storienostreWeb - Colombatto e PerinettiLa storia di Caselle da molti decenni è ormai legata strettamente all’evoluzione del vicino aeroporto, e anche se il rapporto è spesso conflittuale, è innegabile che l’economia casellese collegata all’aeroporto è ormai importante, vuoi anche solo per tutti i lavoratori che da generazioni vivono grazie ad esso.

Fondamentale è anche l’azienda aeronautica che qui produce i suoi aerei, tanto che alcuni di essi sono “nati e cresciuti” proprio qui a Caselle, ed il C-27J è proprio uno di questi.

Sono trascorsi venti anni da quando, venerdì 24 settembre 1999, decollò per la prima volta dalla pista dell’aeroporto di Caselle il prototipo del nuovo velivolo da trasporto Alenia Aerospazio C-27J Spartan, con un volo della durata di circa 1 ora e 40 minuti, pilotato dal Capo Collaudatore Velivoli da Trasporto, com.te Gianluca Evangelisti e dal com.te Agostino Frediani, accompagnato dall’Aermacchi MB.339 del Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare.

Foto di gruppo con i piloti e dirigenti dell’Alenia al rientro dal primo volo

Questo primo esemplare venne realizzato modificando il dimostratore del G.222 (numero di costruzione 4043, matricola I-CERX e omologato nel luglio 1980), con ancora la vecchia avionica convenzionale ed il carrello non modificato.

Purtroppo nella fase di rientro da un volo di collaudo giovedì 21 settembre 2000, alle ore 13,20 circa, in fase d’atterraggio l’aereo usciva di pista, arrestandosi in prossimità della recinzione poco oltre l’abitato del Malanghero, per fortuna senza conseguenza alcuna né per l’equipaggio né per altre persone. In seguito, a causa dei danni subiti, il velivolo venne radiato.

Il secondo prototipo I-FBAX, ancora con la vernice in “primer” durante il primo volo il 12-05-2000, sullo sfondo il Monviso

Il secondo esemplare dello Spartan, volò per la prima volta il 12 maggio del 2000, sempre a Caselle, decollando alle 10,44 con ai comandi il Capo Collaudatore Velivoli da Trasporto com.te Evangelisti e il com.te Frediani, per poi atterrare alle ore 11,47.

Questo velivolo era il primo di serie (numero di costruzione 4115, matricola I-FBAX), e si trattava del primo esemplare di C-27J in configurazione definitiva, dotato di nuovi sistemi avionici, di una cabina di pilotaggio tecnologicamente avanzata, di un nuovo carrello, di una nuova unità ausiliaria APU (Auxiliary Power Unit), nonché dei nuovi motori,

All’epoca, la realizzazione del C-27J coinvolgeva tutti gli stabilimenti Alenia: le fusoliere erano costruite a Napoli Capodichino, mentre a Caselle avveniva l’assemblaggo finale ed il collaudo. In seguito, per ragioni logistiche la produzione venne trasferita interamente all’Alenia di Caselle.

Il terzo velivolo senza verniciatura al suo primo volo dell’8-09-2000

L’8 settembre 2000, decollò per il suo primo volo di collaudo anche il terzo prototipo dello Spartan, pilotato come le altre due volte dai piloti collaudatori Evangelisti e Frediani. Il velivolo (N.C.4033, MM.62127 ex 46-27), era un G.222 proveniente dalla 46ª Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare di Pisa, consegnato alla Alenia per essere trasformato nella nuova versione e utilizzarlo per lo sviluppo e la certificazione a livello basico. Sull’aereo venne installata l’avionica standard di certificazione civile Block 2.0, poi sostituita entro la fine dell’anno con quella Block 3, specifica per le funzionalità di impiego militare.

In questo primo volo l’aereo, tutto argenteo, era affiancato dal secondo esemplare I-FBAX, quest’ultimo pilotato dal Com.te Enrico Scarabotto e da R.E. Schroeder, pilota collaudatore della americana Lookheed Martin.

