É sotto gli occhi di tutti quanto sta accadendo in queste ultime settimane in giro per l’Italia.
Pare che dissentire dell’operato di un ministro della Repubblica non sia quasi più consentito: ma non siamo in democrazia? Un ministro non deve rispondere, teoricamente, al popolo che gli ha consentito di arrivare dov’è?
Attenzione: sto dicendo criticare e dissentire, non offendere ed ingiuriare. Che poi una persona adulta può anche decidere di offendere un’altra persona, salvo poi andare incontro a dei, logici, problemi giudiziari se l’offeso decide di procedere legalmente.
Sto parlando del diritto alla critica ed al dissenso, del diritto, sancito costituzionalmente, ad esprimere la propria opinione liberamente.
Per chi non l’avesse ancora capito, mi sto riferendo a quanto sta accadendo a chi si permette di opporsi al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il vicepremier è costantemente in giro per la penisola, tant’è vero che al Viminale si vede assai poco, oltre ad essere, altrettanto costantemente, presente sui social media per esprimere le proprie, legittime, opinioni. Ma per quali ragion di Stato un cittadino non può esprimere la propria avversità al Salvini-pensiero?

Sembra che la Digos sia ormai impegnata con un surplus di lavoro per stare dietro ai, presunti, “nemici” di Salvini. A parte che come ministro dell’Interno e rappresentante degli italiani (tutti, anche di quelli che non l’hanno votato) dovrebbe pesare meglio le parole che pronuncia ed avere un atteggiamento più mediato (lui sì che dovrebbe limitare un po’ la propria libertà di pensiero nel rispetto del ruolo che ricopre), oltre che a far parlare più i  fatti che le parole.
Ormai, ovunque va sono contestazioni (segno che, magari, dovrebbe stare un po’ di più in ufficio e dovrebbe apparire di meno) e, addirittura, mandiamo i pompieri a togliere striscioni e lenzuola appesi ai balconi perché sono irrispettosi. Non è un po’ eccessivo dirottare dei vigili del fuoco per un intervento del genere? C’è poi qualcuno che decide di essere più realista del re: un pessimo esempio di ottusità e sottomissione al potere forte. Mi sto riferendo a quanto successo alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria sospesa dal provveditore agli studi di Palermo per omessa vigilanza per via di un video realizzato dai suoi studenti liceali per la Giornata della Memoria; video in cui si accostavano le leggi razziali fasciste ai provvedimenti del decreto sicurezza salviniano.
Sospensione dall’insegnamento per due settimane, senza stipendio. Salvini ha poi incontrato la professoressa in uno dei suoi, innumerevoli, viaggi e ha promesso che il provvedimento disciplinare verrà eliminato: ma come? Un ministro dell’Interno ha questo potere? Non mi risulta proprio. Attenzione, connazionali: ormai l’estrema destra ha potere di dire e fare quasi ciò che vuole in barba ai dettami costituzionali, mentre una professoressa che insegna ai propri studenti ad essere liberi nel pensiero, di mentalità aperta, viene sospesa.

 

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