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“Si gioca 11 contro 11, ma noi siamo il Toro, loro no”.
Paolino Pulici, atleta simbolo del “granatismo”

La Cina è un grande Paese, ricco di paesaggi, città, biodiversità e luoghi storici che lasciano incantati al punto che l’Unesco ha inserito nei suoi elenchi di salvaguardia oltre 50 siti e questo ne fa il secondo Paese al mondo, dopo l’Italia, con luoghi da preservare. Dopo aver raccontato della splendida città di Xian, Cose Nostre febbraio 2015, ci ritorniamo per una seconda volta e non sarà certamente l’ultima, sempre in compagnia di mamma Piera.

La Grande Muraglia

Una delle più affascinanti e imperdibili mete di un viaggio in Cina per la sua importanza storica e la grandezza architettonica.

È stata costruita oltre 2300 anni fa, molte parti sono scomparse durante i secoli, ma altrettante sono arrivate fino ai giorni nostri, restaurate o meno. Proprio come un enorme drago, la Grande Muraglia si snoda su e giù per le montagne, attraversa deserti e praterie percorrendo un totale di oltre 21.000 chilometri, dalla costa Est fino agli altopiani dell’Ovest.

La grande muraglia

Conosciuta in Cina con il soprannome di Wan li chang cheng “Lunga muraglia di 10 mila Li” o la “Lunga Muraglia” comincia il suo percorso nella provincia del Liaoning nel Nord-Est del paese, passa per Pechino, attraversa numerose province e termina con il Passo di Jiayuguan nella provincia del Gansu. Lungo la storia dell’Impero cinese sono oltre 20 gli stati e le dinastie che hanno contribuito alla sua costruzione. Le parti costruite sotto le dinastie Qin dal 221 a.C. al 206 a.C., Han dal 206 a.C. al 220 d.C. e Ming dal 1368 al 1644 da sole superano i 5000 chilometri di lunghezza.

Famoso sito turistico: la Grande Muraglia è uno dei più visitati al mondo, capolavoro dell’architettura difensiva antica che ancora oggi continua ad affascinare visitatori ed esperti. Il suo snodarsi lungo le colline e le montagne cinesi, circondata dalla natura, crea scenari suggestivi e unici.

Il più grande progetto della storia umana, la costruzione della Grande Muraglia è il più grande in termini di tempo e costi. Moltissimi hanno perso la vita durante la sua realizzazione nel corso dei secoli e delle dinastie.

Simbolo dei valori del popolo cinese: Mao Zedong una volta disse “Non sei un vero eroe se non sali sulla Grande Muraglia”. In senso figurato, questa frase intende sottolineare che per raggiungere i propri obiettivi bisogna attraversare numerose difficoltà.

La costruzione della “Lunga Muraglia” ha una storia di oltre 2300 anni. Spesso si dice che a costruire questa magnifica opera fu Qin Shihuan, il primo imperatore Qin, ma in realtà non è andata proprio così. Le prime sezioni sono state costruite attorno al VII° secolo a.C., quando la Cina era ancora divisa in tanti piccoli stati.

Storia della Grande Muraglia

Comincia con la dinastia Zhou, il periodo degli Stati Combattenti dal 770 al 221 a.C., quando i Re dei vari Stati costruirono delle mura di confine, successivamente la Dinastia Qin dal 221 al 207 a.C. collegò le varie sezioni per proteggere i confini settentrionali. La Dinastia Han dal 206 a.C al 220 d.C. per proteggere la Via della Seta, espanse la Grande Muraglia verso Est e infine la Dinastia Ming dal 1368 al 1644 ricostruì la Grande Muraglia intorno a Pechino. La costruzione era affidata a operai, soldati, contadini e schiavi ribelli, i materiali impiegati provenivano da quanto trovato in loco e quindi pietre, terra, sabbia, mattoni e venivano trasportati a mano, con le corde, con i carrelli e con le capre.

La grande muraglia tra i monti cinesi

Voluto come un complesso sistema militare difensivo attrezzato di torri per sorvegliare i confini, di fortezze per il comando e la logistica, e fari per le comunicazioni. Durante la Dinastia Ming (1368–1644), con l’avanzamento delle tecniche di costruzione, ci furono lavori di ricostruzione di alcune parti per rafforzarla.

