Direttori di lungo corso

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PiazzeAmicheWEBSono tanti, fra i giornali di Pro Loco, gli esempi di testate molto longeve. Per qualcuna di esse, anche è da record la permanenza in carica nella funzione di Direttore Responsabile. L’argomento, un po’ particolare, è venuto fuori nel corso del raduno GEPLI dello scorso giugno, tenutosi in Friuli, a Mortegliano. I rappresentanti di una delle testate giornalistiche presenti, il bimestrale vicentino Malo 74, nel raccontare la loro vicenda giornalistica hanno riferito del record di continuità del loro direttore responsabile, in carica per l’appunto dal 1974, e hanno chiesto se fosse da ritenere un record assoluto, fra i giornali di Pro Loco. Abbiamo approfondito l’argomento. Ecco cosa ne è uscito.


I giornali che hanno, come Cose Nostre, un editore costituito da un’Associazione Pro Loco, risultano essere, in base alle ricerche fatte in ambito GEPLI, circa una sessantina. Ognuna di queste testate, registrate presso il Tribunale competente per luogo, deve avere, per obbligo di legge, un Direttore Responsabile, iscritto all’Albo dei Giornalisti o dei Pubblicisti.

La triade dei direttori più longevi, conosciuti direttamente o indirettamente tramite gli incontri annualmente organizzati tramite GEPLI (acronimo che sta per Giornali Editi da Pro Loco d’Italia), è la seguente:

– Angelo Tedone, dal 1972 direttore de Il Rubastino di Ruvo di Puglia
– Gianluigi Fontana, dal 1974 direttore di Malo 74, testata nata a Malo (VI) nello stesso anno
– Nicola Conforti, fondatore nel 1973 e direttore da allora de La Sorgente di Caposele (AV)

Qui di seguito qualche notizia su di loro e sui loro giornali.

Angelo Tedone e Il Rubastino. Il Rubastino è fra i veterani nell’editoria di Pro Loco, in quanto esce a Ruvo di Puglia, con cadenza bimestrale, dal lontano marzo 1969. L’anno scorso la Pro Loco di quella città ha festeggiato, con diverse iniziative, i 50 anni di vita del giornale. Primo direttore fu il sacerdote Vincenzo Amenduni. Pochi anni dopo, nel 1972, gli successe Angelo Tedone.

Angelo Tedone, laureato in pedagogia, giornalista e dialettologo, è anche direttore del periodico del Consiglio Regionale della Puglia “Webzine”. Autore della “Grammatica della lingua rubastina” e del “Dizionario Etimologico rubastino”, collabora con scuole ed enti di ricerca per la conservazione del dialetto pugliese. Cultore di storia locale ha pubblicato, in tale veste: “Ruvo di Puglia, città e agro”; “Ruvo di Puglia, uomini illustri”; “Ruvo di Puglia, dal bosco alla Murgia”; “Ruvo di Puglia verso l’unità d’Italia”.

Abbiamo avuto occasione di conoscere personalmente Angelo nel 2015, quando è venuto a Torino per il Salone del Libro. In quell’occasione, con lui e con il nostro direttore Elis Calegari, abbiamo condotto, presso lo stand della Regione Puglia, una tavola rotonda dedicata all’editoria delle Pro Loco, che abbiamo voluto come anteprima e presentazione del 4° Convegno Nazionale GEPLI, che si sarebbe poi tenuto il mese successivo a Ruvo di Puglia.

Gian Luigi Fontana direttore di Malo

Gianluigi Fontana e Malo 74. Anche Malo 74 è un bimestrale, il cui primo numero uscì dalla linotype di una piccola tipografia di Schio, nel dicembre del 1974, come ricorda un articolo di Bruno Crosara, uno dei fondatori, sull’ultimo numero della rivista. Serviva però un direttore responsabile che avesse l’iscrizione all’Albo. C’era un giovane insegnante alle Scuole Medie, Gianluigi Fontana, di Schio, che aveva quei requisiti, e gli si chiese il favore di firmare il giornale. Il giovanotto accettò, per fare un favore agli amici di Malo, pensando a un incarico temporaneo, per aiutare il decollo del nuovo giornale. Quel Gianluigi negli anni successivi si laureò e fece una brillante carriera universitaria, che lo ha portato a diventare un affermato ricercatore e docente di Storia Economica all’Università di Padova. Racconta Fontana, a proposito di questo incarico che perdura da 45 anni: “Negli anni successivi chiesi ripetutamente di essere esonerato dall’incarico. Gli amici della Pro Malo mi dissero ogni volta che per me era un piccolo impegno marginale, ma una funzione molto importante per loro, un incarico di garanzia, a fronte del quale avrei potuto contare sul lavoro di una redazione che mi avrebbe tenuto informato di tutto ed esonerato da impegni diretti. È grazie a tutto ciò che ho potuto mantenere fino ad oggi le relazioni stabilite da quasi mezzo secolo con un gruppo di amici, con una realtà associativa ed una comunità fra le più vive e dinamiche che ho avuto modo di conoscere in tanti anni di svariate attività”.

Nicola Conforti e La Sorgente. Ancora diversa da quella dei primi due, la vicenda di Nicola Conforti. Laureato in Ingegneria Civile Edile, per tanti anni docente in un istituto per geometri. Nel suo paese nel cuore dell’Irpinia, Caposele, per tutti l’Ingegnere e La Sorgente sono una cosa sola. Il periodico è infatti una creatura di Nicola Conforti, che lo lanciò nel dicembre del 1973, e contestualmente fondò la Pro Loco di Caposele. Il nome della testata deriva dalle sorgenti del fiume Sele, che sgorgano possenti nel territorio comunale e sono da inizio del secolo scorso imbrigliate per alimentare l’Acquedotto Pugliese.

Il periodico, 56 pagine in grande formato, esce due volte l’anno, a Natale e ad agosto. Una cinquantina sono i redattori che contribuiscono a riempire le sue pagine, sotto il controllo e il coordinamento dell’Ingegnere. L’ultimo numero pubblicato, lo scorso dicembre, è l’uscita n° 99. E l’editoriale del direttore titola “Aspettando il numero 100”, preannunciando, per il prossimo numero che uscirà nell’estate 2020, diverse iniziative per festeggiare l’importante traguardo. Sarà anche, però, il momento dei saluti, perché “con il numero 100 lascerò la direzione di questo giornale”, preannuncia Nicola. Un passaggio di consegne che avverrebbe con la soddisfazione per l’importante traguardo raggiunto: “Quelli che mi seguiranno in questo lavoro avranno a disposizione un percorso in gran parte tracciato. Mi auguro che saranno tenaci nel condurre in avanti questa nuova fase del giornale e che faranno della costanza la parola d’ordine per durare nel tempo”.

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