Con una sentenza poche settimane fa, il Tribunale Ordinario di Ivrea ha condannato l’Amministrazione Comunale per condotta antisindacale. Stiamo parlando del procedimento promosso dall’organizzazione sindacale DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali), a seguito anche di due scioperi tenutisi in questi mesi nell’ambito del personale di Polizia Locale.

Com’è noto, i rapporti tra il comandante dei civich borgaresi, Massimo Linarello, e parte dei suoi uomini non è ottimale da tempo: diversità di vedute sull’organizzazione del lavoro e, conseguentemente, dei turni, troppe ore di straordinario, metodi ritenuti poco concilianti nella gestione dei rapporti, questi i motivi degli attriti. A seguito di tutto ciò, cinque degli otto agenti in servizio chiedevano il trasferimento presso altro Comune, ma l’Amministrazione negava il necessario nulla osta alla mobilità.
Ma la causa intentata dal sindacato riguarda alcune dichiarazioni rilasciate dal comandante stesso a giornali e sulla pagina Facebook istituzionale, oltre al rifiuto da parte del sindaco Gambino di rimuovere il post, ritenuto offensivo, dalla medesima pagina Facebook su richiesta del segretario provinciale del DICCAP. Dichiarazioni ritenute lesive della reputazione del sindacato autonomo.
Al termine del dibattimento, il Tribunale ha dato ragione al DICCAP, ordinando al Comune di Borgaro “di astenersi, per il futuro, da comportamenti analoghi (…), cioè dal pubblicare sulla propria pagina Facebook (…) scritti lesivi della libertà sindacale del DICCAP”, di affiggere una copia della sentenza nelle bacheche e di pubblicarla sul web per trenta giorni.

Naturalmente, essendo il Comune soccombente nella lite, dovrà anche sostenere le spese processuali (ritenute pari a 6 mila euro).

 

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