Prove di lancio di carichi paracadutati

Il “4033” ancora oggi è impiegato dalla Leonardo non solo per le prove di volo per l’aggiornamento dei vari sistemi di ultima generazione, ma anche per l’addestramento, nonché usato durante i vari tour attorno al mondo, alcuni dei quali di una certa rinomanza, anche in seno umanitario.

Negli ultimi anni del primo decennio del 21° secolo, questo esemplare venne impiegato per alcuni anni nella brillante missione denominata “Ridare la Luce” ideata dalla AFMAL, missioni svolte nel difficile ambiente africano, in coordinamento con l’Aeronautica Militare e l’allora Alenia Aeronautica, l’Esercito, il Ministero degli Esteri e l’Istituto Superiore di Sanità, con la partecipazione di 60 persone, medici, paramedici, piloti e personale per il supporto logistico.

Il velivolo venne impiegato per trasportare il personale e le attrezzature mediche necessarie alla cura degli ammalati, lo svolgimento di operazioni di chirurgia e corsi di formazione per i medici per combattere la cecità causata da malattie non curate.

L’altro tour, che per la prima volta ha visto uno “Spartan” ai confini del mondo è stato il raid partito da Caselle il 14 novembre 2016 per effettuare un tour dimostrativo nell’America Latina, toccando diverse nazioni, tra cui l’Argentina. Prima di partire per l’ultima destinazione sull’aereo venne caricato un grosso pallet con attrezzatura scientifica destinata alla Base di Marambio in Antartide, dimostrando ancora una volta la sua versatilità atterrando su piste semipreparate e ghiacciate.

due C-27J della 46° brigata a Pisa con le sonde per il rifornimento in volo.

Come previsto, l’Aeronautica Militare ordinò 12 velivoli, di cui alcuni con la sonda per il rifornimento in volo posta sopra il lato sinistro dell’abitacolo. Alla nostra forza aerea il primo esemplare (denominazione radio Lupo 80, matricola militare MM.62215), venne consegnato l’11 gennaio 2007, con una cerimonia ufficiale negli stabilimenti casellesi.

All’epoca erano previste vendite per 500 esemplari, purtroppo le cose sono andate diversamente, sia perché nel tempo sono cambiate le esigenze degli operatori, sia perché nel frattempo la concorrenza si è fatta più agguerrita con la disponibilità di nuovi aerei similari sul mercato, tra cui lo spagnolo Casa C-295M, ora Airbus Military.

Come detto il C-27J è uno sviluppo del G.222, l’ultimo velivolo progettato dall’Ing. Giuseppe Gabrielli della Fiat Aviazione, nato il 6 febbraio 1996, durante lo svolgimento dell’Asian Aerospace di Singapore, quando l’Alenia Aerospazio e la Lockheed Martin siglarono uno sviluppo comune per la costruzione e la commercializzazione dell’aereo, sotto la sigla LMATTS (Lockheed Martin/Alenia Tactical Transport Systems).

Inizialmente il nome era G.222J, ma poi visto che in america il G.222 era denominato C-27A, venne scelta la sigla attuale; purtroppo in seguito l’azienda americana si ritirerà dal programma.

La modifica più importante del nuovo velivolo è l’installazione di due nuove turbine Allison AE 2100 D2 da 4.640 shp (costruite su licenza in Inghilterra dalla Rolls Royce), nuove eliche a scimitarra in compositi Dowty R-391 a 6 pale di 4,10 metri di diametro con controllo digitale FADEC dell’impianto motore, il tutto affiancato da una nuova avionica digitalizzata di ultima generazione. L’aereo inoltre dispone di un carrello rinforzato che consente di effettuare decolli con un carico di oltre 11,5 tonnellate con un peso totale di quasi 32.000 chilogrammi, rispetto ai 28.000 kg del vecchio G.222.

Lo Spartan è un velivolo da trasporto tattico di classe media ed è in grado di trasportare fino a 46 paracadutisti con equipaggiamento leggero o 34 con equipaggiamento completo, al suo interno possono trovare posto fino a 60 soldati, mentre nella configurazione MEDEVAC (evacuazione medica) possono essere sistemate 36 barelle e 6 assistenti.

