UnaVocePocoFaWEBL’Avvento spesso rischia di essere ‒ anche per i credenti ‒, non tanto un tempo di meditazione e preghiera in attesa del Natale, quanto un periodo convulso assorbito da incombenze amministrative legate alla fine dell’anno, commissioni frenetiche in preparazione alle feste, riti sociali di cui non sempre si comprende la motivazione. Non mancano, in questo panorama, i concerti classici, particolarmente abbondanti; anzi, in diverse città italiane proprio a dicembre si tengono le inaugurazioni delle stagioni d’opera: ulteriore grattacapo per chi vi deve andare controvoglia, ma motivo di serenità e di elevazione per chi ama la musica; anche se, diciamolo subito, di musiche liturgicamente legate all’Avvento qui non si parlerà.

L’Associazione Lingotto Musica, che da 25 anni porta nell’auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto le maggiori orchestre del mondo, ha proposto due serate profondamente diverse a distanza di otto giorni, ospitando due formazioni italiane di assoluto rilievo.

Il 10 dicembre l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha proposto la Sinfonia da “Semiramide” di Rossini, la Sinfonia n. 2 in mi bemolle maggiore di Schubert e la Sinfonia n. 1 in do minore di Brahms. Alla guida della compagine, in luogo dell’attesissimo ma indisposto Gustavo Dudamel, c’era il giovane Mihhail Gerts, che ha rivelato un apprezzabile talento, anche se più portato al grande sinfonismo d’Oltralpe che al repertorio italiano: è infatti risaltata nella sua monumentalità la Prima di Brahms, dagli evocativi richiami paesistici del primo movimento, alla sinuosità avvolgente degli archi nel secondo, fino alla cura di agogica e dinamica nel pizzicato del Finale. La pagina rossiniana, al paragone, mancava di una certa levità, come se la sua brillantezza restasse chiusa sotto una campana un po’ greve. Tutt’altra musica il 18 dicembre, quando è stata ospite l’Accademia Bizantina, formazione specializzata nel repertorio barocco suonato su strumenti originali. Sotto la guida di Ottavio Dantone, è stato presentato un programma interamente vivaldiano e legato alla città di Torino, che nella sua Biblioteca Nazionale conserva i manoscritti di queste opere. Accanto ad alcune pagine più convenzionali, ha brillato il Concerto per violino e archi in re maggiore “Per la Santissima Assunzione di Maria Vergine”, nel quale il violinista Alessandro Tampieri, attraverso tre movimenti dalla natura profondamente differente, ha avuto modo di sfoggiare un sublime virtuosismo tecnico ed espressivo.
Il contralto Sara Mingardo è stata protagonista delle composizioni sacre vocali, il “Nisi Dominus” RV 608 e lo “Stabat Mater” RV 621: premesso che l’auditorium del Lingotto non è la sala più adatta per la musica barocca, e in specie per quella vocale, la Mingardo si è confermata interprete profonda e stilisticamente appropriata di questo repertorio (particolarmente intenso è stato il versetto “Eja, Mater”), anche se lo smalto dello strumento è parso, rispetto al passato, un po’ appannato. Nei prossimi anni, per le stagioni di Lingotto Musica, sono in programma altri due concerti dedicati a Vivaldi con l’Accademia Bizantina.

Accanto alle stagioni delle istituzioni maggiori, Torino si è sempre segnalata per un fitto corollario di concerti classici organizzati da enti e associazioni, e talvolta da privati cittadini.

