AppuntiVanniWEBUn viaggio è per sempre, quando fai nuove conquiste
Anja Wenger, viaggiatrice saggia

Dopo aver iniziato il viaggio in questo Paese (vedi Cose Nostre – marzo 2016) e aver visitato la città-museo di Khiva, continuiamo lungo la “Via Della Seta” e raggiungiamo la città di Bukhara. Le sue bellezze architettoniche la fanno forse preferire alla famosa Samarcanda.
Probabilmente questo deriva dal fatto che Bukhara si è conservata meglio nel quartiere storico.

samarcanda

Questo è sicuramente vero, come è vero che la città è uno degli insediamenti più antichi nell’Asia Centrale. Con i suoi edifici millenari ed un centro storico tuttora abitato, che non è cambiato molto nel corso degli ultimi due secoli, Bukhara è un esempio unico per farsi un’idea delle città lungo la Via della Seta e del Turkestan prima dell’arrivo dei Russi.
Centro antichissimo, deve la sua importanza alla posizione geografica, punto d’incrocio delle vie carovaniere che collegavano l’Arabia all’India e all’antico Catai, nella regione di cui fu spesso capitale. Nel XII secolo fu grande il suo prestigio religioso nell’Islam con importanti famiglie di dotti e di dignitari musulmani. Nel 1220 fu conquistata da Genghis Khan e rimase possesso mongolo fino alla fine del XV secolo. Nel 1500 fu invasa dagli Uzbeki e divenne capitale dell’omonimo khanato che nel 1868 passò sotto il dominio russo. Nel 1919 Bukhara è stata inserita nella Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan fino alla nascita dello stato Uzbeko indipendente nel 1991.
Dopo gli splendidi mosaici di Khiva, il marrone degli edifici di Bukhara è altrettanto affascinante, poiché quasi tutto il centro è un susseguirsi di antiche madrase o scuole coraniche, vecchi bagni pubblici, un mercato molto esteso e una massiccia fortezza reale.
In questa città si contano più di 140 edifici protetti, i più importanti dei quali sono la Labi-hauz, una piazza secentesca costruita intorno a una vasca, i tre bazar coperti, il minareto Kalon, risalente al XII secolo e alto 49 m, che un tempo era l’edificio più alto dell’Asia, e infine il mausoleo di Ismail Samani, la struttura più antica della città, completata intorno all’anno 905, e certamente una delle più eleganti dell’Asia centrale. Sebbene alcuni motivi decorativi che ornano i tappeti siano originari di questa città, i famosi tappeti di Bukhara, tanto apprezzati in Occidente, in realtà vengono realizzati in Turkmenistan, che un tempo faceva parte del khanato di Bukhara.
Pur non producendo tappeti meravigliosi, gli abitanti del luogo sono ospitali e se avrete la possibilità di rimanere abbastanza a lungo in questo paese, vi accorgerete che emanano un fascino quanto i monumenti e i siti della loro città. Il centro storico di Bukhara è protetto dall’UNESCO per il valore storico e culturale.

Ark Bukhara

Innumerevoli sono gli edifici storici in città degni di menzione: la fortezza di Ark, un importante monumento samanide; la dinastia samanide regnò dall’819 al 1005 ed ebbe Bukhara come capitale. Situato nella piazza Registan vi era la residenza invernale del khan (governatore), che comprendeva entro le alte mura oggi restaurate, il palazzo del sovrano, la moschea, la camera del tesoro, gli uffici amministrativi e il carcere. Il mausoleo di Ismail Samani è il più antico monumento di Bukhara. Situata fuori dalla città vecchia nel parco Kirov, è la tomba di Ismail Ibn Ahmad che regnò dal 892 al 907 e fu tra i primi nel mondo dell’Islam a farsi costruire un monumento funebre ricco e sontuoso.

Samani mausoleum

Il mausoleo è in mattoni e ha una forma architettonica originale poiché si presenta come un cubo sul quale è stata sovrapposta una semisfera. La disposizione dei mattoni ha 18 angolazioni diverse e crea sui muri contrasti di luci e di ombre che variano secondo l’intensità della luce esterna. Piazza Registan è il “luogo sabbioso” dove dal XV secolo fino ai primi decenni del XX i cittadini erano soliti riunirsi per affari, istruzioni, preghiere. È dominata dal simbolo della citta, il Minareto di Kalon: alto 49 metri, con un diametro alla base di 9 metri e fondamenta che scendono al terreno per oltre 10 metri, venne costruito nel 1127 come torre di avvistamento, come loggia da cui chiamare i fedeli alla preghiera cinque volte al giorno e come torre per le esecuzioni capitali poiché dalla sua cima venivano gettati i condannati a morte. Il minareto è fatto di mattoni coperti di stucco ed è ornato a varie altezze da strisce colorate e lucide in cotto smaltato. All’interno una scala di 105 gradini permette di raggiungere la cima. Vicino alla moschea di Kalijan si trovano i mercati Toki-Zargaron, Toki Sarrafon e Toki-Tiloak dove troviamo le cupole rispettivamente dei gioiellieri, dei venditori di tele e dei venditori dei manufatti in rame e dove possiamo osservare gli artigiani al lavoro. A sud della piazza Registan ci sono due scuole coraniche: la Madrasa di Abdulla del 1596 e la Madrasa Madari del 1556 che formano il complesso Koch. La Madrasa di Ulug Begh del 1417 a est della Piazza Registan è la più antica scuola coranica di Bukhara fondata da Ulugh Beg, il grande principe, nipote di Tamerlano.

Madrasah

La Madrasa, semplice dal punto di vista architettonico, presenta degli importanti portali in legno, veri capolavori di ebanisteria, con incise delle iscrizioni tratte dal corano. Il complesso di Lyabi – Hauz, che fu terminato all’inizio del 1700, comprende i resti di una moschea costruita intorno a una riserva d’acqua. Veniva chiamata moschea delle 40 colonne perché le venti colonne in legno intagliato che ornavano la facciata specchiandosi nel bacino d’acqua raddoppiavano di numero.

bukhara kalan mosque

Il cimitero di Chashmoi Ayub dell’anno 1384, una passeggiata fuori città oltre il parco Kirov porta al complesso “cimitero o fonte di Giacobbe” che è costituito da un edificio vasto con il tetto composto da varie cupole che sorreggono un tamburo su cui poggia una cupola più grande. All’interno c’è una fonte le cui acque, secondo la tradizione, cominciarono a zampillare grazie al potere taumaturgico di Giacobbe.

Char Minar

Dietro a Lyabi-Hauz, troviamo “Char-Minar” che significa “quattro minareti”. Questo nome deriva dal fatto che gli angoli dell’edificio sono decorati con quattro piccoli minareti coronati da cupole blu, diversi in decori l’uno dall’altro. Si ritiene che gli elementi decorativi delle torri riflettano la comprensione filosofico-religiosa delle quattro religioni del mondo. È facile vedere che alcuni elementi sembrano una croce, un pesce cristiano, e la ruota di preghiera buddista. Venne eretto dal ricco califfo turkmeno Niyazkul nell’anno 1805.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here