StorieNostreWeb_ColombattoL’occasionale, recente ritrovamento di una bomba della II guerra mondiale, ha portato alla memoria una pagina di storia casellese poco conosciuta, nonostante l’importanza che ha avuto per il paese: quella dell’aeroporto militare.

Anche i libri di storia locale hanno sempre trattato il periodo in maniera scarna e superficiale, nonostante l’aeroporto fosse per l’epoca di notevole importanza, capace di ospitare più di ottocento militari, ed ancor di più nel periodo della guerra.

l’aeroporto militare di Caselle com’era alla fine degli Anni ’30

Realizzato all’inizio degli anni ‘30 e durato poco più di una decina di anni, prima di essere distrutto dai tedeschi durante la loro ritirata, fu comunque di vitale importanza soprattutto durante la guerra, sia per la difesa dei nostri cieli, sia per la formazione di nuovi reparti coi nuovi aerei che progressivamente venivano prodotti dall’industria torinese, e sicuramente scriveremo in futuro la sua storia.

Nonostante la presenza di questa base, durante la guerra Caselle, per fortuna, non fu mai oggetto di sistematici bombardamenti, questo perché gli obiettivi primari degli alleati erano soprattutto le grandi industrie che avevano sede nel cuore di Torino.

Piuttosto il nostro territorio fu oggetto di sporadiche incursioni aeree con danni tutto sommato limitati. Nel primo anno del conflitto, dopo l’armistizio con la Francia, il territorio casellese insieme a tutto il torinese, fu interessato da diversi sorvoli di aerei alleati, probabilmente inglesi, che avevano il compito di rilevare con precisione quali erano le forze difensive e quali potevano essere gli obiettivi strategici, in preparazione dei futuri bombardamenti che negli anni successivi devastarono Torino.

I documenti ritrovati riportano diversi sorvoli di aerei nemici nel periodo da settembre a novembre del 1940, che testimoniano probabilmente questa attività ricognitiva.

Nell’autunno del 1942 cominciarono i primi grandi bombardamenti su Torino.

1. Le prime bombe

L’8 ed il 9 dicembre due massicci attacchi aerei su Torino provocarono rispettivamente 212 e 65 vittime, mentre a Caselle il 10 dicembre 1942, come scritto in un documento d’archivio, si segnalano le prime bombe cadute: “ore 22.00 vengono sganciate alcune bombe sulla cascina Commenda” che causarono danni alla cascina che si incendiò in parte, ma fortunatamente senza provocare vittime.

Tre di queste bombe non esplosero, come rileva una lettera dell’11 gennaio 1943 della Direzione Artiglieria di Torino – Ufficio rastrellamento bombe, ed indirizzata al Podestà del Comune di Caselle in cui si segnalava che “le n° 3 bombe lanciate dal nemico nell’incursione del 10 dicembre scorso anno nelle vicinanze di Caselle non sono state rimosse perché profondamente interrate in terreno acquitrinoso (ai sensi della circolare n° 170671 del Ministero della Guerra, qui unita in copia). Si prega voler comunicare l’esatta ubicazione delle bombe in parola (possibilmente con una piantina), assicurando con cortese sollecitudine, se si sono presi i provvedimenti cautelativi prescritti dalla circolare suddetta.”

Il 1943 fu l’anno peggiore per Torino; i bombardamenti divennero sempre più frequenti e le incursioni quasi giornaliere, e gli aerei nemici sempre più numerosi, mentre quelli italiani, obsoleti e poco dotati, poco potevano contro queste incursioni di centinaia di bombardieri protetti da caccia moderni e pesantemente armati. Alcuni di essi si spingevano anche oltre la città di Torino, per colpire obiettivi secondari nelle campagne circostanti.

A Caselle si segnalò nuovamente un cascinale bombardato il 1° febbraio 1943, e diverse bombe cadute in aperta campagna nella regione Fagnola, alcune esplose ed altre inesplose lanciate il 13 luglio 1943, anche in questo caso senza vittime.

