In un articolo di qualche settimana fa, avevamo scritto della situazione di stallo del Mercatone Uno e delle grosse preoccupazioni dei sindacati, visto che la Shernon Holding Srl, che aveva acquisito 55 punti vendita del gruppo imolese la scorsa estate, tra cui quello mappanese, sembrava avere ora problemi di liquidità. Preoccupazioni confermate, perché l’azienda ha già presentato istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo. Per “salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, preservando il patrimonio della società”, in un periodo in cui “sono in corso avanzate trattative con nuovi soci ed investitori interessati all’ingresso in società”, come si legge nel comunicato della Shernon. Trattative avanzate, ma evidentemente non in fase di chiusura, quanto meno, immediata, vista la necessità di ricorrere al concordato. Una scelta “mirata alla continuità aziendale pensando in primo luogo ai dipendenti e alle loro famiglie e volta al puntuale adempimento degli impegni assunti verso i consumatori (…), nella direzione di salvaguardare gli oltre 1.800 posti di lavoro che avrebbero avuto sorte certamente negativa se non si fosse intervenuti nel rilevare l’azienda e tutelare i fornitori”. Per Shernon, la richiesta di concordato “rappresenta il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio della società (…) e far ripartire l’azienda”. “Dopo quasi nove mesi di attività e di due-diligence ci è chiaro che vanno rivisti dalle fondamenta tutti i principali equilibri e assetti aziendali, per riqualificare, attualizzare e rendere nuovamente e realmente competitiva una realtà che tutt’oggi rappresenta un marchio storico della GDO italiana. L’obiettivo non è uscire dal mercato, ma anzi, ripartire più forti. Affronteremo fin da subito la situazione con estrema determinazione”, così hanno concluso il comunicato. Shernon Holding si era data l’obiettivo nel piano industriale di raddoppiare il fatturato in 4 anni, portandolo a 500 milioni di euro nel 2022, grazie a 25 milioni di euro di investimenti. Per ottenere tutto ciò, avevano dichiarato di puntare sulla rimodulazione dei punti vendita, unitamente al potenziamento delle vendite online. Al momento quindi, non si vede il sereno nel futuro dei dipendenti del Mercatone Uno, ma solo nuove nubi.

 

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