Sono anni difficili… dobbiamo ammetterlo; soprattutto in politica.

Ogni giorno, il rapporto cittadino-istituzioni è messo a dura prova, soprattutto in riferimento alla credibilità personale di chi vuole assumere o già esercita il difficile compito di amministrare, con ruoli diversi, la nostra società.

Se è indiscutibile che da sempre, purtroppo, il politico (consentitemi questa generalizzazione) ha edulcorato i programmi elettorali con promesse e suggestioni non sempre credibili e realizzabili, è drammaticamente inoppugnabile che questi ultimi anni sono stati caratterizzati da alcuni (sic!) ‘soggetti’ che non solo si fregiano del titolo di ‘bugiardo patentato’ ma che reiterano la menzogna negando la stessa con un’altra:

“Le mele fan male! Aboliamole!” … Diventato venditore di mele …:”Una mela al giorno leva il medico di torno!”

“Me ne vado! Con voi non gioco più!” … E dopo un’ora …: “Mi avete mandato via! Col cavolo che abbandono sul più bello!”

“Siete incompetenti e poco credibili!” … E con repentina giravolta …: “Insieme potremo fare qualcosa di bello e buono!”

Cambiate a piacere parole e punteggiatura e avrete in sintesi le più significative dichiarazioni politiche degli ultimi anni.

Che dire? Che occorre un buon medico! Sì, perché, senza scherzare, questa è una malattia diffusa, benché non infettiva.

Non credete? Allora leggete questo stralcio tratto da Internet:

 “Il bugiardo patologico e il bugiardo compulsivo
Diciamocelo: tutti abbiamo raccontato qualche piccola o grande bugia nel corso della nostra vita, per sfuggire a una verifica a scuola o per non volerci assumere la colpa di un nostro errore, o, perché no, a volte, anche per “quieto vivere”. Abbiamo, però, sicuramente conosciuto anche persone che hanno fatto della menzogna una sorta di stile di vita. È il caso di quelli che vengono definiti, appunto, “bugiardi compulsivi” e “bugiardi patologici”, facenti parte di quella che viene chiamata Sindrome di Pinocchio, ispirata alla nota fiaba di Collodi.

IDENTIKIT 1: IL BUGIARDO COMPULSIVO
Il bugiardo compulsivo non mente per raggiungere un fine specifico, ma semplicemente per abitudine e, soprattutto, perché mentire lo fa stare meglio rispetto a quando racconta la verità. Essere sinceri per queste persone diventa un’impresa veramente difficile, così finiscono per mentire su qualsiasi cosa. La bugia diventa, quindi, una risposta automatica ed irrefrenabile, compulsiva appunto. Questo tipo di bugiardo, però, non è manipolativo, o almeno non apertamente.

IDENTIKIT 2: IL BUGIARDO PATOLOGICO
Il bugiardo patologico (definito anche cronico o abituale) è chi mente in continuazione al solo obiettivo di ottenere uno scopo preciso. Egli lo fa senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze emotive e comportamentali che il suo atteggiamento può avere sugli altri. In questo caso, perciò, l’abitudine a mentire diviene un meccanismo per affrontare la realtà, probabilmente sviluppatosi in età infantile. Tale modalità è spesso associata ad altri disturbi psicologici, in particolare di personalità, quali il disturbo istrionico, borderline, narcisistico e, in alcuni casi, anche l’antisociale. A differenza del bugiardo compulsivo, il bugiardo patologico è generalmente e apertamente manipolativo, dotato di un forte autocentrismo e ben poco empatico con le altre persone.

La “insostenibile leggerezza” del Bugiardo Patologico

Il vero problema è che il bugiardo patologico può risultare, però, spregiudicato e anche affascinante, e fa male, davvero molto male, a chi gli vive accanto. La sua intera esistenza ruota attorno a delle bugie finalizzate unicamente a costruirsi un mondo irreale in cui figurare sia re sia vittima di situazioni emotivamente intense. Quella che poi è però, nei fatti, la vita reale, poco importa: le bugie finiscono quindi per alimentare, il più delle volte, un  narcisismo  e un ego già di per sé ipertrofico, al punto che il resto del mondo, con le sue regole e la sua eticità, non esiste più.

E non importa se anche le sue menzogne venissero smascherate, perché, in quel caso, negherebbe tranquillamente senza alcun pudore anche l’evidenza più ovvia. Ma non si tratta di una mera facciata, perché il bugiardo patologico non sa cosa sia la vergogna, perché non la prova mai, piuttosto che sentirsela addosso sarebbe capace di far di tutto per far sentire l’altro in torto, e solo attraverso la sua capacità manipolativa.”  [tratto da Skindeep.it – di Dottoressa Elena Parise]

Le ultime righe sottolineate vi lasciano ancora dubbi? La verità è che in questi ultimi dieci/vent’anni abbiamo permesso il diffondersi di questa pericolosa patologia, oltretutto in tempi in cui mezzi  di informazione sempre più diffusi e istantanei ci avrebbero permesso tranquillamente di ‘curare’ i casi più gravi evitando a tutti noi guai e problemi.

Scrisse Collodi nel suo Pinocchio, facendo parlare la Fata Turchina:

“E ora le quattro monete dove le hai messe?” Gli domandò la Fata.

“Le ho perdute!” rispose Pinocchio; ma disse una bugia, perché invece le aveva in tasca.

Appena detta la bugia, il suo naso, che era già lungo, gli crebbe subito due dita di più.

“E dove le hai perdute?”

“Nel bosco qui vicino.”

A questa seconda bugia, il naso seguitò a crescere.

“Se le hai perdute nel bosco vicino — disse la Fata — le cercheremo e le ritroveremo: perché tutto quello che si perde nel vicino bosco, si ritrova sempre.”

“Ah! ora che mi rammento bene — replicò il burattino imbrogliandosi — le quattro monete non le ho perdute, ma senza avvedermene, le ho inghiottite mentre bevevo la vostra medicina.”

A questa terza bugia, il naso gli si allungò in un modo così straordinario, che il povero Pinocchio non poteva più girarsi da nessuna parte. E la Fata lo guardava e rideva.”

Cercando di coprire la bugia originaria con delle ulteriori falsità Pinocchio ottiene solo di veder crescere il suo naso fino a una lunghezza che non gli consente più di muoversi. È lo scenario in cui potremmo ritrovarci tra qualche tempo, quando tutte le bugie sparse a piene mani in questi anni dovranno fare i conti con la realtà.

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