Sulla strada provinciale SP32 che risale la Valle di Viù, superato di circa un chilometro il Ponte Barolo sullo Stura e ignorata la deviazione alla sinistra per Maddalene, poco prima di Dazio, si attraversa l’omonimo ponte oltre al quale svoltiamo a destra in direzione Toglie.
Risalendo la strada a circa un chilometro, si supera l’inizio del sentiero 102 (indicato da paletto segnavia) dove ritorneremo a piedi per iniziare l’escursione dopo aver posteggiato l’auto più avanti nella vicina frazione Molar del Lupo (695m s.l.m.). Imboccato il sentiero in venti minuti si raggiunge nella Valletta del Richiaglio, isolata convalle della Valle di Viù, il ponte di Comba Nera o del Molino. Costruito in pietra nel 1744 a unica arcata a tutto sesto, permette il trasferimento sulla sponda sinistra del Rio Richiaglio. Al di là del ponte si svolta a destra per circa venti passi poi si sale alla sinistra un breve ma ripido tratto di sentiero che termina ad una bocca di caduta forzata dell’acquedotto. Il
cammino prosegue in piano per un buon tratto sul lastrico di copertura del canale proveniente dalla presa d’acqua situata più a monte nel rio.


In venti minuti circa si arriva a un piano inclinato in cemento attinente alla canalizzazione. Lasciato il canale, fiancheggiando sempre il rio si ritorna sul sentiero per circa una trentina di minuti fino al margine di un pianoro prativo dove il sentiero sale a destra, raggiunge le Case Siri e Case La Baiera, scende su strada sterrata e in breve raggiunge nella valletta Richiaglio (736m s.l.m.) (75′), frazione di Viù, raggiungibile solo dal sentiero o da cinque chilometri di strada che la collegano alla strada provinciale 197 per il Colle del Lys. Un antico ponte in pietra, affiancato purtroppo dal più recente carrozzabile, permette l’accesso al paesino. La ventina di edifici residenziali per lo più in condizioni mediocri, che a seguito delle modeste risorse agricole e pastorizie ne hanno determinato il fenomeno dello spopolamento, sono ormai in parte abitate da un esiguo numero di persone.
A scandire il tempo i rintocchi del vetusto campanile annesso alla facciata è tutto ciò che rimane della chiesa, il resto è crollato a seguito dell’incuria e del peso della neve. Un paesino di montagna come altri che sta spegnendosi come una candela, nonostante il tentato aiuto – come riporta il notiziario CAI “Lo Scarpone”, ottobre2009, “ Nel 1983 in occasione della trasmissione TV “Superflash”lo scrittore e alpinista Lodovico Marchisio riuscì a coinvolgere il presentatore Mike Bongiorno, ottenendo sostanziosi contributi per il paese e per gli allora 32 paesani, dopo che Mike lanciò un appello in TV. Appena superato l’abitato, alla sinistra nei pressi di un pilone votivo si prosegue sul 102. In cinque minuti si sale alle case di Benna (803m s.l.m.), una di queste espone appesi sulla facciata un buon numero di attrezzi da lavoro.

Lasciamo le case per proseguire sul sentiero alla sinistra di due piloni votivi. Si prosegue salendo pressoché in linea retta in direzione SE per circa ottantacinque minuti fino a Case Morinera (1225m s.l.m.). Luogo panoramico e ben soleggiato, nel corso dell’ultimo conflitto fu teatro di numerosi fatti della guerra partigiana. Una trentina di minuti sono necessari per una fugace visita alla cappella di San Vito e alle vicine baite Benna (240′ circa). Il rientro è sul percorso dell’andata.
Cartografia: Fraternali 1:25.000 Basse Valli Di Lanzo n°9
Francesco Reymond

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.