Il 13 luglio fu la notte del più duro bombardamento di Torino di tutta la guerra, che provocò ben 792 vittime.

Con oltre 250 bombardieri, senza contare tutti i caccia di scorta, è probabile che alcuni di essi sganciarono le bombe per errore al di fuori degli obiettivi stabiliti e che finirono in aperta campagna, come probabilmente successe per quelli della Fagnola.

 

2. Gli attacchi al suolo

telegramma per la segnalazione dell’attacco all’aeroporto del 3-8-44

A seguito della firma dell’armistizio dell’8 settembre, i tedeschi l’11 settembre 1943 occuparono l’aeroporto di Caselle, ormai abbandonato, iniziando una nuova fase della guerra aerea.

L’industria aeronautica torinese era stata ormai quasi completamente distrutta e i pochi aerei rimasti ben poco potevano fare contro le incursioni anglo-americane. Anche le contraeree erano ormai ridotte ai minimi termini, tanto che a partire dall’8 novembre gli alleati iniziarono a bombardare Torino di giorno.

Mancando una efficace difesa aerea, iniziarono anche le prime incursioni con caccia bombardieri che, con attacchi aerei a bassa quota iniziarono a colpire gli obiettivi più disparati, spesso su segnalazione dei partigiani.

Il 3 agosto 1944 alcuni caccia compirono un mitragliamento a bassa quota dell’aeroporto di Caselle, colpendo probabilmente i pochi aerei rimasti e ferendo un operaio che si stava recando al lavoro.

Il comando aeronautico tedesco, con l’industria torinese ormai quasi del tutto distrutta e un’aviazione ridotta a pochi velivoli, decise di abbandonare le proprie basi in Piemonte per concentrare tutti i velivoli rimasti al nord-est dell’Italia.

Per evitare che gli aeroporti potessero tornare utili agli alleati, decisero di minarli tutti, così il 30 settembre 1944 l’aeroporto di Caselle venne distrutto, insieme a quelli di Venaria, Mirafiori, Casabianca, ecc.

Con il cielo ormai completamente in mano all’aviazione alleata, i raid diurni si intensificarono diventando quasi quotidiani, colpendo tutto quanto poteva sembrare un obiettivo militare.

Il 21 gennaio 1945, un treno militare composto di carri merci carichi di materiali militari vari, fra cui esplosivi e munizioni, che viaggiava verso Torino, mentre si trovava in prossimità del confine tra Caselle e Borgaro venne attaccato da aerei alleati.

i resti del locomotore mitragliato tra Caselle e Borgaro

Pesantemente mitragliato il convoglio si incendiò, per poi esplodere in parte, causando danni materiali notevoli e diversi feriti.

La relazione della società ferroviaria, nella descrizione dei propri danni, riporta un danneggiamento grave dei binari e della linea aerea di contatto; anche il locomotore del treno, per il mitragliamento aereo, riportò gravi danni.

 

3. L’incursione al Filatoio Nuovo

la scomparsa garitta per la guardia all’officina SPA

Il 24 aprile 1945, a guerra ormai quasi finita, avvenne l’attacco forse più grave avvenuto sul territorio casellese.

Riportiamo integralmente quanto scritto nella lettera inviata alla Prefettura:

“Segnalazione offesa aerea del 24/4/1945

Con riferimento alla precedente comunicazione telefonica confermo che l’attacco aereo sul territorio di questo Comune avvenne verso le ore 19.45 di ieri 24 corrente da parte di otto bombardieri, con obbiettivo sul gruppo di Stabilimenti industriali siti in regione Filatoio Nuovo, ad un chilometro a Nord del concentrico di questo Comune.

Vennero sganciate otto bombe, di cui tre colpirono i fabbricati, una la ferrovia Torino-Nord e le altre caddero in campagna. Tutte esplose. Seguirono diverse raffiche di mitraglia.

