Cose Nostre, dopo aver affrontato la situazione del commercio di vicinato a Caselle, si sposta nel Comune confinante, Borgaro, per capire se le problematiche sono simili o se sussistono altre questioni. Abbiamo quindi incontrato l’assessore al Commercio, Fabrizio Chiancone, ed il presidente della neonata associazione commercianti, Angelo Turchiarelli.

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“Il commercio di vicinato a Borgaro”, esordisce Chiancone, “è problematico da sempre. Rispetto alla situazione di Caselle o di Settimo, abbiamo un problema urbanistico: l’assenza di una passeggiata vera e propria. A Caselle i negozi sono concentrati, per lo più, nel centro storico, con continuità; a Settimo esiste l’isola pedonale di via Italia.
I borgaresi non possono usufruire di tutto ciò: esistono, per così dire, delle aree commerciali ben distinte e slegate a tra loro. Sto parlando naturalmente di via Ciriè, via Svizzera, viale Martiri della Libertà e piazzale Agorà: questa suddivisione non invoglia il borgarese a passeggiare per negozi, né i grandi marchi ad aprire un punto vendita sul nostro territorio”. “La situazione borgarese è poi particolare”, prosegue l’assessore, “anche perché le varie amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni non hanno mai appoggiato e voluto l’apertura di ipermercati sul territorio.
C’è la presenza “storica” della Coop, ma è un supermercato, non di certo un iper; ora ha aperto Aldi, ma è un discount che speriamo possa portare movimento e non farà di certo danni al commercio locale.
Proprio sul discorso Aldi però, come Amministrazione comunale, vorremmo toglierci un sassolino dalla scarpa: non è stato assunto neanche un borgarese, e tutto ciò dispiace. Ovvio che non lo si può imporre, ma in ragione di ciò, nessuno in rappresentanza del Comune ha partecipato all’inaugurazione. Comunque, il saldo aperture-chiusure delle attività commerciali, pur non disponendo ancora dei dati ufficiali, è attivo”.

IMG_20181220_161721-e1548588999969“Il commercio locale deve adeguarsi al mercato, in senso positivo”, afferma Turchiarelli, “Un esempio? Le forme di pagamento elettronico vanno adottate, tutte! Non è concepibile ai giorni nostri entrare in un negozio e vedersi rifiutare un pagamento bancomat, per non parlare delle carte di credito… Quello dei costi di gestione ed incasso è ormai una scusa: esistono molteplici forme di pagamento elettronico (anche via app sugli smartphone) e il non averle significa perdere clienti. Che piaccia o no è così ormai”. “Poi è pur vero che l’utente ha poca propensione a conoscere il commercio borgarese”, continua il commerciante, “ma è altresì vero che il commerciante borgarese ha, di solito, poca propensione a mettersi in gioco. Bisogna differenziarsi, specializzarsi, puntare sull’eccellenza nei prodotti che si vendono e, soprattutto, sfruttare i social network: bisogna utilizzare il cosiddetto e-commerce, la vendita on line per aprirsi a nuovi clienti”. “Per il momento”, prosegue Turchiarelli, “non ci metteremo di sicuro ad organizzare eventi come i nostri omologhi casellesi.
Siamo rinati a giugno scorso, dopo oltre un decennio in cui non era più esistita un’associazione. Dobbiamo prima pensare a crescere, a studiare come muoverci, ideare proposte da avanzare ai colleghi ed all’Amministrazione comunale. Siamo ancora in una fase embrionale, dove dobbiamo capire bene le problematiche che ci attanagliano e provare a trovare soluzioni”. Su di un problema però, assessore e rappresentante dei commercianti sono già perfettamente in sintonia: “Bisogna trovare delle soluzioni al caro-affitti”, affermano all’unisono, “e tentare quindi di abbassare i costi di gestione dell’attività che sono esorbitanti. Ci vanno però degli sforzi congiunti da parte di negozianti, Amministrazione e, parlando di affitti, proprietari dei locali”.

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