Cari lettori, non parlerò della orribile guerra in Ucraina per almeno quattro motivi:
1 – Non sono uno stratega, l’unica guerriglia che conosco è quella che porto avanti in ufficio, dopo una vita di lavoro. Per cui lascio parlare gli opinionisti da tastiera, che fino a ieri erano tutti virologi.
2 – Ne parlano – purtroppo – già tutti.
3 – Dato il mio assolutismo, non potrei intavolare nessun discorso: nel senso che fosse per me, qualsiasi dittatura deve essere eliminata sul nascere. Se poi parliamo di un criminale che uccide i civili, tra i quali donne e bambini, allora è da spazzare via insieme al Cremlino e tutti i fedelissimi.
4 – Non vorrei vedere il povero Elis dover trattare in videoconferenza con i vari capi di stato per evitare un bombardamento sulla sede della Pro Loco. E poi dove andiamo a mangiare?
E mi fermo qui. Bon. Ma vorrei parlarvi invece di un fenomeno serissimo e preoccupante, che sta causando molti suicidi per ora non ancora conosciuti dai media: la Pubblicità Geriatrica.
Sappiamo tutti ormai che la pubblicità ci martella sempre in ogni momento della giornata, e ovunque; vediamo dove.
– Per chi è ancora in grado di leggere senza la dettatura di Alexia, la troviamo a vagonate sui quotidiani e sulle riviste (ma qui basta voltare pagina).
– Su Internet, dove non sei padrone di leggere un articolo che vieni bombardato da fastidiosi annunci (i famigerati banner), e se tenti di chiuderli cliccando sulla crocetta loro si spostano per non farsi prendere. Guai a cercare qualcosa sul web: un algoritmo memorizza tutte le tue preferenze, che ti ripropone ad ogni collegamento, per tutta la vita. Un matrimonio.
Tempo fa avevo un collega che ogni tanto stupidamente utilizzava il pc dell’azienda per curiosare nei siti delle escort (non sto parlando di quel vecchio modello di auto della Ford). Poi utilizzava lo stesso pc per delle presentazioni in rete su Teams, il social per le aziende, con molti altri colleghi.
Ed era bellissimo vedere, tra un grafico e l’altro, Katia la cosciona e Svetlana la dominatrice.
Da quel momento sembra sia fuggito in Uzbekistan, non l’abbiamo mai più rivisto.
Ma le sue presentazioni mancano a tutti.
– In televisione, e qui non puoi sfuggirgli, a meno che non si tratti di un canale a pagamento.
Proprio in televisione le pubblicità variano a seconda dell’orario e della fascia di età.
Per esempio, al mattino (ma chi è che guarda ancora la televisione al mattino, forse qualche casalinga depressa che vuole lacrimare su qualche improbabile telenovela spagnola dove Consuelo è stata lasciata da Martinez perché ha l’amante Marisol) troviamo le pubblicità sugli alimentari o sui discount; al pomeriggio invece arrivano le pubblicità per gli adolescenti: piccole rivoltelle da nascondere nel portapenne, manuali sulla creazione di una baby gang, spray al peperoncino per terrorizzare la folla, alcune mosse di karate per sfuggire allo stupro eccetera, insomma tutte quelle sane attività che svolgono i nostri cari pargoli, sotto l’occhio attento e vigile di inflessibili genitori.
Ma la pubblicità in fascia preserale, ovvero quella delle 19.30 dopo il TG3 Regionale, è quella più triste e terrificante: la temutissima Pubblicità Geriatrica.
I pubblicitari sanno che i programmi in questa fascia oraria sono seguiti da persone over 60, sigh, come me. A vedere i vari prodotti proposti, siamo diventati tutti malati, mostri, mutanti o zombie.
