PiazzeAmicheWEB“Bisogna salire sul campanile“: era questa l’azione metaforica che Claudio Nardocci, nella sua veste di presidente nazionale di tutte le Pro Loco italiane, invitava a fare rivolgendosi a Spilimbergo, nel giugno 2013, ai delegati dei giornali intervenuti al secondo Incontro Gepli. Salire sul campanile, allargare lo sguardo, intrecciare rapporti con le altre realtà, era questo l’invito di sei anni fa. Invito che GEPLI, la comunità virtuale dei giornali di Pro Loco, ha recepito in questi anni, dando la possibilità di intessere relazioni, culturali e di amicizia, fra Pro Loco di tante diverse regioni. Tornando nel Friuli quest’anno, sul campanile ci siamo saliti davvero, e non su uno qualsiasi, ma su quello più alto d’Italia. Cominciamo quindi il resoconto di quelle belle giornate, con le riflessioni di Riccardo Milan sui “gradini di Mortegliano”.


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I gradini di Mortegliano

Sali ed ansimi; sali e “attento alla testa”, ti dice la schiena davanti a te; sali ed intuisci il paesaggio e poi il cielo fuori dai lucernari opachi; sali e cerchi di non guardare giù: la bassa balaustra e il vuoto in mezzo. Alla fine esci e vedi il paesaggio friulano girarti attorno e sei felice all’aria.

Dicono essere il campanile più alto d’Italia, forse d’Europa, magari del mondo. Sono oltre 113 metri di altezza, pari a 330 gradini. Tanti gradini di cemento, in un campanile di cemento armato, che di notte è illuminato come fossimo a New York. E poi, ogni gradino del campanile di Mortegliano è in vendita (ideale). Molti hanno già inciso una targhetta incollata sul gradino scelto e “comprato”.

Qualche targhetta la vorrei comprare anch’io. Ma cosa scriverci sopra? Cosa celebrare? Cosa ricordare? Così, in un gradino basso, potrei e potremmo ricordare l’ottavo Incontro GEPLI e la fraterna, generosa ospitalità della Pro Loco cittadina, del suo giornale “L’Ape”, del Comune, dell’Ordine dei giornalisti friulani. Belle giornate.

Un’altra targhetta la farei fare per ricordare i bei luoghi che stanno intorno all’alto campanile: Villa Manin, Palmanova, le chiese rupestri, le vigne, i vini, i paesi, la saporita gastronomia locale e, là in fondo, le montagne e dall’altra parte il mare.

Un po’ più in alto, quasi verso la cima, potrei mettere una targhetta per ricordate la Storia, quella con la “S” maiuscola, che ha visto Mortegliano terra di conquista, terra di guerre, terra di passaggio. Un’identità complessa, rivendicata con orgoglio ma complessa.

Una targhetta la terrei con me: è quella dei ricordi. La riunione di Cimitile, noi nel romito sito archeologico, prime campane della storia cristiana; quella di Castroreale con le sue vie antiche e la piazza a sbalzo e il suo Cristo in alto e dai lunghi capelli veri; quella di Tiggiano – Santa Maria di Leuca, con il suo mare, le sue ville, la gastronomia, le carote colorate e i pomodorini a colazione.

Ed ora Mortegliano, che abbiamo visto anche dall’alto del suo incredibile campanile!

Ogni anno una targhetta: riusciremo ad arrivare in cima?

Riccardo Milan, direttore di Paese Mio, giornale di UNPLI Piemonte

 

 

2Comunicato stampa

Delegazioni provenienti da tutta l’Italia

VIII Convegno Giornali delle Pro Loco a Mortegliano UD

Il viaggio attraverso i giornali della comunità GEPLI alla scoperta delle proprie radici

L’appuntamento annuale dei giornali delle Pro Loco si è svolto a Mortegliano (UD), con la regia di GEPLI “Giornali Editi dalle Pro Loco d’Italia”, nel weekend di metà giugno. Sono stati in tanti a giungere in Friuli, da tutta l’Italia, per partecipare ai momenti di formazione dedicati ai giornalisti e al personale di redazione.

L’evento è iniziato nel pomeriggio di venerdì 14 giugno con i saluti di benvenuto nella sede municipale di Mortegliano.

