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martedì, Aprile 16, 2024

    Una stagione al giro di boa

    A colloquio con Luca Mortarotti, nuovo direttore di “Lingotto Musica”

     

    Per gli appassionati di musica classica torinesi, e non solo torinesi, i concerti del Lingotto sono da decenni un imprescindibile punto di riferimento. Si sono sempre distinti per ospitare, nell’auditorium “Giovanni Agnelli”, le più celebri orchestre e i maggiori direttori e solisti internazionali. La rassegna è stata fondata e diretta da Francesca Gentile Camerana, che ha ancora firmato l’attuale cartellone, apertosi l’11 ottobre con Jordi Savall e l’orchestra “Le Concert de Nations”, che hanno interpretato le sinfonie “Incompiuta” e  “Grande” di Schubert. A seguito della scomparsa della signora Camerana, sopravvenuta l’8 luglio scorso, la direzione dell’Associazione Lingotto Musica è passata a Luca Mortarotti, musicologo di formazione e già responsabile della comunicazione presso la stessa associazione. Ho incontrato Mortarotti, che conosco dal tempo degli studi accademici, perché offrisse ai lettori di “Cose Nostre” una panoramica sulle attività di Lingotto Musica in questo momento di passaggio.
    Luca, ci puoi riassumere la storia e il significato dei Concerti del Lingotto?
    La rassegna nasce il 6 maggio 1994, con il concerto dei Berliner diretti da Claudio Abbado che inaugurò l’auditorium “Giovanni Agnelli”, costruito, su disegno di Renzo Piano, nell’ambito della riqualificazione del complesso industriale del Lingotto. Il 1994 segna dunque la nascita della rassegna di concerti, gestiti dal mondo Fiat, che ne affidò la direzione a Francesca Gentile Camerana. Nel 1997 si costituì formalmente l’Associazione Lingotto Musica, e la stagione assunse la fisionomia attuale con otto concerti distribuiti tra ottobre e maggio. Questi restano la spina dorsale delle nostre attività, anche se si sono via via aggiunte iniziative collaterali, come la rassegna cameristica dedicata ai talenti emergenti (Lingotto Giovani) e l’offerta formativa rivolta alle nuove generazioni. Tratto distintivo delle nostre proposte è sempre stata l’attenzione alla qualità.
    Ci dici anche qualcosa su di te, e su come è nata la tua collaborazione con Lingotto Musica?
    Mi sono appassionato di musica all’epoca delle scuole medie, vedendo il film “Amadeus”. Sono seguiti studi privati di pianoforte e corsi di composizione in Conservatorio (senza però conseguire il diploma), mentre per la formazione universitaria intrapresi un percorso storico-musicale nella facoltà di Lettere, sotto la guida del professor Giorgio Pestelli. Con lui mi laureai (con una tesi sui Trii per archi di Beethoven), e feci poi il dottorato di ricerca, realizzando un’edizione critica dei Concerti grossi op. 8 di Giuseppe Torelli. Fu lo stesso Pestelli, nel 2004, a presentarmi a Francesca Gentile Camerana. Giunto alla fine del dottorato, nel 2008, guardandomi intorno per trovare un lavoro, incontrai le associazioni Lingotto Musica e De Sono (entrambe, all’epoca, dirette dalla signora Camerana) che cercavano un responsabile della comunicazione. Da allora, per 14 anni sono stato impegnato in questo ruolo, che, nell’ambito di una realtà piccola, mi ha fatto entrare in contatto e collaborare con altre funzioni associative.
    E come sei diventato direttore dell’Associazione?
    Anche per questo passaggio, devo moltissimo a Francesca Camerana, che, all’inizio di quest’anno, mi ha proposto come suo successore, proposta accolta dal Consiglio direttivo e dal Presidente ed effettiva dallo scorso luglio. Non c’è stata una preparazione, l’idea era che si facesse una stagione di affiancamento, ma l’inatteso aggravarsi della malattia della signora Camerana ha accelerato la transizione.
    Accanto al tuo nome quale direttore, vedo quello di Angela Brunengo come “responsabile artistico”. Come vi dividete i compiti?
    Angela Brunengo è stata per anni responsabile di segreteria artistica, di fatto era il braccio operativo della signora Camerana, e tanto di ciò che è stato organizzato da Lingotto Musica è anche merito suo. Abbiamo perciò deciso di nominarla responsabile artistico. Mi piace dire che, d’ora in avanti, la direzione artistica della stagione sarà gestita a quattro mani da me e da lei.
    Questo passaggio di consegne porterà dei cambiamenti nelle attività associative?
    La squadra si è rinnovata ed è ringiovanita, ma ci sarà assoluta continuità sui principi fondamentali, cioè qualità e format della rassegna concertistica. Si può far cadere qualche tabù, allargando la programmazione a generi limitrofi, e studiare qualcosa di nuovo per attirare un pubblico nuovo, esigenza di tutte le stagioni concertistiche. Valuteremo se sarà possibile coordinare meglio le attività con le altre istituzioni musicali cittadine e se proseguire con la creazione di materiali web sperimentata durante il Covid. Diciamo che stiamo facendo un lavoro sottotraccia che si manifesterà nella stagione 2023-2024.
    Per concludere, c’è qualche messaggio che vuoi lasciare ai nostri lettori?
    Per questa stagione, invito a prestare attenzione al recital del 18 aprile di Alexandra Dovgan, pianista allieva di Sokolov. È la prima volta che ospitiamo una solista 15enne, si tratta di una scommessa fatta quando la ascoltammo al Premio Giubergia nella quale ripongo molta fiducia. Vorrei inoltre far notare che l’inflazione incide sui costi organizzativi di una stagione come la nostra, che ospita musicisti provenienti da tutto il mondo, ma abbiamo scelto di adottare una politica di prezzi anti-inflattiva,  rinunciando a un aumento e soprattutto adottando tariffe agevolate per giovani under-35, che possono accedere ai concerti al prezzo di 13 euro. Invito perciò tutti a farsi vedere al Lingotto!

