UnaVocePocoFaWEBGià in passato abbiamo avuto occasione di incontrare alcuni organizzatori della ricca vita musicale torinese, responsabili delle associazioni che offrono quel tessuto di concerti classici che, nelle sedi più varie, animano i pomeriggi e le serate della città. Chi frequenta queste occasioni culturali si sarà certamente imbattuto, prima o poi, in una signora gioviale che presenta con grande entusiasmo i musicisti che stanno per esibirsi sul palcoscenico, e invita il pubblico a un’infinità di altre iniziative musicali. È Antonella Lo Presti, nata a Partanna (TP) ma torinese da più di cinquant’anni, presidente dell’associazione “Mythos” e del Coordinamento delle associazioni musicali. L’ho conosciuta una decina d’anni fa, quando iniziammo a collaborare per la direzione artistica della stagione di “Aurore Musicali” dell’Educatorio della Provvidenza.

Antonella, come ti sei appassionata di musica?
Lo sono da sempre. Mio padre era un grande appassionato d’opera, e d’estate, nella casa di campagna, cantava le arie più belle al chiaro di luna, mentre noi familiari gli facevamo coro. Ho frequentato corsi di pianoforte e fisarmonica, e cantavo nel coro della chiesa. Dopo essermi trasferita a Torino, ho insegnato lettere nella scuola media a indirizzo musicale “Giovanni XXIII”.

E come hai deciso di diventare organizzatrice di stagioni musicali?
È stato determinante avere un figlio musicista (Carlo, chitarrista e musicologo) dal quale posso dire di aver ereditato l’attività. Durante gli anni universitari Carlo aveva fondato, con alcuni amici, un’associazione informale che pubblicava il giornale “Il refuso” e promoveva iniziative culturali. Dopo alcuni anni gli amici hanno preso ognuno la propria strada, e siamo rimasti lui ed io: abbiamo così deciso di fondare l’associazione “Mythos”, nata ufficialmente il 23 novembre 1986, e di istituzionalizzare quella che prima era solo un’attività occasionale, cioè l’organizzazione di rassegne musicali.

Ci ragguagli sulle numerose rassegne da te organizzate?
Come associazione “Mythos”, nel 1986 inaugurammo al Teatro Colosseo la rassegna “La chitarra nell’Ottocento e nel Novecento”, poi proseguita al Teatro Araldo per circa 18 anni, durante i quali abbiamo ospitato i più grandi chitarristi classici da tutto il mondo. L’anno seguente, in collaborazione con Giorgio Spriano, iniziò la “Rassegna di musica sacra”, ospitata alla Cappella dei Mercanti e alla Gran Madre. Nel 2002 nacque il mio primo nipotino, per cui decisi di lasciare ad altre persone la direzione artistica delle rassegne per fare la nonna a tempo pieno, ma in breve le attività cessarono. Mi rimisi in gioco nel 2005 con la fondazione di “Micron”, rassegna di opere da camera che prosegue tuttora e si espande sempre più, la cui direzione artistica è affidata a Roberta Faroldi. Parallelamente, dal 1995 sono impegnata nel Coordinamento delle associazioni musicali, che riunisce varie realtà non finanziate dal Ministero che organizzano stagioni musicali a Torino (oggi vi afferiscono 15 associazioni). Il Coordinamento promuove attualmente quattro rassegne, le “Laudes Paschales”, “Corde pizzicate”, “Musiche nel Parco” (d’estate, a Villa Tesoriera e al Borgo Medievale) e i “Concerti di Natale”, oltre ad avere tre date nell’ambito di MiTo-Settembre Musica. Infine, dal 2010, in seguito alla morte di Walter Baldasso, mi hanno chiamata per affiancarmi a te nella direzione artistica della stagione di “Aurore Musicali” dell’Educatorio della Provvidenza.

Hai ottenuto dei riconoscimenti per queste tue attività?
Un premio lo ricevetti già nel 1987 per la prima rassegna, ma il più importante fu la “Chitarra d’oro” ricevuta nel 2001 al concorso “Pittaluga” di Alessandria, prima donna a essere premiata. Infine, nel 2016 a Partanna ho ottenuto un riconoscimento insieme ad altri figli della città che si sono fatti apprezzare in giro per il mondo.

