Com’è noto a tutti i cittadini mappanesi, il CAG (Centro Aggregazione Giovanile)  è chiuso oramai da diversi mesi. Il centro era gestito dalla Cooperativa Frassati ed era aperto da molti anni, raccogliendo molte adesioni e molti complimenti sulle attività, ma l’Amministrazione Grassi ha deciso di chiudere quell’esperienza per iniziarne un’altra completamente diversa.
Una scelta che non è affatto piaciuta al consigliere di minoranza di “Uniti per Mappano”, Valter Campioni. Questo il suo articolato punto di vista: “La chiusura del Centro giovani ci lascia perplessi e insoddisfatti perché ancora una volta l’amministrazione Grassi non presta attenzione alle politiche del welfare e non supporta, in particolare, le fasce sociali deboli.
Il primo segnale l’abbiamo già rilevato l’estate dello scorso anno quando l’amministrazione non ha organizzato il soggiorno marino per gli anziani e adesso è stato soppresso il Centro giovani.
Come ben sanno i mappanesi, il Centro giovani ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i ragazzi abbandonati a loro stessi e in questi anni ha svolto un’azione di contrasto significativa, volta a contribuire a ridurre il disagio giovanile”.
“Il centro di aggregazione giovanile”, prosegue Campioni, “funzionante sul territorio da dodici anni, era aperto tre volte a settimana, frequentato dai ragazzi con oltre 2000 passaggi all’anno ed una presenza media per ogni apertura di oltre 20 ragazzi.
Dal 2013 al 2017 l’utenza è cresciuta del 60%. I ragazzi dai 12 a 18 anni potevano redigere, con il supporto dell’educatrice, il proprio curriculum vitae, partecipare ai corsi di chitarra o murales. Quindi principalmente un luogo di aggregazione, ma anche di apprendimento, in quanto venivano organizzati annualmente corsi di laboratorio o di formazione di base condotti da personale specializzato. Attività che veniva restituita alla collettività mappanese attraverso la personalizzazione di alcuni luoghi.
I ragazzi stessi hanno realizzato dei murales sulle colonne della tensostruttura di Piazza Papa Giovanni Paolo II e realizzato un murales sui valori della resistenza sui gradoni della piazza della Fontana sita in via Camillo Torazza per la ricorrenza del 25 aprile 2017”.
“Rendere migliore la qualità della vita dei cittadini”, conclude il consigliere, “significa anche eliminare gli elementi che trasmettono degrado come il cemento a vista dai locali pubblici.
Le aspettative dei mappanesi, che hanno lottato per la nuova realtà di Mappano Comune al fine di ottenere maggiori servizi e investimenti, dopo due anni sono già naufragate, considerate le scelte dirette o indirette effettuate dall’amministrazione Grassi, che hanno determinato il venir meno dei seguenti servizi: il centro giovani, il soggiorno marino anziani, il comando di polizia municipale, il pediatra e una delle tre banche fino ad allora presente  sul territorio, oltre ad aver previsto zero euro nel programma triennale 2019/21 dei lavori pubblici.
Oggi l’amministrazione Grassi affronta il disagio minorile facendo bighellonare questi ragazzi per il paese. Con questa azione e le altre effettuate si evince l’assenza di qualsiasi idea mirata allo sviluppo e alla crescita di Mappano: garantire una migliore qualità della vita ed un corretto sviluppo del territorio non è nell’agenda dell’amministrazione Grassi”.

La dichiarazione in merito della vicesindaco, Paolo Borsello: “Sulla questione CAG, come Amministrazione abbiamo deciso di cambiare completamente prospettiva, approfittando anche della possibilità data dalla nascita della nuova municipalità, ovvero di dover creare molti servizi e molte funzioni praticamente da zero.
Mi spiego meglio: è in pubblicazione un bando con cui contiamo di reperire un soggetto in grado di fornirci un servizio sulla cosiddetta “educativa di strada”. Questo soggetto dovrà fornirci degli operatori specializzati che andranno nei luoghi di aggregazione spontanea frequentati dai nostri giovani, ed a Mappano non sono molti, a chiedere loro di suggerire a noi come Amministrazione quali progetti che li riguardano vorrebbero vedere realizzati.
Mappano è una cittadina molto giovane e questi operatori faranno da ponte tra loro e noi adulti”. Ha concluso poi la Borsello: “Ci è venuto in mente di provare questa strada alternativa: ribaltiamo l’idea comune che sia la politica che propone le attività ai giovani.
Non è il Comune che apre un posto e i ragazzi ci devono andare, punto e basta. Che siano loro a proporci un luogo che ritengono adatto alle loro esigenze. Ottenute delle proposte, in un secondo momento studieremo una soluzione comune in base anche al futuro piano regolatore”.

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