E voi pensate che…

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L’Italia è un paese che conta più di sessanta milioni di abitanti. Fa parte dei dieci maggiori paesi industrializzati. Fa parte di: ONU, NATO, G7, UE ed altri organismi internazionali.

Negli Anni ‘50 fondò, con altri paesi, la CECA (Comunità Europea Dell’acciaio e Carbone), dando il via al processo politico sfociato nella UE. Il manifesto programmatico sulla necessità di costruire un’Europa unita fu scritto da Altiero Spinelli nel confino di Ventotene assieme ai suoi amici.

È la terza economia Europea e seconda nelle esportazioni. In alcune aree il reddito è superiore anche alla Baviera. È una vera potenza ed eccelle in molti settori: moda (occhiali, calzature, alta moda ecc.), enogastronomia, metalmeccanica e strumenti di precisione e tanto altro. Lo stile di vita italiano è ambito e invidiato da molti. L’Italia possiede oltre il 60% del patrimonio storico artistico mondiale. Qui ci sono il maggior numero di siti, materiali e immateriali, dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

L’Umanesimo, che è alla base dell’identità dell’occidente, nasce in Grecia e si diffonde a partire dalla Magna Grecia. Ovvero da regioni come: Calabria, Campania e Sicilia.

In Italia sono nati molti tra i maggiori geni che hanno calpestato il suolo della Terra: Michelangelo, Dante, Leonardo, Raffaello, Galilei, San Francesco… L’elenco completo potrebbe essere lunghissimo.

Ma, ahimé, siamo anche il Paese che ospita le tre maggiori organizzazioni criminali: camorra, mafia, ‘ndrangheta. Ci sarebbe anche la sacra corona unita.

L’evasione fiscale è una vera piaga sociale: non c’è settore che ne è immune. L’imponibile non dichiarato è di 130 miliardi. Per non parlare della corruzione. Vero flagello. E il debito pubblico?

Siamo il Paese che ha la spesa per l’istruzione tra le più basse (penultimo posto) e siamo all’ultimo posto per la spesa universitaria. Ricordiamo anche il familismo amorale? Il papà è primario, il figlio prenderà il suo posto. Meritocrazia? Per carità…

La scala sociale? Bloccata: da sempre. Ci sono studi che dimostrano che chi era ricco 500 anni fa è ricco anche ora.

Il 10% della popolazione possiede il 60% del patrimonio nazionale. Ampie fasce sono a rischio povertà. Ogni anno dall’Italia emigrano più di 100.000 giovani, la maggior parte laureati, per sfuggire a contratti umilianti e precari. Lo sfruttamento nel lavoro, per italiani ed immigrati, è prassi diffusa da nord a sud e rasenta livelli schiavistici. Parliamo del livello culturale medio? Meglio di no.

E potremmo continuare.

E voi pensate che la rovina di un Paese del genere è causata da poche migliaia di rom e immigrati?

Suvvia, siamo seri.

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