    Questo mese al botteghino…
    Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Numerosi appuntamenti da camera, tra il Conservatorio e il Teatro Vittoria. Si segnala il 9 novembre, al Conservatorio, recital del pianista Nelson Goerner (in programma Chopin e Schumann).
    Filarmonica: (https://www.oft.it/it/) Il 25 ottobre, al Conservatorio, si inaugura la nuova stagione, intitolata “Alchimie”, con un concerto dedicato alla “pietra filosofale” diretto da Giampaolo Pretto.
    Polincontri Classica: (http://www.policlassica.polito.it/stagione) Concerti e conferenze tutti i lunedì alle 18 nell’Aula magna del Politecnico, più qualche appuntamento straordinario.
    Educatorio della Provvidenza: (https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/)
    Concertante: Numerosi appuntamenti in varie sedi e orari. L’8 novembre alle 17 nella Villa Tesoriera, recital del mezzosoprano Manuela Custer, con il pianista Raffaele Cortesi, dedicato al Novecento italiano.
    Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Il 3-4 novembre Aziz Shokhakimov dirige la Sinfonia n. 7 “Leningrado” di Sostakovic. Il 10-11 novembre il violinista Nikolaj Szeps-Znaider interpreta il Concerto n. 2 in la minore di Szymanowski, cui segue la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov (direttore Alpesh Chauhan).
    Concerti Lingotto: (https://www.lingottomusica.it/) Il 2 novembre concerto di musica sacra barocca (Purcell, Monteverdi, Carissimi, Scarlatti) affidato alla bacchetta di John Eliot Gardiner, con gli English Baroque Soloists e il Monteverdi Choir.
    Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/) Dal 18 al 26 novembre Don Giovanni di Mozart, con Luca Micheletti, Jacquelyn Wagner, Mariangela Sicilia, Giovanni Sala, direttore Riccardo Muti, regia di Chiara Muti.

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