Come curiosità l’aereo al momento è l’unico della sua categoria che può permettersi il lusso di effettuare manovre acrobatiche come i looping ed i tonneau, manovre che lasciano con il fiato sospeso se si pensa che è un aereo da trasporto e non un velivolo acrobatico assai più piccolo. Questo grazie alla robustezza della cellula già sperimentata sul G.222.

il C-27J delle forze aeree marocchine.

Dopo essere stato presentato in diverse nazioni, nel 2002 iniziano ad arrivare i primi ordini stranieri: la Grecia ne ordina 12 (poi ridotti a 8), la Lituania 3, la Bulgaria 3 (in origine erano 5), e 4 al Marocco questi caratterizzati da una mimetica desertica.

All’epoca molti furono i contatti per vendere all’estero il velivolo italiano, tra cui la Svizzera, l’Arabia Saudita, la Malesia, il Canada, il Taiwan, il Portogallo, il Qatar, il Brasile, purtroppo senza esiti favorevoli.

il primo JCA destinato agli Stati Uniti ancora senza colorazione

Il colpo grosso avvenne il 13 giugno 2007, quando la Finmeccanica, di cui Leonardo fa parte (come le precedenti denominazioni), annunciò la vittoria della gara per la fornitura alle forze armate statunitensi, Usaf/U.S.Army, per 78 velivoli con previsione di portare l’ordine a 145 esemplari (si vociferava addirittura di 200 esemplari da costruirsi in 10 anni con due linee di montaggio di cui una negli Stati Uniti a Jaksonville), in base alla richiesta denominata JCA (Joint Cargo Aircraft), distribuiti in 24 per l’Usaf e 54 per l’U.S.Army.

Purtroppo il Governo americano, con a capo Barack Obama, a causa della riduzione del budget, nonostante gli accordi firmati, ridusse il quantitativo a 38 esemplari per poi ritirarne in tutto solo 21, che vennero quasi subito radiati (nel 2012) per essere stoccati negli immensi depositi americani. Dopo essere stati ricondizionati per altre attività sono ora utilizzati da altri enti come la Guardia Costiera Americana (U.S.Coast Guard). Un duro colpo per la nostra industria ma non è la prima volta che gli “yenkee” annullano gli ordini passati alle industrie non americane, vedi il caso degli elicotteri Agusta Westand EH-101, degli Airbus KC-30, derivati dagli A.330 civili, modificati come aerorifornitori.

L’America Latina, nonostante alcune incertezze iniziali, ha visto un primo ordine nel 2011 per 4 esemplari destinati al Messico, seguito poi dal Perù, anch’esso con 4 aerei già consegnati, e con una previsione d’ordine di ulteriori 8 velivoli.

Intanto nel 2008 l’Air Force Special Operation Command (AFSOC) statunitense, decise di far modificare un normale C-27J in cannoniera volante denominata AC-27J Stinger II, atto ad affiancare le possenti cannoniere volanti AC-130U Spectre (derivato dal C-130 Hercules), ma il progetto si arenò due anni dopo per problemi tecnici.

il dimostratore con la scritta Ridare la luce

Nel 2013 il velivolo dimostratore della Leonardo venne modificato nella versione MC-27J Praetorian, un velivolo che oltre alle normali missioni può installare varie strumentazioni.

la versione MC con le wingled

Sempre sullo stesso velivolo, dipinto di nero, nel 2015 sono state anche installate delle winglets sperimentali alle estremità delle ali atte a migliorare le prestazioni dell’aereo. Al momento anche se offerto ai vari clienti con possibilità di installazioni retroattive sugli esemplari in linea, l’interesse è piuttosto flebile.

Il C-27J Spartan oggi disponibile sul mercato, è un velivolo da trasporto biturboelica con possibilità multi missione di medie dimensioni, e grazie alla sua robustezza è in grado di operare da piste semi preparate ed anche in condizioni ambientali estreme. Con 85 velivoli già ordinati da 15 operatori nei cinque continenti, l’aereo offre una elevata efficienza operativa.