Durante il periodo Ming venne aggiunta una merlatura alta 1,8 metri con scappatoie e feritoie e parapetti alti 1,2 metri e ogni 500 metri circa si trova una torretta da cui i soldati potevano scoccare le frecce e difendere le mura dagli invasori.

Furono costruiti alcuni punti d’accesso, come il Passo della Fortezza Shanhai, il Passo della Fortezza Juyonge e il Passo della Fortezza Jiayu. Nei forti ci sono porte d’accesso e feritoie per gli arcieri e questi sono tra i punti più resistenti e i più difficili da penetrare di tutta la Grande Muraglia.

Attualmente per via dell’erosione naturale, circa 2000 chilometri, ossia il 30% della Grande Muraglia di epoca Ming, è ormai andata perduta. Se si considerano le sezioni più antiche, la percentuale aumenta.

Per prevenire la perdita di ulteriori parti di questo tesoro, il Governo Cinese ha deciso di creare un fondo per il mantenimento, la protezione e la ristrutturazione della Grande Muraglia.

Le tombe della dinastia dei Ming

Ingresso della Tomba Ming

Situate nel Changping District, a circa 50 chilometri dalla zona nord-ovest di Pechino, sono circondate su tre lati da montagne. Il cimitero imperiale copre un’area di 120 chilometri quadrati e vi sono le tombe di 13 imperatori della dinastia Ming (insieme a 23 imperatrici e ad alcune concubine, principi e principesse), quindi questo luogo viene anche chiamato dei 13 mausolei.

Tomba Chang Ling

Queste sono le tombe imperiali cinesi meglio conservate e sono state indicate dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Il sito venne scelto accuratamente secondo il Feng-shui o geomanzia cinese.
La prima tomba, Chang Ling, cominciò ad essere costruita dal terzo imperatore della dinastia Ming nel 1409 d.C. dopo il settimo anno del suo regno, sotto la vetta principale della Tianshou Shan o Montagna della Longevità Celeste. In ordine cronologico nei 200 anni successivi vennero costruite Xiang Ling, Jing Ling, Yu Ling, Mao Ling, Zong Ling, Kang Ling, Yong Ling, Zhao Ling, Ding Ling, Qing Ling e De Ling, che si estendono su entrambi i lati di Chang Ling. Tutte queste tombe condividono la stessa Via Sacra, un viale al centro della zona delle tombe. L’ultima tomba, per l’imperatore conosciuto come Chongzhen, vero nome Zhu Youjian, nella parte sud-ovest di questa zona, in realtà venne costruita fuori da una tomba originariamente destinata ad una concubina. Molti decenni dopo la morte dell’ultimo imperatore Ming, l’imperatore Shunzhi della dinastia Qing fece piastrellare e pavimentare l’ultima tomba Ming. Inoltre fece realizzare qua e là una serie di tombe più piccole per le concubine e gli eunuchi.
Si ha accesso all’area delle tombe attraverso la Via Sacra, su entrambi i lati della quale sono collocate un totale di 36 sculture in pietra. Delle 18 paia di sculture, 24 sono animali e 12 figure umane. La tradizione di erigere sculture in pietra di fronte alle tombe imperiali ebbe inizio fin dalla dinastia Qin (221-206 a.C). Le sculture rappresentano la suprema autorità e dignità degli imperatori e ne indicano il potere supremo anche dopo la morte. Queste sculture sono enormi e alcune superano i 30 metri cubi di volume. Nei tempi antichi queste pesanti sculture in pietra venivano trasportate a mano. Durante l’inverno, sulla strada veniva versata dell’acqua e quando si era formato uno scivoloso strato di ghiaccio, i lavoratori vi trascinavano la scultura. Ogni 500 metri veniva scavato un pozzo da cui prelevare l’acqua per formare il ghiaccio. Quindi fu un’impresa difficile costruire le tombe imperiali. L’area delle tombe è così vasta che di solito si vedono solo due delle tredici tombe, chiamate Chang Ling, la più grande in termini di dimensioni e Ding Ling, l’unica ad esser stata scavata finora.

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