Per te organizzare concerti è un lavoro o un hobby?
Diciamo che è un lavoro non retribuito, perché presenta tutte le caratteristiche di impegno di un vero lavoro.

Quali sono le bellezze e le difficoltà di questo lavoro?
Il bello è scegliere e presentare al pubblico iniziative di grande valore e di grande bellezza. Inoltre, è un piacere sentirsi messaggeri e mecenati di una forma di cultura. Roberta Faroldi, quando organizza le opere da camera per i ragazzi, cura ogni minimo dettaglio, sapendo che la soddisfazione dei giovani spettatori sarà fondamentale per guadagnare un nuovo pubblico al teatro d’opera. La difficoltà è quella di trovare le sovvenzioni, cosa che è sempre più difficile e comporta partecipare a bandi sempre più complessi. Spesso ci si sente proporre di organizzare rassegne senza che venga offerta una forma di sostegno finanziario.

Voi quali sostegni avete?
Come “Mythos”, abbiamo contributi da Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Regione Piemonte. Come Coordinamento, da Fondazione CRT, Regione Piemonte e Città di Torino. Ma, quando questi non bastino, ogni associazione deve provvedere a pagare i concerti di propria competenza, che sono per lo più a ingresso libero, con i proventi di erogazioni liberali.

Per concludere, che messaggio vuoi lasciare ai nostri lettori?
Lavorare nel mondo dell’arte è bellissimo, dà soddisfazioni, gioie e tante amicizie. Ci si sente ricchi di una ricchezza da condividere con gli altri!

 


 

QUESTO MESE AL BOTTEGHINO…

Unione Musicale: al Conservatorio, il 18 marzo recital pianistico di Andrea Lucchesini che propone la Sonata in la maggiore D 959 e la Sonata in si bemolle maggiore D 960 di Schubert. L’1 aprile serata liederistica con il tenore Ian Bostridge e Saskia Giorgini al pianoforte; in programma una selezione di pezzi di Schumann, Brahms e Britten.

Accademia Stefano Tempia: tre programmi dedicati al 250° dalla nascita di Beethoven, al Teatro Vittoria, il 21 marzo (Giacomo Fuga, pianoforte), 23 marzo (Umberto Santoro, pianoforte) e 7 aprile (Manuel Zigante, violoncello; Giacomo Fuga, pianoforte).

Educatorio della Provvidenza: il 16 marzo assegnazione della borsa di studio “Walter Baldasso”, in concerto aperto al pubblico.

Concertante: il 30 marzo, al Circolo Eridano, concerto dedicato a Bach della pianista Chiara Bertoglio. Il 4 aprile, alla Famija Turineisa, “Joie de vivre”, arie d’opera e da camera con Francesca Rotondo, soprano; Annamaria Chiuri, mezzosoprano; Achille Lampo, pianoforte.

Orchestra Rai: il 19-20 marzo James Conlon dirige la Sinfonia n. 3 in re maggiore di Schubert e brani sinfonici dal Crepuscolo degli dei di Wagner. Il 26-27 marzo Juraj Valcuha propone il Notturno op. 70 di Giuseppe Martucci e la Sinfonia n. 4 in do minore di Sostakovic.

Concerti Lingotto: per la stagione dei giovani, il 7 aprile si esibirà il pianista Giuseppe Guarrera, con un programma che tocca Beethoven, Chopin, Skrjabin e Liszt.

Teatro Regio: fino al 22 marzo La bohème di Puccini, con Dinara Alieva, Jonathan Tetelman, Hasmik Torosyan, Massimo Cavalletti, Riccardo Fassi (cui si alternano Maria Teresa Leva, Valentin Dytiuk, Paola Antonucci, Ilya Kutyukhin, Alessio Cacciamani), dirige Daniel Oren, regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi con scene e costumi basati su quelli della prima rappresentazione assoluta del 1896. Dall’8 aprile La damnation de Faust di Berlioz, con Celso Albelo, Alex Esposito, Veronica Simeoni, José Fardilha, direttore Roland Boer, regia di Damiano Michieletto. Il 9 aprile, per la stagione di concerti, avrà luogo l’ormai tradizionale appuntamento diretto da Gianandrea Noseda con programma a sorpresa.

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