I danni maggiori ebbe a subirli lo stabilimento Tintoria Leone & Caselli, colpito da tre bombe nei reparti di lavorazione, ove più tardi si sviluppò un incendio che distrusse interamente i reparti stessi. Poco danno riportò lo stabilimento succursale S.P.A. situato vicino al predetto.

La bomba caduta sulla ferrovia ne divelse il binario e danneggiò le linee elettriche ad alta tensione (9.000 e 30.000) correnti lungo la ferrovia stessa.

Fra le persone abitanti nella zona una donna riportò la frattura di un braccio ed alcuni altri riportarono leggere ferite.”

Il giorno successivo, visto che l’obiettivo primario dell’officina della Fiat SPA non era stato colpito, alle ore 12 due caccia mitragliarono nuovamente lo stabilimento colpendo del materiale esistente nel cortile causando solo danni lievi e nessun danno alle persone. L’obiettivo dei caccia era uno stabilimento destinato ad officina per la riparazione dei veicoli militari che si era insediato a Caselle durante la guerra.

Questo era una succursale dello stabilimento Fiat SPA di Corso Ferrucci che, a seguito dei bombardamenti era stato quasi completamente distrutto e quindi decentrato nei vari paesi della periferia torinese per poter proseguire l’attività.

Per curiosità riporto che nel giugno del 1944 i partigiani della Brigata Moro riuscirono a rubare dallo stabilimento casellese due carri armati per portarli in montagna, ma questa è un’altra storia. La bomba che cadde sulla ferrovia viene descritta, nella relazione della Società ferroviaria, come una bomba dirompente di grande potenza che distrusse completamente per circa 70 metri i binari. La bomba formò un cratere nell’interbinario di circa 12 metri di diametro, e parte delle rotaie vennero lanciate dall’esplosione sulla linea elettrica ad alta tensione che correva parallelamente al binario, distruggendola per circa 150 metri.

Altre bombe esplosero nei campi, ma a pochissima distanza da due cascine, e fu un vero miracolo che non vennero colpite e che non provocarono vittime.

Un testimone, allora sedicenne, ricorda bene questi aerei che all’improvviso, all’imbrunire, arrivarono da ovest a bassa quota e lui, che lavorava nei campi, ebbe appena il tempo di buttarsi in un fosso vicino quando una bomba esplose nel campo ricoprendolo di terra.

Mentre per i grossi bombardamenti è facile risalire ai reparti che hanno partecipato all’azione, in questi casi è molto più difficile sapere quali aerei effettuarono questa miriade di attacchi, a meno che non si ritrovino documenti specifici.

P-51 Mustang dell’USAF in azione di bombardamento (località sconosciuta)

Dalle varie cronologie di guerra si riesce solo a sapere che in quel giorno 119 velivoli P-38 e P-51 della Fifteenth Air Force effettuarono quasi 300 missioni di ricognizione armata sull’Italia del nord colpendo obiettivi vari, come il traffico stradale, ponti, ferrovie ecc. Le testimonianze ricordano vagamente che erano aerei non molto grossi, forse monomotori, descrizione che ben si adatta ai P-51 Mustang del 52° Fighter Group, 306° Fighter Wing, Fifteenth Air Force.

ex voto a Santa Maria

In memoria di questo avvenimento nella chiesa di Santa Maria di Caselle è conservato un ex voto fatto dipingere dalla famiglia Corgiat nel 1946 e dedicato a Santa Rita.

