Domenico Musci, un artista a tutto campo

Il 29 febbraio del 2012 si spegneva Domenico Musci, dopo poche settimane di lotta vana contro un male terribile. Nato nel 1942, Domenico Musci è stato tra i fondatori di “Cose Nostre”, collaborando con la nostra testata fin dall’apparire del primo numero e forgiandone il logo con le quattro case stilizzate.
Ai funerali partecipò una folla immensa, stretta alla moglie Marinella e ai figli Giuseppe e Davide, schiantati dal dolore e dall’improvvisa assenza increduli come tutti che Domenico fosse davvero partito per sempre.
Domenico Musci, nato il 28 settembre 1942 a Torino, dove aveva conseguito il diploma di ragioneria e frequentato corsi di arredamento. Dopo una vita tra legni e mobili lungo le orme paterne, negli ultimi anni aveva lasciato l’attività commerciale per dedicarsi alle sue passioni: l’arte, la cucina, la storia. Pittore, scultore, appassionato collezionista di menu e amabile divulgatore del passato, esperto di cucina e di ricette gastronomiche aveva una personalità poliedrica e seppe sempre coniugare rigore e passione.
Come pittore e scultore, Musci aveva partecipato a tante mostre importanti, personali e collettive. Allievo di Filippo Scroppo e di Giacomo Soffiantino, amava la manipolazione dei materiali, usando indistintamente pigmenti pittorici, argille, metalli, legni. Infaticabile animatore culturale, membro della Pro loco di Caselle Torinese, dove risiedeva, fu tra i promotori del mensile “Cose Nostre” e dell’associazione “La Forgia”.
Nel 2005 fu eletto “Casellese dell’anno”. È stato a lungo Accademico della Cucina e socio fondatore di “Menu Associati”, il sodalizio internazionale che riunisce i maggiori collezionisti di menu storici.
Ma Domenico Musci era – come già detto – anche noto come uno dei maggiori collezionisti e studioso di menu, tant’è che ha scritto diversi libri sull’argomento, molto apprezzati nel suo genere anche a livello nazionale. Dunque era pittore, scultore e scrittore di “cose” di cucina, e un grande collezionista di oggetti e documenti legati alla quotidianità che via via proprio attraverso mostre, cataloghi e libri, con l’intenzione di mantenere viva la memoria di una cultura sconosciuta alla maggioranza.
Citiamo qui dei libri scritti da Musci: Civiltà del legno, I piaceri della tavola, L’Italia a tavola attraverso i menu, Credere obbedire e cucinare, e il famoso Abbuffate reali. Anche a livello locale Domenico Musci ha dedicato tempo e ricerche scrivendo libri come Osterie e menu storici di Caselle Torinese, Vecchi menù delle valli di Lanzo e del Canavese, e Delle vecchie insegne, di Torino, Valli di Lanzo e Canavese.

Lucia Lulli, primo e unico nostro sindaco donna

Mia madre Lucia Lulli – raccontava Marielisa Rinolfi su Cose Nostre del gennaio 2015 – crebbe ereditando gli ideali socialisti, ideali che vennero ulteriormente alimentati dall’incontro con mio padre Ennio Rinolfi, nato a Caselle, ma originario di Prato Sesia, in provincia di Novara.
Nel 1956 i miei genitori si sposarono ed andarono ad abitare al Prato della Fiera. Inizialmente fu mio padre ad intraprendere l’attività politica, tanto che negli Anni ‘60 ricoprì anche la carica di vicesindaco; mia madre, casalinga, amava circondarsi di bambini e ragazzi a cui dava ripetizioni e che aiutava a fare i compiti. Ricordo la nostra casa sempre piena di gente e di amici. Negli Anni ‘70, con la nascita dei decreti delegati e l’avvento di una scuola più partecipata e condivisa, mia madre ricoprì la carica di Presidente del Consiglio di Circolo, mentre continuò il suo impegno come segretaria nella sezione del Partito socialista casellese. Fu inaspettata e improvvisa la sua elezione a sindaco: il 12 settembre 1985, a seguito della rinuncia del dottor Garambois, fu eletta coi voti di 16 su 17 consiglieri di maggioranza (assente per malattia Cesare Succo) e si trovò a dover gestire un quadripartito formato da DC, PSI, PRI e PLI.
Dalle interviste concesse ai giornali locali si leggeva la sua preoccupazione per un compito non facile ma anche la sua grande determinazione: “Mi auguro che il lavoro che ci troviamo di fronte possa essere svolto collegialmente. Il tipo di gestione che vorrei impostare dovrebbe rendere il Comune di Caselle meno palazzo comunale e più piazza. Gli amministratori non possono provvedere alla città se restano chiusi nei loro uffici, è necessario conoscere i problemi della gente, calarsi nella realtà di tutti i giorni per capire di cosa soffre Caselle e la gente che vi abita. Fra gli interventi più urgenti c’è sicuramente il risanamento del centro storico, trovare nuove soluzioni abitative per i senza casa, ultimare le nuove scuole elementari ancora in corso di costruzione, infine, ma avrei dovuto citarlo per primo, il problema dell’aeroporto che a Caselle provoca non pochi disagi ma pochi benefici. In virtù dei sacrifici che i casellesi sopportano chiederemo che almeno, quando si hanno dei posti di lavoro disponibili, prima di interpellare uffici di collocamento di altri centri, si parta da quello di Caselle, perché la disoccupazione, purtroppo, dilaga anche qui.
L’essere donna in un mondo politico di stretto predominio maschile la rese ancor più tenace e scrupolosa, nel breve periodo in cui le fu reso possibile gestire la “cosa pubblica” dedicò particolare attenzione al problema dell’Aeroporto. Continuò a seguire la vita amministrativa casellese con incarichi nella sezione del partito, si allontanò con gli anni di Tangentopoli e la grave crisi che travolse il partito socialista. Da quel periodo in poi, si dedicò alla sua famiglia e seguì la politica da spettatore esterno, con grande delusione per le scelte operate e per la caduta dei grandi ideali in cui aveva sempre creduto.
Morì nel 1998 lasciandoci in eredità la sua determinazione e la semplicità con cui riusciva ad arrivare a tutti, ricordando una frase che lei spesso mi ripeteva e che anch’io oggi ripeto a mio figlio: “In ogni persona c’è sempre qualcosa di buono, spetta a te cercarlo”.
Lucia Lulli è stata la prima e finora unica donna sindaco di Caselle, fu in carica dall’ottobre del 1985 all’agosto del 1987. Nella foto datata 6 settembre 1986 la vediamo qui mentre porta il saluto di Caselle a Papa Giovanni Paolo II che arriva all’aeroporto per andare nella Valle d’Aosta.

Gianni Rigodanza è un giornalista e scrittore. Maestro del lavoro, Casellese dell’Anno, premio regionale di giornalismo; tra i fondatori, redattore e direttore di Cose Nostre per 32 anni. Finalista del 3°concorso letterario Marello. Autore di diversi libri di storia locale. Ha scritto per il Risveglio, Oltre e Canavèis.

1 commento

  1. Ciao Domenico, purtroppo la nostra amicizia è durata poco tempo perché ci siamo incontrati troppo tardi.
    Ma mi rimane il piacere di averti conosciuto e di aver potuto apprezzare le tue qualità umane ed artistiche.

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