Giunge inaspettata in questo rovente inizio d’estate la notizia che Loredana Meuti, a capo dell’Istituto Comprensivo di Caselle da oltre dodici anni, dal 1° settembre lascia e va in pensione. A rimpiangerla non sarà solo la scuola di Caselle, ma tutta la comunità che ha imparato a conoscerla in tanti anni di onorato servizio, grazie al suo grande impegno nel cercare di integrare la scuola al territorio.

Certamente, il posto sarà presto ricoperto e dal prossimo anno conosceremo chi la sostituirà, tuttavia le sue energie, la sua passione e la sua determinazione, saranno ancora elementi distintivi dei progetti passati, presenti e futuri che l’hanno riguardata e che consegnerà alla nostra scuola.

Dottoressa Meuti, conoscendola ci pare difficile pensare che appenderà “le scarpe al chiodo”, dunque le chiediamo se davvero è arrivato il momento di andare in “pensione”. 
La domanda le strappa un sorriso…”Lo sa che ha ragione, non ho mai saputo stare ferma, neanche quand’ero piccola: ero sempre in movimento. Per questo mio padre ha voluto iscrivermi ai centri basket della Fiat: avevo 10 anni e due anni dopo ero già in serie A. No, non attaccherò le scarpe al chiodo…, ho tante cose da fare, ho in programma interessanti progetti di formazione con il Sindacato dei dirigenti scolastici.”

A chi pensa di lasciare spazio?
“Lascerò spazio a gente giovane, volenterosa e preparata, certo, ma l’esperienza la faranno sul campo.”

Dottoressa Meuti, la sua è stata una decisione sofferta?
“Lasciare è la mia decisione più sofferta, perché credo nella scuola, che per me è prima di tutto una grande passione; credo nel rapporto con i ragazzi, con i docenti e mi sentivo certamente di poter dare ancora molto, però dopo 41 anni e 10 mesi di lavoro, ora è arrivato il momento di fare altro.”

Cosa porterà con sé di questa esperienza?
“Intanto, mi lascia nel cuore l’incontro con persone speciali, tanto nella scuola che fuori, persone che ci mettono la passione e la voglia tutti i giorni. Purtroppo, ho anche un bruttoricordo: la vicenda di Alessandro Sgrò. Quando una vita così giovane viene stroncata in quel modo, c’è tanta rabbia da metabolizzare. Oggi l’ho superata, ma la tristezza di questa vicenda la porterò sempre con me.”

Ma ci sono anche tanti ricordi belli…
“Sì, i successi dei miei alunni lo sono, soprattutto quelli con difficoltà. C’è poi una scena recente che, a pensarci,  mi fa emozionare. Risale ai giorni dell’esame di terza media: mi stavo allontanando per tornare in ufficio e svolgere ancora alcune incombenze, quando un alunno vedendomi uscire dall’aula  mi ha chiamata: – Preside, ma davvero se ne va?- ; – Perché?! Hai bisogno di me? -,  gli ho chiesto; la risposta mi ha gelato e allo stesso tempo inorgoglito: – Potrebbe essere utile… – Inutile dire che sono tornata indietro.”

Questa è la sintesi e la riprova di un rapporto di reciproco rispetto che Loredana Meuti ha
saputo instaurare con i suoi alunni, un rapporto fatto di sostegno e di complicità.

C’è poi il rapporto con Cose Nostre. Per sei anni ci ha permesso di raccontare il mondo della scuola di Caselle. Abbiamo aperto una finestra su questo universo, che occupa tanto spazio della vita dei nostri ragazzi, un po’ per curiosità, un po’ per il gusto dell’informazione. Come una mosca ficcanaso, abbiamo sbirciato fra i quaderni e i banchi di scuola e molto spesso abbiamo cercato di sfatare i luoghi comuni che narrano di istituzioni inefficienti, mal gestite e insegnanti mal istruiti.
A Loredana Meuti va il ringraziamento per la preziosa collaborazione con il nostro giornale, grazie alla quale abbiamo potuto svolgere il nostro dovere informativo; missione che ha condiviso con noi in tutti questi anni, per il preciso intento di dialogare con le famiglie, con le istituzioni e con la cittadinanza, in modo sempre chiaro e trasparente.
A lei va il nostro più sincero augurio di un futuro ricco di soddisfazioni e altrettante profonde realizzazioni personali.

Rispondi