Al momento in cui scriviamo, il Comune non ha ancora ben chiaro come prepararsi alla riapertura delle scuole.

Lo afferma Erica Santoro, Assessore all’istruzione e alla cultura del comune di Caselle: “Una cosa sono i desiderata del Governo, un’altra cosa sono delle vere linee guida su cui operare… mancano le linee guida”.

Mentre  il Presidente Conte e i Ministri Azzolina e Boccia  tuonano “basta classi pollaio”, evidenziando un sovraffollamento delle classi del 15%,  identificano nell’edilizia scolastica leggera e nel recupero degli edifici dismessi una possibile soluzione al problema. L’Azzolina lancia l’idea delle lezioni nei cinema, teatri e musei, pensando anche al parco per i più piccoli.

Tutte parole che non trovano ancora un riscontro pratico, un progetto concreto su cui i comuni italiani possano lavorare. Mancano due mesi alla riapertura delle scuole, come si può pensare di intervenire su edifici dismessi, non agibili, in tempi così brevi? Se guardiamo alla nostra piccola realtà comunale, spazi disponibili non ce ne sono, musei e cinema a Caselle non ne abbiamo, pensare di fare lezione al parco è una soluzione che dipende troppo dal tempo e dalle temperature. E mentre sembra decaduta, per il momento, l’ipotesi iniziale di dividere per turni i ragazzi, mattino e pomeriggio, rimane comunque quel 15% di alunni, da sistemare da qualche parte. Se la matematica non inganna, si tratta di 225 ragazzi, un numero non trascurabile.

Come si procederebbe a Caselle? Lo abbiamo chiesto all’Assessore Erica Santoro che prontamente ha ipotizzato: utilizzando i locali adibiti ai laboratori, tanto per cominciare. E che dire di sanificazione e situazione mensa, saranno temi strettamente legati alla responsabilità della Scuola o dovranno in qualche modo rientrare nell’operato del Comune?  “A tutt’oggi mancando le linee guida – ripete  Santoro  -l’Amministrazione Comunale non sa al momento, come procedere e se sarà una responsabilità che dovrà assumere la scuola o il Comune.”

Vige quindi, ancora molta incertezza sull’argomento, ma come afferma ancora l’Assessore

“Le pratiche burocratiche che occorre seguire sono troppo lunghe e farraginose, non sono adatte alla situazione di emergenza che siamo chiamati ad affrontare oggi. Ed è proprio questo uno dei problemi per cui non si è riusciti ad organizzare i centri estivi; occorre però precisare, che l’Amministrazione Comunale non ha voluto gravare sulle tasche delle famiglie casellesi, ribaltando un aumento dei costi del servizio. Infatti, anche volendo organizzare i centri estivi per un periodo ridotto, per il solo mese di luglio per esempio, le aziende interpellate non hanno potuto garantire in funzione del budget, di riuscire a coprire i costi per questo servizio.”

“Siamo quindi in attesa di ulteriori sviluppi, ma già sappiamo che dal momento che il Governo ci dirà come muoverci e cosa fare – continua Santoro -dovremo sicuramente correre per ripartire al 14 settembre.”

Enrica Munì

 

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