 

 

 

TABELLA INCURSIONI AEREE

dati provvisori sulla base dei documenti attualmente ritrovati

data

tipo

località

danni

mar 27 ago 40

Incursione aerea

 

Nessun danno

lun 2 set 40

Incursione aerea

 

Ore 2.00 – due aerei sorvolano il territorio – nessun danno

ven 6 set 40

Incursione aerea

 

Ore 0.30-2.00 aerei sorvolano il territorio in diverse riprese con lancio di razzi luminosi, non risultano lanci di bombe – nessun danno

sab 9 nov 40

Incursione aerea

 

Nessun danno

dom 24 nov 40

Incursione aerea

 

Nessun danno

mer 11 feb 42

Incursione aerea

 

– –

gio 10 dic 42

bombardamento

Reg. Commenda

Ore 22.00 vengono sganciate alcune bombe sulla cascina Commenda, tre bombe inesplose non verranno rimosse

lun 1 feb 43

Incursione aerea

 

Colpito e incendiato un cascinale – nessun danno alle persone

mar 13 lug 43

bombardamento

Reg. Fagnola

Diverse bombe esplose ed inesplose cadute in aperta campagna – nessuna vittima

sab 11 set 43

 

 

L’aeroporto viene occupato dai tedeschi

mar 25 apr 44

bombardamento

Robassomero, confine con Caselle in regione Cavaliera

Diverse bombe esplose – nessuna vittima

gio 3 ago 44

mitragliamento

aeroporto

danni irrilevanti, si ignorano i danni all’aeroporto – ferito un operaio

sab 30 set 44

 

 

Ore 8.00 – L’aeroporto viene distrutto dai tedeschi

dom 21 gen 45

mitragliamento

confine Borgaro

Colpito un treno merci militare carico di munizioni ed esplosivo – danni notevoli e diversi feriti

mar 24 apr 45

bombardamento

Filatoio Nuovo

Ore 19,45 Attacco di 8 caccia con sgancio di 8 bombe – danni alla ferrovia e alla tintoria – due feriti

mer 25 apr 45

mitragliamento

Filatoio Nuovo

Ore 12 attacco di due caccia alla SPA, danni lievi, nessun danno alle persone

 

RICERCA DOCUMENTI

Nell’intento di ricostruire la storia del vecchio aeroporto militare di Caselle, si invitano i lettori a comunicare in redazione eventuali notizie, ricordi, documenti e foto, anche quelle che possono sembrare insignificanti, ma che poi spesso si rivelano utili nelle ricerche.

 

4. AEROPORTO – RITROVATA UNA BOMBA DELLA II GUERRA MONDIALE

artificieri all’opera la sera del 15 gennaio u.s.

La sera del 15 Gennaio 2019, gli artificieri del 32° reggimento genio guastatori della Brigata Taurinense, sono intervenuti all’aeroporto di Caselle a seguito del ritrovamento di una bomba da 100 kg durante i recenti lavori che interessano la testata della pista d’atterraggio.
I militari hanno effettuato lavori di barricamento per mettere temporaneamente in sicurezza l’ordigno, con particolare cura nel ridurre al minimo i disagi per l’aeroporto e la popolazione locale in vista del futuro disinnesco.

la bomba caricata sul mezzo per il trasporto a San Carlo

Venerdì 25 gennaio alle ore 7.30, i militi del nucleo EOD (Explosive Ordnance Disposal) hanno dapprima predisposto l’ordigno alla movimentazione in sicurezza per poi caricarlo su un autocarro. Terminate alle 11 le operazioni di bonifica della bomba, i militari sono partiti sotto la scorta di una pattuglia della Polizia di Stato per San Carlo, dove la bomba è stata fatta brillare in una cava predisposta nei giorni precedenti.

L’interramento nella cava

Le operazioni si sono svolte celermente in quanto la bomba mancava di spoletta, facendo presumere che fosse stata interrata dai militari nel corso della guerra insieme a molte altre per predisporre la distruzione della pista in caso di attacco alleato.

 

5. L’AEROPORTO DISTRUTTO DAI TEDESCHI

In effetti nel settembre del 1944, quando i tedeschi ebbero l’ordine di abbandonare l’aeroporto, minarono interamente la base aerea facendola saltare completamente per renderla inservibile. Visto che anche nel 1995 era stato ritrovato un ordigno simile, durante i lavori ai depositi di benzina dell’aeroporto, è presumibile che fra le centinaia di bombe predisposte, alcune non esplosero, rimanendo sotto terra fino ai giorni nostri.

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