L’ultima volta in cui ci siamo occupati della vicenda Mercatone Uno era la scorsa estate. Come si ricorderà, il gruppo imolese era finito, nel 2015, in amministrazione straordinaria per via di una profonda crisi. A Mappano era presente, in via Cottolengo, un punto vendita e le speranze non erano affatto rosee: essendo l’immobile che ospitava il punto vendita in locazione, e quindi non di proprietà dell’azienda, le possibilità di vederlo riaprire erano piuttosto scarse. Situazione accaduta, per esempio, al punto vendita di Brandizzo, anch’esso ospitato in un capannone non di proprietà. Poi, quasi un anno fa, la svolta, con la cessione del gruppo a Shernon Holding (55 punti vendita) e Cosmo (13 centri acquisiti). Ed il punto vendita di Mappano rientrava, un po’ a sorpresa, tra quelli acquisiti da Shernon Holding. L’accordo con questa società prevedeva il reintegro di circa duemila dipendenti subito e di ulteriori 300 nei prossimi 48 mesi. A Mappano si sperava quindi di rientrare, in maniera piuttosto insperata fino ad allora, al più presto al lavoro, magari per le festività natalizie. Ma le feste di Natale sono ormai passate da un pezzo, tra poco arriveranno quelle pasquali, ed un anno dall’accordo è quasi trascorso, ma il capannone di via Cottolengo rimane desolatamente vuoto. Nulla sembra muoversi, come ci conferma l’assessore alle Attività Economiche e Produttive, Davide Battaglia: “Purtroppo non ci sono novità al riguardo. Sembrava che ottobre scorso potesse essere il momento buono per riaprire, ma le voci e le speranze sono state disattese. Siamo in contatto con alcuni assessori di Comuni che ospitavano altri punti vendita, ma anche loro hanno, più o meno, le nostre stesse notizie: ossia, purtroppo, nessuna notizia! La situazione sembra la medesima un po’ in tutta Italia, speriamo che si sia un’evoluzione positiva quanto prima”. Nel frattempo però, i sindacati son tornati ad alzare la voce, stante la situazione di stallo. Per esempio, sul sito internet della UIL-Turismo Commercio Servizi ci sono ben due comunicati recenti inerenti il Mercatone Uno. Il primo, dai toni drammatici, è del 29 marzo scorso: “Trascorsi otto mesi dal subentro di Shernon all’amministrazione straordinaria di Mercatone nella gestione dell’azienda, i delegati sindacali e i funzionari territoriali di Filcams, Fisascat e UILTuCS descrivono una situazione che non può che generare grande preoccupazione: negozi e magazzini privi di merce; merce già pagata che non viene consegnata, e conseguente restituzione di quanto incassato ai clienti; magazzino centrale vuoto; fornitori che ritirano la merce perché non pagata; negozi che avrebbero la necessità di interventi di manutenzione e/o ristrutturazione. L’ipotizzata ricapitalizzazione non si è ancora concretizzata, e comunque, l’importo di cui ha parlato l’Ad con i sindacati di categoria sarebbe del tutto insufficiente a rilanciare l’azienda e il marchio. Per quanto sopra detto, confermando la necessità di attenzione e regia da parte del Ministero, Filcams, Fisascat e UILTuCS proclamano lo stato di agitazione, riservandosi di attivare le azioni di mobilitazione che saranno ritenute necessarie”. Il secondo, di inizio aprile, informa che “su richiesta della società Shernon Holding, l’incontro con il Gruppo Mercatone Uno, previsto per il 2 aprile  è stato rinviato al 18 aprile al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma”. Nonostante la vendita al nuovo gruppo quindi, la situazione appare ancora drammatica a livello nazionale e, di conseguenza, per il punto vendita mappanese.

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