Sabato 15 giugno dopo i saluti del Sindaco Roberto Zuliani, neoeletto da poche settimane, e del Presidente della Pro Loco Flavio Barbina, ha avuto inizio il convegno avente come tema “Il viaggio attraverso i giornali della comunità GEPLI. Alla riscoperta delle proprie radici”.
La sessione del mattino, moderata da Paolo Mosanghini, vicedirettore del Messaggero Veneto, ha avuto i seguenti relatori: Gabriele De Francesco, docente di Sociologia all’Università di Chieti/Pescara; Rossano Cattivello, direttore del settimanale “Il Friuli”; Alessandro Pennazzato, pubblicista e storico del Comune di Mortegliano, Domenico Interdonato, direttore del periodico “Artemisia” di Castroreale e presidente dell’Ucsi Sicilia “Unione Cattolica Stampa Italiana”. Il prof. De Francesco si è soffermato sul giornalismo locale, legami identitari e sociabilità: dalle radici alla costruzione dei valori: “il giornalismo locale contribuisce a far sentire gli associati parte del gruppo. Il gruppo migliora il benessere delle persone, limita il disagio e la marginalità, perché la stampa locale nella globalizzazione è il vero collegamento con il territorio”. Pennazzato ha trattato l’argomento riguardante l’importanza della stampa locale per il mantenimento e la divulgazione delle tradizioni: “La stampa locale arriva sempre prima, dà un fondamentale contributo alla ricostruzione e alla salvaguardia delle tradizioni locali”. Cattivello ha relazionato sulle problematiche legate alla sopravvivenza e diffusione delle testate locali: “La sopravvivenza dipende dal continuo rinnovamento, fatto in maniera strategica, noi siamo riusciti a coinvolgere le aziende locali, perché non esiste un’azienda vincente in un territorio perdente”. Interdonato ha raccontato la storia del contributo dei giornalisti cattolici e le sinergie per comunicare la buona notizia in 60 anni di impegno: “Comunicare con i media tradizionali e oggi anche con i social, sempre con lo stile sapiente della verità, coinvolgendo i nostri giovani e quei colleghi che soffrono perché minacciati. Impegno costante e continue relazioni da buoni costruttori di dialogo”. Nel corso della manifestazione si è svolta la cerimonia per la ricorrenza del 40° anno di pubblicazione “L’Ape”, periodico della Pro Loco ospitante.
Nel pomeriggio di sabato si è svolto il meeting di coordinamento e confronto, anticipato dalla relazione di Paolo Ribaldone, responsabile nazionale gruppo GEPLI.
Nell’intero weekend alle attività di lavoro si sono alternati momenti ludici e visite guidate.

Domenica 16 la conclusione del meeting con un tour, iniziato con la visita alla chiesetta di Sant’Andrea di Gris (da alcuni definita la Cappella Sistina del Friuli), poi la visita alla città di Palmanova e al borgo medievale di Strassoldo. Il meeting nazionale è stato organizzato dalla Pro Loco Comunità di Mortegliano, Lavariano e Chiasiellis, presieduta da Flavio Barbina, in sinergia con il Gruppo GEPLI e il patrocinio del Comune di Mortegliano, del Comitato Regionale UNPLI e dell’Ordine Giornalisti del Friuli.

Mortegliano, 16 giugno 2019

 


3La prima volta di altri 4 giornali

All’incontro di Mortegliano hanno partecipato, per la prima volta, i delegati di quattro giornali che non avevano finora partecipato alle precedenti sette edizioni dei raduni annuali Gepli.

Un particolare benvenuto quindi spetta a queste ” matricole”:

• Terralba Ieri & Oggi, stampato in 6000 copie dalla Pro Loco di Terralba (Or), dal 1987, con due uscite all’anno, unico giornale di Pro Loco presente in Sardegna

• La nuova Rusgia, stampato in 5000 copie dalla Pro Loco di Cameri (Novara), inizio pubblicazioni nel 2008, periodicità trimestrale

• Malo 74, stampato in 2500 copie dalla Pro Loco di Malo (VI), dal 1974, periodicità bimestrale

• Il guado dell’antico mulino, della Pro Loco di San Pietro in Gu (PD), inizio pubblicazioni nel 2005, tiratura 2100 copie, due uscite all’anno.

 

4Da Castroreale a Codroipo, sulle note dell’organo

Un sottile filo rosso unisce due località geograficamente molto distanti tra loro: Codroipo e Castroreale. La prima è una fiorente cittadina del Friuli, il secondo un piccolo borgo della Sicilia, annoverato tra i più belli d’Italia, che racchiude significative testimonianze del passato.