Pomate per artrosi, dolori muscolari, formicolii e strappi; pomate adesive per dentiere, in alternativa c’è il Bostik; cerotti riscaldanti di ogni tipo e dimensione, anche uno gigante che ricopre tutta la persona; pillole per la stitichezza; pillole per la diarrea (ho – avevo – un conoscente con questo problema che ha sbagliato acquisto prendendo quelle per la stitichezza: è scomparso in bagno, lo stanno cercando alcune squadre di sub nell’estuario del Po nel Mare Adriatico); pomate per micosi delle unghie; pomate per psoriasi e dermatiti ma se continuate a grattarvi gocce per le pulci e zecche ma se continuate a grattarvi passate al collarino ma se anche questo non funziona mettetevi l’imbuto di plastica al collo; pomate per emorroidi, con tanto di figure illustrative per gustare il nostro piatto, dato che in quest’ora saremo a tavola; anche le gocce per il cerume delle orecchie vanno bene per la nostra digestione; per non parlare dei collutori in caso di gengiviti e sanguinamenti; pomate per vaginiti e funghi e pruriti strani (“mamma senti, è da qualche giorno che mi prude lì cosa devo fare?” – “Cara figlia mia, non è colpa mia se ti sei passata tutta la Brigata Alpina Julia”…); salva slip femminili per piccole perdite (ma che tristezza, siete a cena al ristorante e lei molto elegantemente vi dice: “Scusa caro, vado un attimo in bagno, i sun pisame a col”, oppure le due amiche che assistono ad uno show comico e mentre ride lei dice: “Me la faccio addosso dal ridere, letteralmente”… Cara mia, se ti succede questo quando ridi, piuttosto vai a vedere Shakespeare a teatro, guardati Bruno Vespa, ascolta i Maneskin o stai a casa… ); per i maschietti invece vanno alla grande le pubblicità delle pillole per la prostata, fino ad arrivare al cespuglio gonfiabile, in modo che se scappa ci si nasconde dietro; poi pillole per il mal di testa di tutte le forme e dimensioni, anche in soluzioni tascabili pronte (ormai le nostre tasche sono delle 24 ore, tra telefonino, chiavi di casa, chiavi dell’auto, occhiali da vista, occhiali da sole, occhiali da maniaco, biro, fazzolettini di carta, mascherine, medicine varie) e infine creme anti rughe e anti età da applicare, a seconda della gravità, con le dita, il rullo, la spatola o la cazzuola.
Ma se avete la pelle come uno Shar Pei, lasciate perdere, sarebbe uno spreco di soldi.
La cosa divertente dei nostri amici No Vax (che ormai a causa delle ultime disposizioni, usciranno dalle loro tane nelle quali si erano nascosti come topi, perché tanto ci siamo vaccinati noi) hanno sempre rifiutato i vaccini perché “non sai quello che c’è dentro” e poi prendono tonnellate dei prodotti elencati sopra perché lo dice la televisione, senza avere la minima idea di quello che contengono e dei possibili effetti collaterali…. Sigh.
Il problema è che, oltre ai suicidi, queste pubblicità generano folle di ipocondriaci.
Conosco un tipo che era perfettamente sano, ma da quando ha visto la pubblicità della pomata per la dermatite ha iniziato a grattarsi, peggio di un Labrador. Ora lo hanno portato al canile, sperando che qualcuno di buon cuore lo adotti.
Un altro conoscente aveva solo un piccolo mal di schiena. Da parecchio tempo ha sostituito la Nutella con il Voltaren, anche se ha un gusto più acidulo si fa dei panini giganteschi.
Un amico invece aveva una lieve infiammazione… ma da quando ha visto la pubblicità sulla pomata per emorroidi ne sta acquistando a scatoloni su Amazon: è già stato arrestato tre volte dalla Polizia per oltraggio al pudore, in quanto ogni volta che vede una fontana, convinto di rinfrescarsi, si sveste e mette il fondoschiena a bagno sotto gli occhi esterrefatti delle famiglie in vacanza.
Tutti questi ipocondriaci causano a loro volta un altro fenomeno: gli intasamenti negli studi medici e nelle farmacie, già intasate per le richieste di tamponi e di altri medicinali.
I dottori non ne possono più di malati immaginari del tipo “Dottore cinque giorni fa, alle 14.32 ho starnutito. Non avrò mica il Coviddi?” – “Dottore temo di avere le arachidi (ragadi), mi scrive la pomata?” – “Dottore credo di avere un’unghia reincarnata, devo fare le lastre?” – “Dottore gli ultimi reperti dicono che ho carenza di idrocarburi. Devo mangiare della pasta?” – “Dottore non sento più i gusti. Sarà il Covid o è mia moglie che è una pessima cuoca?” e per finire “Dottore tre ore fa mi è caduta una pastiglia di Viagra nella doccia, e ora ho la gamba rigida, mi aiuti” eccetera.
Nelle farmacie invece ci sono code chilometriche di over 60 che vogliono assolutamente un prodotto anche se non ne hanno nessun bisogno, e non si contano le risse all’arma bianca della serie: “senta è da due ore che devo fare un tampone per il Covid, stia al suo posto” – “Nemmeno per sogno, ho un prurito sul dito mignolo, è gravissimo e devo assolutamente passare per primo per comprare la pomata miracolosa “Mignoril” potrei essere contagioso, l’ho visto ieri sera sulla TV”.
Siamo veramente tutti bolliti, non ce la facciamo più.
Ora vi devo lasciare: nello scrivere il pezzo mi è venuto un crampo alle dita, deve essere una cosa piuttosto grave. Vado subito in farmacia a cercare “Elisyx”, la pomata miracolosa per gli scrittori di Cose Nostre!
Bear

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.