Oggi è la tendenza a ridurre fatti e notizie anche importanti che coinvolgono le persone, a brevi stralci di testo, pochissime righe sintetiche e vuoti numeri, abituandoci sempre di più ad una forma mentis superficiale e distratta. Questo è in parte responsabilità dell’informazione, dico in parte, perché comunque si adegua alle richieste della società e per informazione intendo come oggi vengono date le notizie attraverso i “media” i “social media”.

É un fatto questo che trova riscontro nella complessa vicenda umana delle immigrazioni clandestine, fenomeno che vessa oramai da molti anni, tanto le popolazioni africane di sfollati che formano l’onda  migratoria, quanto l’Europa e in primis l’Italia, che come primo porto d’approdo è costretta ad accoglierli. Questo, purtroppo, è un  problema che non trova ancora soluzione.

Una ventina di ragazzi di quinta elementare hanno dato recentemente una grande lezione sociale e umana, non solo perché hanno dimostrato di saper comprendere con sentimento e empatia il fenomeno delle migrazioni clandestine, ma anche per come lo hanno comunicato, offrendo un esempio che dovrebbe far riflettere anche il moderno sistema di fare informazione.

Guidati da un insegnante di lingua italiana, lungimirante, fuori da ogni schema preconcetto, ma che parte da solide basi culturali, i ragazzi della 5ªB  della Primaria “Collodi” hanno svolto un laboratorio di scrittura creativa  sui temi dell’immigrazione e delle migrazioni,  che ha dato come risultato finale la nascita di un libro. “Sogni oltre l’orizzonte” è il volume che è stato pubblicato da Legamondo editore, che lavora da oltre vent’anni sui temi della cooperazione e della diffusione di una mentalità solidale e aperta al confronto con le “altre culture” e che è stato presentato a Palazzo Mosca alla presenza del Sindaco Luca Baracco.

Il libro racconta sei sogni, sei storie differenti ma unite dallo stesso filo rosso: la speranza e il desiderio di un futuro diverso. I ragazzi le hanno scritte e raccontate attraverso il disegno. Le hanno pensate discusse e affrontate in un lungo percorso in classe con i loro insegnanti, convinti che anche solo parlarne significasse non dimenticare la sofferenza di uomini donne e ragazzi innocenti che quotidianamente, sulle “rotte dei migranti” non riescono a realizzare il loro desiderio.

Guido Barilla, l’insegnante di italiano, ha condotto i suoi alunni verso un cammino ambizioso, ma alquanto stimolante e fortemente arricchente e così racconta di questa esperienza: “Mi hanno seguito in questa avventura di scrittura creativa, e mi hanno stupito e meravigliato. L’idea è partita dal trovare un modo per insegnare la materia divertendoli, ci spiega il maestro, ribaltare l’italiano, non partire dalla grammatica per scrivere, ma scrivere per arrivare alla grammatica. Il risultato è stato eccezionale perché ha messo in evidenza una fantasia che supera le aspettative.” Questo però non è il primo lavoro di scrittura che hanno condotto i ragazzi, a Natale si sono cimentati con un genere Giallo, e hanno scritto un volumetto dal titolo “Chi ha rubato i bastoncini di zucchero di Babbo Natale?”.  Il secondo libro, concluso ma non ancora stampato, parla delle avventure di Carlo Magno. Ogni ragazzo si è immedesimato in un personaggio che ha accompagnato la storia di questo grande conquistatore. “Sogni oltre l’orizzonte” è il loro ultimo lavoro ed “è stata un’esperienza molto particolare, spiega il maestro Guido, sebbene fossi inizialmente scettico per la complessità del tema. Ci siamo documentati attraverso i mezzi di informazione e abbiamo scoperto un mondo  che abbiamo voluto raccontare. In questo lavoro non abbiamo mai preso una posizione, a favore o contro. Lo scopo,  invece, è sempre stato quello di insegnare loro a ragionare. La scuola deve fornire un metodo per arrivare alla conoscenza e trasmettere ai ragazzi  uno spirito critico.”

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