Appunti di Vanni“Le radici sono importanti nella vita di un uomo,
ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici,
e le gambe sono fatte per andare altrove”

Pino Cacucci scrittore, sceneggiatore.
 

Lo Zimbabwe è un Paese dell’Africa meridionale senza sbocco sul mare, conosciuto per il territorio spettacolare e la ricca fauna, che vive soprattutto all’interno di parchi, riserve e zone safari. Le cascate Vittoria sono l’attrattiva principale.

Era l’anno 1982 e con Secondo Cravero e Enrico Ansaldi, trovandoci in Sudafrica (Cose Nostre marzo 2012), decidemmo di fare un giretto da quelle parti.

LE CASCATE VITTORIA
Le Cascate Vittoria sono conosciute anche come Mosi-oa-Tunya, che in lingua locale significa “il fumo che tuona”, un nome che rappresenta molto bene il frastuono della massa di acqua che si tuffa nella gola rocciosa e la nuvola di gocce che si solleva. Il fronte è lungo oltre 1.700 metri e questo le rende le cascate più estese al mondo.Il fiume Zambesi è il quarto fiume per lunghezza in Africa e attraversa sei differenti paesi; inizia il suo viaggio nella zona nord occidentale dello Zambia e, dopo circa 2.700 km, sfocia nell’Oceano Indiano.La grande massa d’acqua, di fino a oltre 500 milioni di litri di acqua al minuto, precipitando in una così stretta fenditura tra le rocce genera un rumore cupo, come un tuono, e una nuvola di gocce sale fino ad una altezza di 400 metri quando il fiume Zambesi è in piena. E’ possibile avvistarla fino a 50 chilometri di distanza.“Cataratta del Diavolo” è la parte più occidentale e si trova in prossimità della riva, il salto è alto 70 metri e largo 35 metri; il suo nome deriva da un’isola del Fiume Zambesi che si trova nelle vicinanze dove le popolazioni locali praticavano sacrifici e cerimonie. Quando i missionari giunsero in queste zone etichettarono queste pratiche come demoniache e cercarono di vietarle.Cascata Principale: è il tratto più spettacolare delle cascate con un salto di 90 metri e una larghezza di 460 metri ed è divisa dalla Cataratta del Diavolo dall’Isola di Boaruka. Qui l’acqua produce un rumore assordante mentre cade nella gola e la nuvola di gocce d’acqua che si solleva, oltre ad essere visibile a notevole distanza, riesce a mantenere in vita una porzione di foresta pluviale presente nell’area vicina alla cascata.Cascata Arcobaleno, di fronte a questo salto d’acqua, con i suoi 530 metri di larghezza e 108 metri di profondità è il più alto di tutto il fronte: qui le gocce di acqua che si sollevano dalla caduta formano quasi sempre un meraviglioso arcobaleno.Qui troviamo il Parco Nazionale delle Cascate Vittoria e il Parco Nazionale di Zambesi, che proteggono la zona.
Esiste un percorso per poter accedere ad alcuni punti panoramici dove ammirare da vicino il muro d’acqua che precipita nella gola rocciosa.
Superfluo dire che, trovandoci in Africa, è possibile effettuare safari fotografici per avvistare molte specie di animali tra cui elefanti, bufali, leoni, leopardi, iene, diverse specie di antilopi, ippopotami, coccodrilli del Nilo, oltre 400 specie di uccelli e 90 specie di pesci.Per facilitare l’avvistamento di animali sul posto organizzano delle mini-crociere a bordo di battelli con il sistema del tutto-incluso: noi pensavamo che ci fosse un aperitivo ma quando abbiamo capito che il servizio era illimitato abbiamo provveduto a fare onore a quanto ci veniva offerto.

LA STORIA DELLE CASCATE VITTORIA
Sono stati ritrovati alcuni artefatti in pietra risalenti a 3 milioni di anni fa che fanno pensare che nella zona fosse presente l’Homo habilis; sono stati rinvenuti anche alcune armi, ornamenti e alcuni utensili dell’età della pietra risalenti a 50.000 anni fa.
I Khoisan, popolo di cacciatori e raccoglitori originario dell’Africa meridionale, soppiantarono queste popolazioni, successivamente qui abitarono diversi popoli, i Tokaleya, gli Ndebele i Batswana ed infine i Makololo. Una mappa del 1750, disegnata da Jacques Nicolas Bellin, indicava la presenza di cataratte nel punto in cui si trovano le Cascate Vittoria, che, a loro volta, erano già presenti in una mappa del 1715.
Ma le Cascate Vittoria, fino a quel momento erano conosciute solo dalle popolazioni locali, dai Voortrekker, i contadini afrikaner bianchi conosciuti come boeri, e dagli arabi, che le chiamarono “la fine del mondo”.
Divennero famose nel mondo quando l’esploratore scozzese David Livingstone le scoprì, un secolo dopo, anche se era già a conoscenza della loro esistenza. Il 16 novembre 1855 Livingstone giunse qui, durante il suo viaggio lungo il corso del fiume Zambesi, il viaggio durò diversi anni, dal 1852 al 1856, e aveva l’obiettivo di scoprire nuove rotte commerciali.
Livingstone aveva già scoperto le cascate Ngonye, più a monte, e ne era rimasto colpito ma mai come rimase impressionato dalle cascate Vittoria; raggiunse anche la piccola isola che si trova subito prima del salto e che divide le cataratte della cascata, quest’isola oggi porta proprio il nome del famoso esploratore: Isola di Livingstone. Decise di rinominare a sua volta le cascate e, in onore della Regina Vittoria, le chiamò Cascate Vittoria.
Nel 1860 Livingstone fece ritorno alle cascate insieme a John Kirk per approfondire gli studi; successivamente giunsero qui altri esploratori europei come ad esempio il portoghese Serpa Pinto e il ceco Emil Holub nel 1875 che mappò dettagliatamente le cascate per la prima volta. Non ultimo, l’artista britannico Thomas Baines eseguì alcuni dipinti delle cascate.Nel 1905 sulle gole della cascata venne costruito un ponte ferroviario, parte del colossale progetto, mai realizzato, dell’imprenditore britannico Cecil Rhodes di collegare Città del Capo al Cairo.
La costruzione della ferrovia e del ponte resero più accessibili le cascate che iniziarono ad essere visitate dai primi turisti, provenienti da Città del Capo e dal Congo Belga, durante il periodo del dominio coloniale britannico; nel 1904 aprì anche il Victoria Falls Hotel per accogliere i visitatori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here