Marco Emanuele

Il 7 dicembre, in contemporanea alla “prima” del Teatro alla Scala, l’Educatorio della Provvidenza ha ospitato una replica di una creazione di Marco Emanuele che aveva avuto il suo debutto in novembre presso la Biblioteca musicale “Andrea Della Corte”: “Il teatro alla moda”, lettura-concerto nella quale alcuni passi dall’omonimo trattato di Benedetto Marcello (ove l’autore settecentesco mette in luce con sarcasmo i vizi del melodramma a lui coevo) sono alternati ad arie composte ex-novo da Emanuele su testi metastasiani per illustrare concretamente il modo di far musica di cui Marcello si prendeva gioco. La nuova composizione, interpretata dal Trio Debonair (Marina Degrassi, soprano; Stefanina Priotti, violino; Laura Culver, violoncello), con Rita Peiretti al clavicembalo e Francesca Vettori come voce recitante, è un gustoso divertissement non privo di valenza didattica, e ha riscosso grande successo di pubblico. Ma la vena creativa di Marco Emanuele, che già abbiamo conosciuto su queste colonne, non si esaurisce con “Il teatro alla moda”: sempre nell’ultimo anno è stato pubblicato un CD contenente la sua cantata “Fedra”, due arie su versi di Giovanni Testori e un’intonazione delle “Stanze per la flagellazione di San Domenico Maggiore” dello stesso Testori; interpreti sono, oltre al già citato Trio Debonair, Rita Peiretti e i controtenori Angelo Galeano e Gianluigi Ghiringhelli.

Marco Leo


QUESTO MESE AL BOTTEGHINO…

Unione Musicale: il 23 gennaio, al Conservatorio, il Trio Metamorphosi e il mezzosoprano Monica Bacelli propongono alcune pagine strumentali e liederistiche di Haydn e Beethoven, con una particolare attenzione al tema scozzese. Sempre al Conservatorio, il 5 febbraio Pietro De Maria dà inizio a un ciclo di concerti dedicati alle Sonate per pianoforte di Beethoven (di cui ricorre quest’anno il 250° dalla nascita): in programma le sonate op. 2 n. 2, op. 78, op. 26, op. 57 (Appassionata).

Accademia Stefano Tempia: il 28 gennaio, al Teatro Vittoria, Claudio Pasceri (violoncello) e Angiola Rocca (pianoforte) offriranno un assaggio delle pagine per questo duo composte da Beethoven, con la Sonata n. 3, la Sonata n. 4 e le Variazioni sul “Flauto Magico”.

Concertante: il 3 febbraio, alle 17 all’auditorium Vivaldi, “Note di Spagna e di Colombia”, con il tenore Alejandro Escobar e il  pianista Paolo Grosa. Il 9 febbraio, alle 17 a Palazzo Barolo, concerto lirico del soprano Chiara Taigi, al pianoforte Enrico Zucca. Il 12 febbraio, alle 21 presso la Famija Turineisa, recital del pianista Achille Lampo.

Educatorio della Provvidenza: il 19 gennaio, alle 16:30, concerto dedicato al teatro d’operetta. Il 3 febbraio, alle 20:45, La bohème di Puccini nella formula di “opera in 90 minuti”.

Orchestra Rai: il 23-24 gennaio James Conlon dirige la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler. Il 6-7 febbraio Leonidas Kavakos, nella doppia veste di violino e direttore, propone il Concerto per violino e orchestra op. 61 di Beethoven e la Sinfonia n. 1 di Brahms. Il 30 gennaio e 13 febbraio concerti della rassegna “Rai Nuova Musica”.

Concerti Lingotto: il 4 febbraio la Malmo Symphony Orchestra, diretta da Robert Trevino, interpreta il Concerto per violino e orchestra op. 77 di Brahms (solista Alena Baeva) e la Sinfonia n. 7 di Beethoven.

Teatro Regio: fino al 24 gennaio Il matrimonio segreto di Cimarosa, con Marco Filippo Romano, Carolina Lippo, Markus Werba, direttore Nikolas Nagele, regia di Pier Luigi Pizzi. Dal 21 al 28 gennaio Violanta di Erich Wolfgang Korngold, con Annemarie Kremer, Michael Kupfer-Radecky, Norman Reinhardt, direttore Pinchas Steinberg, regia di Pier Luigi Pizzi. Dal 12 febbraio Nabucco di Verdi.

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