Ritorno in Friuli

67

PiazzeAmicheWEB“Ritorno in Friuli” si potrebbe titolare questa puntata della rubrica, nata all’indomani del primo Incontro dei Giornali Pro Loco, proprio qui a Caselle Torinese, nel 2012, per festeggiare i 40 anni di Cose Nostre. L’anno successivo la manifestazione, diventata appuntamento annuale itinerante, fu ospitata nel Friuli, dalla Pro Loco di Spilimbergo, provincia di Pordenone. Quest’anno invece, giunti alla edizione numero 8 della fortunata manifestazione, torniamo in Friuli, ma nella provincia di Udine. E andiamo a trovare un’altra Pro Loco che vuole così festeggiare il raggiungimento dei 40 anni di vita dell’Associazione, e del suo giornale L’Ape. La Pro Loco ospitante è quella della Comunità di Mortegliano, Lavariano, Chiasiellis. Nel 2013 abbinammo, alla partecipazione all’Incontro dei Giornali Pro Loco a Spilimbergo, un programma di visite turistiche nel comprensorio. Vorremmo quest’anno provare a ripetere l’esperienza. Così vedrete in queste pagine, oltre al programma preliminare del convegno dei giornali, riservato agli addetti ai lavori, la proposta di un abbinato programma di visite, per chi vorrà aggregarsi.


 

Piazza della Libertà a Udine

Udine, salotto del Friuli
Udine si visita bene a piedi, tra piazze dal fascino veneziano e antichi palazzi. Da piazza Libertà, “la più bella piazza veneziana sulla terraferma”, a piazza Matteotti (o delle Erbe), che, tutta contornata da portici, sembra un salotto a cielo aperto. Sul colle della città sorge il castello, da cui si intravedono i tetti delle case, le montagne che la circondano e, verso sud, il mare Adriatico. Udine nel Settecento fu la città di Giambattista Tiepolo che qui raggiunse la sua maturità artistica: oggi si possono ammirare i suoi capolavori nelle Gallerie del Tiepolo, nel Duomo, nella chiesa della Purità.  Udine è anche una città elegante e conviviale. Nel tardo pomeriggio, dopo il lavoro, la gente si trova nelle osterie tipiche della città per bere, come si dice in lingua friulana, un taj di chel bon: un buon bicchiere di vino, da assaporare in compagnia.

I tesori di Mortegliano
Sono il Duomo e la Pala del Martini. Il Duomo di Mortegliano, intitolato ai Ss. Pietro e Paolo, sorge su un terrapieno rialzato dove anticamente c’era una cortina, cioè un fortilizio che includeva la quattrocentesca chiesa di S. Paolo. Il Duomo attuale venne costruito a partire dal 1864 e consacrato nel 1921. La costruzione assume per la posizione elevata in cui è posta e per la grande scalinata di accesso una grande maestosità. Nell’interno è conservato un gioiello a molti sconosciuto: un importante altare ligneo dipinto e dorato, di Giovanni Martini, udinese. Ricco di una sessantina di statue di varia grandezza, è considerato la più alta espressione della scultura lignea rinascimentale friulana.

Campanile e Duomo di Mortegliano

Scalata al campanile più alto d’Italia
Con i suoi 113,20 metri, quello di Mortegliano è il campanile più alto d’Italia, sorpassando il Torrazzo di Cremona, che si ferma a 112,27 metri. Una torre svettante e leggera che 2019 compie 60 anni. È infatti un campanile relativamente moderno, inaugurato nel 1959, e sostituisce il precedente campanile medioevale, demolito nel 1910 perché pericolante. Ha una struttura in cemento armato alveolare che nell’intento dell’architetto che lo ha progettato dovrebbe richiamare lo stile neogotico. Dal 2018, a seguito delle tantissime richieste, è stata aperta alle visite la terrazza sotto la cella campanaria, che si raggiunge percorrendo una rampa di 330 scalini. Dalla cima la vista è spettacolare: domina tutta la pianura friulana, abbraccia le montagne e raggiunge il mare.

Da Nando, i piatti della tradizione friulana
Altro “tesoro di Mortegliano”: la Trattoria Da Nando. Ci troviamo in quella parte di Friuli famosa per il mais detto “Blave di Mortean”, prodotto agroalimentare compreso nell’elenco delle specialità tradizionali con il quale, da Nando, si prepara una fantastica “Polente Cuinciade”, polenta fatta con Blave di Mortean, montasio, ricotta fresca ed affumicata e una grattatina di tartufo.

Così presenta la Trattoria Da Nando la Guida Michelin: “È un’intera famiglia a gestire questa tipica trattoria diventata ormai un portabandiera della regione. In ambienti di tono classico-signorile, i piatti denunciano influenze territoriali: ottimi prosciutti, buon pesce e, in stagione, anche sua maestà il tartufo! Con le sue 120.000 bottiglie, la vasta cantina riuscirà a soddisfare qualunque desiderio”

Palmanova vista dall’alto

Palmanova, la città “stellata” patrimonio Unesco
Costruita nel 1593 dalla Repubblica di Venezia, Palmanova è una città-fortezza unica per le sue ottimali condizioni di conservazione. Monumento nazionale dal 1960, nel 2017 è entrata a far parte del Patrimonio Unesco. Con la sua pianta a forma di perfetta stella a nove punte, le porte monumentali di ingresso e le tre cerchie di fortificazioni del XVI, XVII e XIX secolo, Palmanova è al tempo stesso un modello di città ideale rinascimentale e un esempio di architettura militare. Al suo centro, Piazza Grande, spazio perfettamente esagonale nel centro del quale si erge un basamento in pietra d’Istria, dal quale s’innalza l’alto stendardo simbolo della fortezza.

affresco della chiesa di Sant’Andrea di Gris

Sant’Andrea di Gris, la Cappella Sistina del Friuli
Una chicca nella pianura friulana, questa piccola chiesa gioiello di arte rinascimentale. Completamente affrescata nei primi anni del Cinquecento, il ciclo di dipinti è veramente notevole nella sua semplicità, una specie di bibbia a “diapositive” per i fedeli analfabeti di allora. Scene del Vecchio Testamento sulla fiancata sinistra, del Nuovo Testamento sulla destra. I nudi e demoni ivi rappresentati, furono fatti coprire con la calce degli emissari del Patriarcato per oscenità, e sono tornati alla luce solo nel primo ‘900, in buono stato di conservazione.

ingresso del castello di Strassoldo

Strassoldo, un borgo del medioevo
Strassoldo, frazione del comune di Cervignano del Friuli, costituisce un raro esempio di antico borgo medievale, molto ben conservato. Culla dell’omonima famiglia patrizia, ha dato all’Impero degli Asburgo d’Austria una lunga serie di importanti funzionari e generali. Fino al 1918 il paese si trovava infatti in Austria-Ungheria, a due passi dal confine italiano. All’interno del borgo i castelli gemelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto. Di incantevole bellezza è il giardino del Castello di Sopra, realizzato verso la metà del Settecento, con una trecentesca Magnolia Passiflora che domina lo spazio circostante. Altro posto meritevole di visita l’antico mulino del XII secolo, che ha lavorato per oltre settecento anni e che conserva al suo interno i vecchi macchinari.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.