Dopo la dichiarazione pubblica fatta dal sindaco Francesco Grassi, abbiamo chiesto il punto di vista alle tre forze di minoranza consiliare, che sono decisamente più critiche. 

Roberto Tonini (“Facciamo Mappano”): “Due anni di Mappano Comune? Per me sono un grande “no”! Un “no” composto da tanti piccoli “no”.
Partiamo dalla sicurezza? No vigili. Abbiamo solo un comandante a orario ridotto e tante ore di volontariato, con poche forze a dargli una mano. Proseguiamo con no controlli: sia sul territorio, vista l’assenza di telecamere, sia per la sicurezza stradale, non potendo rilevare le infrazioni al codice della strada.
Sono stati messi dei fondi a bilancio, per carità, ma da qui a ripristinare anche solo il sistema che avevamo prima, la strada sarà lunga… No urbanistica: non abbiamo ancora un piano regolatore unitario, ma solo tante parole!”. “No opere pubbliche: scarsissima manutenzione”, prosegue Tonini, “pochi sfalci al verde.
Poca considerazione da parte degli Enti: da Enel Sole per l’illuminazione pubblica, a Smat per i guasti; dalla Camera di Commercio per cui Mappano non esiste, alla Motorizzazione per le volture. Non siamo in grado di dialogare con gli altri, siamo troppo dipendenti, ancora, dai Comuni cedenti. Città Metropolitana che doveva aiutarci a risolvere tutta una serie di questioni, dov’è finita? Perché non fa nulla? Perché molti edifici non sono ancora nostri, ma intestati ai Comuni cedenti? Ad esempio l’ex Asilo nifo, l’ex Amis… Chiudiamo con no politiche giovanili: non piacevano le attività svolte e le hanno azzerate in blocco, tutte! Dove sono le alternative? A Mappano molto si sta facendo grazie al volontariato di associazioni e cittadini”. 

Luigi Gennaro (“Lista Mappano”): “Quando alla fine degli Anni ‘80 del secolo scorso venne costituita la “Lista Mappano” che aveva come obiettivo principale la nascita del nuovo comune, la cosa suscitò pareri contrastanti, curiosità in alcuni, critiche in altri e generalmente la convinzione che fosse una utopia passeggera.
Questa utopia però fece si che ben tre consiglieri mappanesi venissero eletti nel Consiglio Comunale di Caselle nella tornata elettorale del 1990 nelle file di quella lista che gli avversari politici del tempo definirono composta da “cani sciolti che sarebbero stati in breve tempo spazzati via insieme alla lista che rappresentavano”. Uno di quei tre cani sciolti ero io… Questi avversari politici militavano in partiti costituiti ed organizzati con mezzi e potenzialità infinitamente superiori a quelli che poteva permettersi la autogestita Lista Mappano, ma proprio quei partiti – Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, Partito Liberale, Socialdemocratici ed altri ancora – sono scomparsi e fanno parte di una storia ormai lontana, mentre l’utopia della Lista Mappano è sopravvissuta, è diventata realtà ed è arrivata ai giorni nostri”. 
“Negli anni successivi gli uomini della Lista Mappano riuscirono a ricoprire ruoli importanti nelle amministrazioni che si susseguirono”, prosegue Gennaro, “ottenendo per il nostro paese molte delle cose che oggi per i Mappanesi sono normali e che fanno parte del nostro patrimonio pubblico, si coprirono canali, si allargarono strade costruendo marciapiedi, si edificò il tanto atteso Edificio Polifunzionale sede prima del CIM ed ora sede del nostro Municipio, si costruì il Cimitero, simbolo importante di una comunità da sempre unita e molto altro ancora.
Perché vi racconto questo? Perché oggi siamo il risultato di ciò che sognavamo ieri e pertanto questi due anni di Mappano Comune devono essere comunque visti come l’inizio di un nuovo modo di essere e sentirsi mappanesi. Probabilmente in questi due anni si sarebbe potuto fare di più o forse no, sicuramente la gestione dei rapporti con i nostri vecchi comuni cedenti dovrà essere rivista e ricondotta nei binari del reciproco rispetto istituzionale, perché le istituzioni sono da sempre al servizio delle necessità dei cittadini che rappresentano e non possono essere considerate mai nemiche da combattere.
Due anni sono un arco temporale infinitesimale nel corso della storia, ma ricordiamoci che questa storia è comunque la nostra e che noi ne siamo stati protagonisti e non semplici spettatori. Auguri a Mappano ed alla utopia diventata realtà”.
Valter Campioni (“Uniti per Mappano”): “Viste le carenze dell’attuale gestione comunale, dopo due anni di amministrazione ho ritenuto indispensabile fare sintesi tra i servizi acquisiti  e quelli persi. Una posizione basata su fatti concreti. Sarebbe auspicabile il confronto su idee di sviluppo per il futuro ma questo è impedito dall’assenza di proposte ad eccezione della rivendicazione che “la colpa di tutto, compreso i servizi che hanno ridotto o eliminato, è dei comuni cedenti”. A due anni dall’istituzione del nuovo Comune sono pervaso da un senso di delusione non solo per gli scarsi risultati conseguiti in termini di servizi erogati al cittadino ma soprattutto per la scarsa sensibilità dimostrata verso le politiche di crescita e di sviluppo di Mappano Comune che non intravedo nelle scelte di questa Amministrazione”.
“La mia riflessione prende spunto da un semplice confronto”, continua Campioni, “tra i servizi che i mappanesi avevano a disposizione prima dell’istituzione di Mappano Comune e i servizi attualmente erogati: eliminato l’Ufficio di Polizia Locale; non attivate le telecamere di controllo del territorio; chiuso il Centro di aggregazione giovanile; diminuite le corse del bus GTT46 ed eliminata la navetta che collegava la linea alla Reisina; eliminato (dopo 40 anni!) il soggiorno marino anziani; sospeso e non ripristinato il pediatra di base; ridotta del 25% la gestione del verde pubblico; eliminato il cinema estivo all’aperto… Comprendo la difficoltà di reperire risorse per attivare o incrementare nuovi servizi ma non so spiegarmi l’eliminazione di servizi preesistenti che funzionavano ed erano graditi alla cittadinanza”.

 

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