Appunti di Vanni

“Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare.
Ma non importava, la strada è la vita”.
Jack Kerouac.

Continuando il racconto del mio viaggio con Anja Wenger negli U.S.A dell’ovest, questa volta vi parlo di uno dei parchi più famosi al mondo.

Il Parco di Yellowstone è il più antico parco nazionale d’America, nonché uno dei più grandi e affascinanti. Le attrazioni naturali di Yellowstone sono davvero spettacolari, contribuendo a rendere la visita un’esperienza unica nella vita. È qui che si trovano più della metà dei geyser di tutto il mondo, meravigliose sorgenti termali multicolori, spettacolari laghi montani, profondi e suggestivi canyon, fumarole, cascate, solfatare e una fauna decisamente variegata fra cui orsi, bisonti, alci, cervi, puma e lupi. Difficilmente si trova in natura una tale concentrazione di meraviglie in unico posto e non a caso il parco è stato dichiarato nel 1978 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Vanni a Yellowstone

Il modo migliore per viaggiare nel parco è quello di esplorarlo in macchina, il mezzo ideale per raggiungere le varie attrazioni, che sono fra loro piuttosto distanti. Le cose da vedere sono tutte in zona o a breve distanza dalla “Loop Road”, una strada interna di oltre 300 chilometri a forma di 8 a cui sono collegati tutti e 5 gli ingressi. Il limite di velocità è di circa 70 chilometri all’ora ed è bene rispettarlo perché l’attraversamento di bisonti e altri animali selvatici è abbastanza frequente. Non di rado, proprio a causa di questi episodi, si creano dei veri e propri ingorghi.

I geyser sono molto probabilmente l’attrazione più rappresentativa del parco. La zona di concentrazione maggiore è a ovest, in particolare nelle zone dell’Upper Geyser Basin, il Midway Geyser Basin, il Lower Geyser Basin e il Norris Geyser Basin. Molti geyser eruttano a intervalli abbastanza regolari quindi è possibile informarsi al centro visitatori per pianificare bene i tempi. Qui troviamo l’Old Faithful, il geyser più famoso del parco, situato nell’Upper Basin che erutta ogni 78 minuti con un potente getto d’acqua che può toccare anche i 55 metri. Lo spettacolo si può godere dalle panchine disposte a mezzaluna attorno al geyser. Continuando la passeggiata sulle passerelle di legno si arriva fino al Grand Geyser, che erutta 2 volte al giorno con getti di oltre 60 metri d’altezza.

Anja al Grand Prismatic Spring

Qui, oltre ai geyser, si trova la Grand Prismatic Spring, una spettacolare sorgente di acqua calda con i colori arcobaleno che la caratterizzano e ne fanno una delle attrazioni più visitate e fotografate dell’intero parco.

Più avanti troviamo il Norris Geyser Basin, zona meno affollata dai turisti ma costellata di sfiatatoi e fumarole. Da non perdere l’ Echinus Geyser, il più ampio geyser d’acqua acida del mondo. Erutta a intervalli irregolari dai 35 ai 75 minuti e lo Steamboat, il più alto del mondo, con i suoi getti oltre i 90 metri.

Interessante da visitare è la zona delle sorgenti termali, dove l’attrazione principale è rappresentata da Mammoth Hot Springs, una serie di terrazze dalle forme impressionanti, dove cascate avvolte dal vapore scendono fra meravigliose sfumature di colori; descrivere uno spettacolo simile è quasi impossibile.

Non sarà famoso come il Grand Canyon dell’Arizona, tuttavia il Grand Canyon dello Yellowstone vale decisamente la pena di essere visitato con oltre 30 chilometri di lunghezza; è profondo dai 200 ai 400 metri e largo dai 400 ai 900 metri. Processi chimici nel corso del tempo hanno contribuito a creare strisce e macchie colorate variegate nella roccia di un canyon impreziosito da due possenti cascate: Upper Falls e Lower Falls. Uno dei punti d’osservazione migliori è l’Artist Point, che si affaccia sul Canyon proprio in corrispondenza delle Lower Falls. All’attività vulcanica sulle rocce si è aggiunta l’azione erosiva dello Yellowstone River che, nel tempo, ha contribuito a scavare il canyon e a dargli forma. Le varie sfumature cromatiche che si possono notare sulla roccia del canyon sono dovute ai continui processi di alterazione idrotermale a cui è sottoposta la riolite, tipo di roccia vulcanica, e i colori vanno dal marrone al viola, dal giallo al verde, dall’arancio scuro al rosso.

Terrore negli occhi di Anja

Non troppo lontano dal Grand Canyon si trovano alcune valli interessanti, come Hayden Valley e Lamar Valley, posto ideale per ammirare gli animali selvatici. Anche se molti animali nel parco sono abituati a vedere gli esseri umani, la fauna è comunque selvaggia e non deve essere disturbata. Troviamo animali pericolosi come bisonti, puma e specialmente orsi. Tutto il parco è l’habitat degli orsi, dai boschi più nascosti alle passerelle intorno all’Old Faithful e quindi è meglio seguire alcune regole come: non avvicinarsi a più di 100 metri, non dare cibo, gli orsi che diventano dipendenti dal cibo umano possono diventare aggressivi verso le persone e devono essere uccisi. Comunque raramente succede di essere attaccati da questi animali, di solito femmine con i cuccioli, e mediamente viene registrato un caso all’anno, ma basta tenere le distanze e seguire le norme dei ranger presenti ovunque. Nel parco si contano oltre 800 orsi. Non solo gli orsi ma anche i bisonti sono pericolosi e non bisogna sottovalutarli come ha fatto quell’imbecille turista 55enne che, poco tempo fa, sfidando il buon senso è sceso dalla sua vettura e, forse credendosi un torero, ha provocato un bisonte, causando anche lo spavento dei presenti. Ad un certo punto il possente animale lo ha infatti caricato, per fortuna senza affondare il colpo. L’uomo qualche giorno dopo è stato individuato ed arrestato dai Ranger del parco. E’ stato reso noto il caso di due turisti che, vedendo un cucciolo di bisonte, lo hanno caricato sul loro SUV ritenendo che avesse freddo. Il piccolo è stato soppresso dalle guardie del parco, perché, dopo il contatto con gli umani, veniva respinto dalla madre e dai suoi simili. Da qui la raccomandazione di non avvicinare gli animali selvatici.

Altra regola riguarda le zone termali dove si deve rimanere sempre sulle passerelle: sotto l’acqua è bollente. Non seguendo le indicazioni del parco rischiate ustioni, anche gravi, oltre che multe salate. E anche qui abbiamo l’incidente di un turista americano, che è morto cadendo in uno dei geyser del parco a cui si era avvicinato per provare a verificare la temperatura dell’acqua, entrando in una area vietata agli escursionisti proprio per i pericoli rappresentati dalle pozze di acqua acida e ad altissima temperatura.

Infine lo Yellowstone Lake, un’altra tappa molto battuta dai visitatori del parco, situato a oltre 2300 metri sul livello del mare, è il più grande lago di alta quota del Nord America. È lungo oltre 30 chilometri e largo oltre 20 con 200 chilometri di costa. Il lago si congela completamente ogni inverno a fine dicembre e di solito si scioglie a fine maggio rimanendo freddo tutto l’anno, con una temperatura media dell’acqua di 5 gradi.

 

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