Per chi non fa parte del settore agricolo quello del fontaniere (o, in lingua piemontese, il “biarlè”), è probabilmente un mestiere sconosciuto. Non così per chi lavora nei campi e sa quanto sia importante, per le coltivazioni agricole, l’irrigazione. Importante e critica, la distribuzione dell’acqua, e per questo oggetto spesso di liti e contenziosi. “L’acqua fa diventare più cattivi del vino” spiega Giovanni Verderone, a cui abbiamo chiesto un commento sulla notizia della morte di Livio Venturino, avvenuta domenica 17 marzo nell’ospedale di Candiolo, a soli 45 anni per un male incurabile. “Una grave e prematura perdita innanzitutto per la famiglia, ma anche per i coltivatori diretti di Caselle e dintorni. Livio era una persona che, nella sua semplicità, aveva imparato a gestire in modo corretto la distribuzione dell’acqua, incarico che gestiva come dipendente del Consorzio Irriguo Riva Sinistra Stura per tutta la zona di Caselle, Mappano e Borgaro. Livio era amico di tutti, e quando c’erano problemi, sia di carenza ma anche di eccesso di acqua, una soluzione la trovava sempre. Non sarà facile sostituirlo. Al rosario e ai funerali le famiglie di agricoltori della zona c’erano tutte, anche per rispetto nei confronti dei genitori, che sono due bravissime persone”.
Livio era scapolo e viveva nella cascina di famiglia, in via delle Monache. Lascia la madre Valentina, il papà Biagio e la sorella Manuela con i nipoti Marco e Sofia. I funerali sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Santa Maria martedì 19 marzo.
Agricoltori in lutto per Livio, il fontaniere
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