento dei lavori. In particolare, la demolizione dei due cavalcavia all’altezza di corso Potenza – forse l’operazione più vistosa far quelle previste – vedeva un paio di false partenze rispetto agli annunci di SCR. Lo scorso mese di maggio, finalmente, anche la demolizione dei cavalcavia, in particolare di quello che porta in direzione Stadio, è stata avviata.

A inizio giugno SCR è uscita con un Comunicato Stampa così titolato:
CORSO GROSSETO: CANTIERE IN LINEA CON LE PREVISIONI

“Su richiesta dei Sindaci delle valli di Lanzo, veicolata dall’Assessore Francesco Balocco e dal Consigliere regionale Nadia Conticelli, SCR ha illustrato, presso l’Assessorato regionale Trasporti, lo stato dell’arte del cantiere di Corso Grosseto.

Il cantiere, nonostante una serie di imprevisti incontrati nel corso delle lavorazioni, procede secondo i tempi programmati, tranne l’area di Corso Grosseto dove sono stati rinvenuti dei materiali contenenti fibre di amianto. Ciò ha causato dei ritardi sui tempi di demolizione del cavalcavia che si cercherà di assorbire per quanto possibile, attraverso un’ottimizzazione delle fasi lavorative.”

Il comunicato prosegue rassicurando sul fatto che la rimozione dell’amianto, ora conclusa, è avvenuta seguendo le indicazioni di ARPA e ASL. SCR infine così conclude: “Occorre segnalare che, oltre ai benefici già noti dal punto di vista della mobilità e della sistemazione ambientale e superficiale di tutta l’area, l’opera una volta terminata porterà in dote anche:

  • la bonifica di un’ampia area interessata dalla presenza di materiali contenenti fibre di amianto, potenzialmente molto pericolose per la salute dei cittadini;
  • la realizzazione di una rete fognaria in affiancamento a quella esistente (datata e al limite della sua capacità);
  • la rimozione del manufatto “cavalcavia” trovato in condizioni precarie, il cui ripristino per adeguarlo ai fini della sicurezza stradale avrebbe comportato degli ingenti costi da impiegare a carico della Città di Torino.”

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