Vanni all’Alhambra

“Tutto passa, ma non certe emozioni o certi sogni”. Angelo De Pascalis, scrittore e poeta.

Questa volta in compagnia di Anja Wenger, che non può mancare, andiamo nel sud della Spagna in Andalusia.


Granada è una delle località più visitate della Spagna grazie alla presenza dell’Alhambra, ai suoi musei e monumenti, alla sua gastronomia e alla radicata tradizione del flamenco. L’eredità storica di Granada comprende gli iberi (abitanti originari della Spagna), i romani, i nasridi (l’ultima dinastia musulmana a sopravvivere in Spagna), e i cristiani. L’origine del nome di Granada risale all’XI secolo, quando gli ziridi, una dinastia berbera originaria dell’Algeria, spostarono la capitale del loro regno da Medina Elvira a Medina Garnata. Il significato di questa denominazione potrebbe provenire dal latino, facendo riferimento al frutto del melograno, o dall’arabo gar-anat, ovvero “città di pellegrini”.
L’ Alhambra
L’Alhambra, che in arabo significa “il castello rosso”, ha qualcosa di speciale. Sarà la sua posizione, le sue dimensioni, la sua architettura o la sua storia. La posizione strategica sulla collina al-Sabika, di fronte all’Albayzín e con la Sierra Nevada sullo sfondo, rende la Alhambra una parte integrante del paesaggio e della storia di Granada.
Questo complesso era stato concepito come la dimostrazione del potere della dinastia nasridi e si tratta di una cittadella, palazzo e fortezza araba senza precedenti.
Per duecento anni, il regno di Granada rimase l’unico rappresentante del potere musulmano nella Penisola Iberica.
Le mura e l’acquedotto dell’Alhambra sono la parte più antica della cittadella, alle quali seguirono l’Alcazaba e le torri principali. Nel XIV secolo, invece, furono costruiti i tre palazzi nasridi: il Mexuar, il Comares e quello dei Leoni.
L’ Alcazaba
È la parte più antica, e si trova nella zona più alta della collina. La sua funzione era prettamente militare: qui troviamo le quattro torri principali con una bella veduta della città, dell’Albayzín e della Sierra Nevada.
Palacios Nazaríes
Il Palazzo di Mexuar è il più antico dei tre. Il re Ismail I ordinò la sua costruzione per riunioni politiche e per svolgere i processi. La sala principale è ricoperta di piastrelle originali di grande valore.
Il Palazzo delle Comares con la sua piscina è una delle immagini più famose dell’Alhambra. In totale, furono tre i monarchi coinvolti nella sua costruzione. La struttura ospita la famosa Sala del Trono e le sale in cui si celebravano feste ed eventi vari.
Il Palazzo dei Leoni o Harem costituiscono la zona privata del sultano Mohamed V, che viveva qui con la sua famiglia e con il suo harem. Qui si trova il famoso Cortile dei Leoni, la vera perla dell’Alhambra.
Il palazzo del Generalife era il luogo in cui il sultano e la sua famiglia trascorrevano i loro momenti di riposo e di svago. La parte più interessante del Generalife è costituita dal cortile principale, che rappresenta il paradiso musulmano.
Il Palazzo di Carlo V è una delle opere più rilevanti del Rinascimento spagnolo. Spicca per la sua facciata principale e il suo cortile circolare porticato con colonne in stile romano.
La Cattedrale di Granada
Situata in pieno centro città, la Cattedrale di Granada è uno dei monumenti più imponenti della città e capolavoro del Rinascimento spagnolo.
Dopo la conquista di Granada da parte dei Re Cattolici nel 1492, la città acquisì un aspetto sempre più cristiano grazie alle varie costruzioni commissionate dai monarchi, il cui progetto più ambizioso era la realizzazione di una grande cattedrale con una cappella reale che accogliesse i resti di Isabella e Ferdinando.
Diego de Siloé, responsabile anche della costruzione del Monastero di San Girolamo, progettò un grande tempio a cinque navate. La cattedrale fu terminata nel 1704.
Impressionante è la sua facciata, realizzata da Alonso Cano a metà del XVII secolo. È formata da un grande arco suddiviso in tre archi minori, e rilievi raffiguranti figure religiose.
Visitare la Cattedrale di Granada significa ammirare l’arte in tutte le sue varianti: gli archi del soffitto, la pala d’altare, le colonne che separano le navate, le sculture della Cappella Maggiore e le raffinate vetrate.
Una delle grandi attrazioni sono le sue quindici cappelle. Molte ospitano veri tesori artistici, come opere pittoriche e scultoree di artisti locali. Tra queste, spicca la Cappella Maggiore, originariamente pensata come pantheon degli Asburgo e che oggi è dedicata ai dipinti di Alonso Cano.
La Cappella Reale
La storia di Granada è indissolubilmente legata alla figura dei Re Cattolici. La coppia di monarchi giunse in città nel 1482, e portò avanti un’importante campagna militare che ebbe fine con l’espulsione definitiva dei musulmani e la conquista della città.
Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona decisero dunque, di costruire la loro cappella sepolcrale per consacrare definitivamente la loro esistenza a questa città.
Nel centro della cappella riposano i resti di Isabella I di Castiglia, di Ferdinando II di Aragona, della figlia Giovanna e di suo marito Filippo. Entrambi i sepolcri sono intagliati in marmo e rappresentano le figure dei sovrani.
Sotto la tomba vi è una piccola cripta dove si possono osservare i feretri dei quattro membri della famiglia reale e il sarcofago del nipote dei Re Cattolici, Michele della Pace, morto a soli 2 anni.
Il Monastero di San Girolamo
Il Monastero di San Girolamo fu il primo complesso monastico ad essere costruito dopo la Reconquista di Granada da parte dei Re Cattolici. Al suo interno, riposano i resti del Gran Capitán Gonzalo Fernández de Córdoba.
Sebbene al principio l’edificio fosse stato pensato in stile gotico, il risultato finale fu un monastero rinascimentale con una grande chiesa con pianta a croce latina. Gran parte dell’opera fu finanziata dalla vedova del Gran Capitán, sepolto proprio all’interno del monastero.
Il monastero è composto dalla Chiesa di San Girolamo e da due chiostri circondati da diverse celle per i religiosi e alcune cappelle. Oggi, è possibile visitare solo il piano terra, poiché nella parte superiore vivono delle monache di clausura.
La Chiesa di San Girolamo è una delle più spettacolari di Granada, in cui spicca il retablo manierista della cappella maggiore, dove giace il Gran Capitán insieme a sua moglie. Questa grande opera, capolavoro della scultura andalusa, rappresenta le gesta eroiche di questo nobile guerriero cordobese.
L’Albayzín
L’Albayzín è un quartiere perfetto per perdersi in labirintiche stradine strette, contemplare l’Alhambra dai suoi belvederi e scoprire le radici arabe della città.
L’epoca di massimo splendore ed espansione del quartiere ebbe luogo durante l’epoca nasridi, quando furono costruite più di 30 moschee e la popolazione raggiunse la cifra record di 40.000 abitanti.
Durante il dominio musulmano furono anche costruite lussuose ville circondate da spazi verdi con funzione di giardino e di orto.
Il quartiere ha molto da offrire, l’eredità araba è presente in molti dei suoi monumenti, come le mura Ziri, l’Arco de las Pesas, l’Aljibe de San Nicolás o la Iglesia del Salvador.
L’Unesco ha dichiarato l’Albayzín e L’Alhambra Patrimonio dell’Umanità nel 1984.

Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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