“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi se ne ricordano”, Antoine de Saint-Exupery, scrittore francese.

Un giorno Anja Wenger, viaggiatrice eccellente, mi dice che avrebbe voluto visitare l’Ecuador e io, che non l’avrei accompagnata perché per me sarebbe stata la quarta volta, non ho potuto esimermi dall’incoraggiarla a fare questa esperienza entusiasmante.

 

   Stesso barbiere?

Le origini di Quito non sono chiare: la sua fondazione affonda nelle vicende delle civiltà pre-ispaniche che almeno tremila anni prima dell’arrivo dei conquistadores avevano edificato una vasta rete di aree urbane sulle pendici del vulcano Pichincha. La fondazione ufficiale della città odierna si fa risalire per convenzione all’opera dello spagnolo Sebastian Benalcazar, che il 6 dicembre del 1534 pose il primo nucleo dell’insediamento di San Francisco de Quito. Divenne la capitale del neonato stato dell’Ecuador solo nel 1830 quando, dopo l’indipendenza dalla Spagna e la fine della Grande Colombia, le altre nazioni sudamericane riconobbero dapprima il nuovo Stato e la città venne scelta per via della sua importanza culturale ed economica.
La città ha un trascorso storico in grado di offrire monumenti, chiese, piazze e palazzi davvero belli e importanti, tanto che nel 1978 è stata dichiarata dall’Unesco “Patrimonio de la Humanidad”.
Basilica del Voto Nacional è la più grande Chiesa in stile neogotico di Quito, dell’Ecuador e di tutta l’America Latina, insomma una vera e propria opera d’arte progettata dal francese Emilio Tarlier. La sua struttura presenta tre imponenti torri con orologi, inoltre sulla sua facciata, oltre ai tradizionali ornamenti tipici dello stile quali archi e guglie, figurano delle statue di gargoyle in simbolo di difesa dell’edificio, ed elementi emblematici del paese come iguane, tartarughe e caimani. Entrando invece non si può che rimanere stupiti da cupole, vetrate e navate, ma più di tutto dalla vista che le sue torri offrono su gran parte della città.
Vulcano Pichincha è il maestoso vulcano che padroneggia la città di Quito, la quale è situata proprio ai suoi piedi. Chiunque visiti la capitale non può perdersi una passeggiata alla scoperta di questa imponente attrazione naturale di oltre 4.500 metri e delle sue cime: Guagua Pichincha e Rucu Pichincha, rispettivamente la giovane e la vecchia Pichincha. In cima si trova un cratere di oltre 2 km ancora attivo che tuttavia ha avuto la sua ultima eruzione migliaia di anni fa.
El Panecillo: è una collina di origine vulcanica situata a sud di Quito e intorno alla quale la città si è sviluppata. Si erge per 3.000 metri sul livello del mare, eppure la cima è ben visibile dal basso delle strade insieme alla grande statua di 45 metri che raffigura la Madonna su un piedistallo di lamine di alluminio. Dalla cima si gode un bel panorama sulla città e sullo storico campo di battaglia che vide sconfiggere gli spagnoli durante la lotta per l’indipendenza.
Chiesa della Compagnia di Gesù, conosciuta anche come la Compañía, è una Chiesa gesuita tra le più famose della città e dell’intero Paese. È considerata una vera opera d’arte per le sue caratteristiche decorazioni che ne fanno l’edificio più ornato della città. A livello architettonico abbraccia ben quattro stili diversi, anche se predomina il barocco. Si riconoscono alcuni elementi di influenza moresca sui pilastri, altri churriguereschi negli interni e infine decorazioni del neoclassicismo nella cappella. Gli elementi più significativi si trovano però lungo la navata, adornata di foglie d’oro e sculture di legno. Inoltre, all’interno è custodito un sarcofago con i resti della patrona dell’Ecuador, Mariana de Jesus de Paredes, situato nella base dell’altare centrale.

Plaza de la Independencia è la piazza principale di Quito, un simbolo per l’intera città sia per il nome che porta, sia per gli edifici che vi sono stati costruiti, come il Palazzo Municipale e il Palazzo Presidenziale che la rendono sede del potere esecutivo della città. Al centro della piazza si trova il Monumento agli Eroi dell’Indipendenza, mentre tutto intorno è fiancheggiata da bellissimi edifici come il Palazzo Carondelet, il Palazzo Arcivescovile e la Cattedrale Metropolitana. Inoltre da qui si snodano le diverse vie che danno forma al centro storico.
La Capilla del Hombre, è un museo d’arte ideato dal pittore equadoregno Oswaldo Guayasamin per omaggiare l’essere umano. Il nome infatti significa proprio “La cappella dell’uomo” ed è dedicato soprattutto al popolo dell’America Latina, dal Messico fino alla Patagonia. Il progetto è nato nel 1985 ma la costruzione dell’edificio e l’avvio del museo si sono protratti fino al 2002, data definitiva di apertura al pubblico avvenuta ormai dopo la morte dell’artista il quale ha donato tutte le sue collezioni oggi presenti nel museo. È stato anche inserito nelle liste Unesco come “Progetto prioritario per la cultura” e dichiarato dal Governo Nazionale dell’Ecuador “Patrimonio culturale dello stato ecuadoriano”.
Il Museo Civico racconta la storia della città e i 400 anni di storia dell’Ospedale San Juan de Dios. L’edificio che un tempo è stato l’ospedale di riferimento di Quito è oggi la sede del museo, fondato nel 1998 dopo averne restaurato i locali con porte, rivestimenti e colonne doriche tutto in pietra antica. Al suo interno le collezioni sono quattro, più alcune temporanee, sviluppate su un’area di 10.000 metri quadrati e suddivise in 10 sale espositive. Una delle collezioni è un vero e proprio viaggio nella vita locale di Quito alla scoperta di costumi e tradizioni cittadine. Completano il museo un’ampia area laboratorio e quattro cortili.
Il Pre-Columbian Art Museum, è un museo artistico riferito all’età precolombiana, istituito in una casa coloniale conosciuta col nome Casa del Alabado, risalente al XVII secolo durante la colonia spagnola. All’interno ospita una collezione di 500 pezzi esposti in modo permanente, più altri 4.500 che variano in base alle mostre proposte. L’esposizione è organizzata non in ordine cronologico ma per tematica ed è stata suddivisa in 8 sale, ognuna con un tema diverso, per rappresentare gli aspetti culturali delle antiche popolazioni dell’Ecuador.

Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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