Grazie ai molteplici kit e sistemi di missione roll-on/roll-off facilmente installabili e trasportabile, l’aereo italiano può essere rapidamente configurato secondo le esigenze operative del momento come trasporto tattico di truppe e carichi, aviolancio di paracadutisti e carichi, evacuazione sanitaria sui campi di battaglia, trasporto di alte personalità (VIP), ma anche assistenza umanitaria e supporto in caso di disastri ambientali infine, come l’ultima soluzione proposta anche come aereo antincendio.

Il C-27J, nella sua categoria dispone di un grosso vano di carico (peccato non sia stata costruita una versione leggermente allungata che consenta di caricare almeno un pallet in più, sinceramente le prospettive di vendita sarebbero aumentate di parecchio rispetto all’attuale versione). Il pavimento del velivolo è in grado di sopportare quasi 5 tonnellate per metro quadro ed è regolabile sia in altezza sia in inclinazione con l’abbassamento del carrello principale, onde facilitare le attività di carico e scarico, ed è qualificato per eseguire manovre tattiche a 3g ed effettuare decolli e atterraggi brevi, ne ha dato prova durante il “Family Day” del 22 settembre sulla pista di Caselle al rientro dalla brillante esibizione in volo. Tra le tante abilitazioni il velivolo può in sicurezza atterrare su aeroporti innevati, sabbiosi e semipreparati.

Oltre alla normale versione basica del velivolo, sono state sviluppate alcune versioni speciali, di cui diamo un breve elenco.

MC-27J, capace di svolgere un vasto campo di missioni, che rispetto alle versioni normali vi è la possibilità di installare una panoplia di sistemi particolareggiati tra cui, l’installazione di sensori, una suite completa per autoprotezione, sistemi di comunicazione avanzati, consolle per il controllo del sistema di missione per compiti di intelligence, ricognizione, Maritim Patrol/Search and Rescue (MP/SAR) per la ricerca e soccorso. E’ possibile installare un sistema montato su pallet, che comprende un cannone con i relativi sistemi di tiro (cannoniera volante). L’aereo era stato presentato al Salone di Parigi (2013) ed a quello di Farborough (2016) in Inghilterra.

EC-27J “JEDI” (jamming and electronic defence instrumentation), una versione poco conosciuta sviluppata per la guerra elettronica, impiegata per breve tempo in Afghanistan.

C-27J FWSAR (fixewd wing search and rescue), proposto al governo canadese ma dopo lunghe trattative l’ordine è sfumato a favore dell’Airbus (Casa) C-295W.

HC-27J, versione sviluppata dalla USCG americana in collaborazione con la Leonardo (sono gli ex C-27J destinati all’Usaf/UsArmy), che comprende kit specifici per le ricerche e soccorso affiancati agli HC-130J Hercules in servizio da diversi anni.

C-27J antincendio nuova versione presentata quest’anno in occasione al salone Aerial Firefighting Europe di Nimes. Si tratta di una versione speciale equipaggiata con il sistema Simplex Aerospace, il cui serbatoio principale avrà una capacità di carico massima di 10.600 litri a cui si possono aggiungere 568 litri di liquido ritardante. Può scaricare l’acqua sul territorio divorato dalle fiamme in pochi secondi, un valido aiuto agli elicotteri ed aerei impegnati a spegnere gli incendi.

Anche in passato il predecessore G.222 era sta stato dotato di sistemi antincendio e impiegato con discreto successo.

Al momento attuale lo “Spartan” è impiegato dalle seguenti nazioni: Australia (10 velivoli), Ciad (2), Grecia (8) l’ordine iniziale era per 12 velivoli, ma poi annullato per gli ultimi 4, Italia (12), Kenia (3 in consegna), Lituania (3), Marocco (4), Messico (4), Perù (4, con previsione di altri 8), Romania (7), Slovacchia (2), Stati Uniti (21 per Usaf/Us Army) che poi dopo il ritiro sono stati ceduti 14 alla USCG e 7 allo United States Army Special Operation Aviation Command, Zambia (2). Ovviamente sono in corso trattative con diverse nazioni straniere con previsione di eventuali nuovi ordini.

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