Il legame fra questi due luoghi è l’antico organo seicentesco della Chiesa Madre di Castroreale, riportato in vita dalle abili mani di un organaro friulano famoso in Italia e nel mondo: Francesco Zanin. Francesco è figlio di Gustavo Zanin, il patriarca della ditta che è un fiore all’occhiello non solo di Codroipo, dove ha la sua sede, ma dell’Italia intera.

L’organo, racchiuso in una splendida cassa armonica in legno intagliato e indorato, e la cantoria, anch’essa ricca di intagli e di statuette, risalgono al 1612. L’organo era stato costruito dall’organaro palermitano Giovanni Vito Adragna, mentre la cantoria era opera di un’anonima bottega di intagliatori, molto attiva nel messinese. I due manufatti, collocati nell’abside al di sopra dell’altare maggiore, si offrivano allo sguardo dei fedeli in tutta la loro maestosità. Nel 1649 però furono trasferiti sulla controfacciata, per far posto a una grandissima tela raffigurante l’Assunzione della Vergine, a cui il Duomo era dedicato. Lo strumento rimase in quel posto per circa tre secoli, finché il terremoto del 1908 ne fece tacere la voce.

Quasi un secolo dopo, nel 2005, Castroreale partecipò a un bando della Cariplo per la valorizzazione dei beni artistici del territorio ed ottenne un finanziamento.

Ed è a questo punto che entra in scena la ditta Zanin, alla quale venne affidato il delicato compito di costruire uno strumento che si armonizzasse con la monumentale e preziosa cassa armonica. Due possibili soluzioni si presentavano a Zanin: realizzare un nuovo organo in stile barocco siciliano, che avrebbe però consentito l’esecuzione di una parte ridotta del repertorio organistico, o creare uno strumento che facesse riferimento alle storiche scuole organare transalpine e consentisse l’esecuzione di più ampi e importanti repertori. Zanin scelse la seconda soluzione, creando un organo che è oggi apprezzato da tutti i più importanti esecutori di musica organistica. Dal giorno dell’inaugurazione, avvenuta il 24 aprile 2010, esso infatti non soltanto accompagna le cerimonie religiose, ma è stato protagonista di diversi eventi musicali. Da quest’anno ha preso avvio, con il contributo del Comune di Castroreale, la prima edizione della “Primavera organistica” che si è svolta dal 27 aprile al 21 giugno e si è articolata in tre concerti eseguiti dai Maestri Gianfranco Nicoletti, Roman Perucki, accompagnato dalla violinista Maria Perucka, e Salvatore Reitano, organista titolare della chiesa cattolica di St. Maurice a Losanna.

L’occasione del Convegno dei giornali della Pro Loco che si è tenuto a Mortegliano ha offerto l’occasione di rinnovare il legame fra Castroreale e Codroipo: il signor Francesco Zanin ha infatti accolto l’invito di intervenire al convegno – il cui tema è proprio il recupero delle proprie radici – e di illustrare brevemente le modalità seguite nella costruzione dell’organo. Il recupero di un antico manufatto si è dunque rivelato prezioso non solo per mantenere il legame con il passato, ma anche per porre le basi di uno sviluppo futuro.

Mariella Sclafani
Pro Loco di Castroreale (ME)

 

5In viaggio da Caselle

 

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Un programma di visite turistiche ha affiancato, nei tre giorni da venerdi 14 giugno a domenica 16, lo svolgimento dell’Incontro Gepli di Mortegliano.

Un minibus noleggiato per l’occasione ha trasportato una ventina di casellesi, che nel pomeriggio di venerdi, accolti e accompagnati dalla Pro Loco di Mortegliano, hanno visitato i tesori artistici di quella cittadina, con in testa Duomo e Campanile.

 

Il sabato mattina è stato dedicato alla visita guidata del lindo centro storico di Udine.

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Nel pomeriggio si è rientrati a Mortegliano, ove, finiti nel frattempo i lavori congressuali, si è assistito allo spettacolo di sbandieratori, giocolieri e figuranti medioevali, rievocanti il biennale Palio dei Turchi.

Quindi il trasferimento tutti assieme in corteo ai prestigiosi locali del ristorante Da Nando, tempio della gastronomia friulana, ove era allestita la cena di gala.

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La domenica mattina, la visita a tre chicche: la chiesetta campestre di Sant’Andrea di Gris, definita da alcuni la Cappella Sistina del Friuli; la “città stellata” di Palmanova e il borgo medioevale di Strassoldo. L’agriturismo Stocco con la sua fornitissima cantina di vini delle Grave ha permesso di chiudere in bellezza la tre giorni friulana.

P.R.

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