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martedì, Febbraio 27, 2024

Andiamo al cinema!

Dato che anche io, dopo un corso serale durato tre anni, ho dovuto piegarmi alla televisione a pagamento perché ero stufo di vedere “Una poltrona per due” o “Rambo”, nonostante il televisore parlante ultimo modello a cristalli di Castelmagno, che occupa due pareti, devo riconoscere che vedere un film al cinema è tutta un’altra cosa, continua ad essere il modo migliore.
E dato che ormai siamo tutti felici e guariti, tranne quel milioncino giornaliero di morti in Cina, cosa c’è di meglio che ritornare al cinema? In effetti mi mancavano molto quelli che parlano al telefono o coloro che passano tutto il tempo della proiezione a ruminare secchiate di popcorn alle spalle, tingendomi i capelli e diffondendo nell’aria un piacevole profumo di rosticceria di Taiwan che mi porterò a casa per sempre. Vediamo quindi le novità del momento. Buona visione, se ci riuscite.

Savatar – La via dell’acqua
Pluripremiata e blasonata novità dell’anno, per me invece è un deludente seguito della prima pellicola, che di bello contiene solo il messaggio sulla bellezza e conservazione della natura.
A causa dei parassiti umani, i Na’vi (indigeni del luogo) hanno abbandonato il loro pianeta Pandora per trasferirsi su Panettona, un bellissimo regno dominato dai mari. Senza plastica, Bagni Miramare e “Scendi il bambino che lo gioco”.
Purtroppo per me, certe usanze sono universali: anche qui vediamo il formarsi delle famiglie allargate, gli avatar che si sposano con le indigene con le quali mettono al mondo diversi figli.
Quindi il film trascorre con una certa noia, con il nostro eroe protagonista ormai ridotto ad un povero baracchino che si barcamena tra code alla posta (subacquea), mutuo per la nuova palafitta, spese universitarie e serata in ciabatte davanti alla TV, da qui il titolo “Savatar”.
Un po’ di brio arriva di nuovo dagli umani, che avendo intravisto un business con il sushi (ci sono dei pesci mostruosi ed enormi), vogliono conquistare il pianeta. Per famiglie e appassionati del genere.

Le quattro montagne
Splendido noir che racconta le vicissitudini di una famiglia che cerca un posto in affitto nelle nostre vallate per la villeggiatura, ma invano: a causa della eterna diffidenza e chiusura degli abitanti, dove il cittadino viene visto come un invasore, non riescono a trovare niente per molto tempo.
Solo un anziano abitante di una borgata sperduta accetta di affittare una baita a questi sventurati, e anche se mancano il bagno e la corrente, e l’acqua si trova a un km. di marcia, fa lo stesso.
Due ore di tensione tra dialetti incomprensibili, clan esclusivi e affitti in nero. Per intenditori.

Mamma, ho perso lo shuttle
In un vicino futuro, dove dei poveri cassaintegrati possono fare dei viaggi nello spazio su appositi Space Shuttle, una famiglia decide di spendersi il Reddito di Cittadinanza andando su Giove.
Ma dopo una vacanza di una settimana, ripartendo dimenticano sul pianeta il nostro eterno bambino rompi maroni. In realtà era tutto calcolato: d’accordo con il comandante della nave e con tutto l’equipaggio, con una petizione firmata da tutti i terrestri, finalmente la famiglia e tutti noi ci siamo liberati di questo incubo. Per amanti della fantascienza e del buonismo ad oltranza.

I giorni migliori
Quattro drammatici episodi molto attuali, sull’onda del solito politicamente corretto.
Nel primo, una grossa famiglia che non si sopporta si trova tutti gli anni per il pranzo di Natale, del quale non frega niente a nessuno. In breve tempo, a causa di una briciola sul tappeto, si scatena una carneficina, in una escalation di ferocia e cattiveria. Ottimo corto horror, tra rinfacciamenti, insulti, infedeltà svelate, pratiche legali, bambini urlanti e sassolini nelle scarpe.
Nel secondo, nonostante i divieti e il senso civico che non ha più nessuno, alcuni amici decidono di costruire un grosso petardo per Capodanno, ovvero la tipica serata dove ci si augura che il nuovo anno sia migliore ma invece non cambia niente. Salteranno in aria con tutto il condominio.
Finalmente un episodio che farà felici coloro che rispettano la legge e le regole.
Nel terzo, un accanito No Vax passa le giornate a vantarsi sui social di quanto sia corretto e furbo, di quanto sia stato un eroe a combattere le istituzioni e a rifiutare i vaccini, complotto del governo.
Morirà di Covid una settimana dopo. Grande soddisfazione, da vedere tutto d’un fiato.
Nel quarto, un’associazione di cinghiali decide di sopprimere tutti gli umani affetti da Peste Umana: inizia così una strage, effettuata con tutti i modi possibili, dagli impallinamenti alle subdole trappole, dalle recinzioni lungo le città ai finti palloni da calcio pieni di C4 disseminati nelle aree pic-nic.
Finalmente un bel film, politicamente corretto una volta tanto dalla parte degli animali.

Il grande freddo
Ottimo film drammatico, molto attuale: in pieno periodo di crisi dovuta alla guerra, una povera famiglia decide di raggiungere una bella località sciistica per soggiornare nella seconda casa, in vista della settimana bianca da passare sulle piste da sci. Purtroppo, la sfortuna ci mette lo zampino: non solo manca il riscaldamento, ma il cambiamento climatico causa l’assenza di neve (anche se viene sparata con i cannoni, cosa volete che siano quei milioni di litri d’acqua in piena siccità, per divertire il popolo dello sci da sempre sensibile verso i problemi del pianeta).
Due ore di pellicola che scorrono velocemente tra freddo, stenti, freddi panini al caviale, piumini Boncler e cene nei ristoranti per scaldarsi, tra un Barolo e un povero tagliolino al tartufo. Altro che gente che ha perso la casa in Ucraina ed ora dorme all’aperto, questi sono i veri drammi.

Strambo
Un dottore del Pronto Soccorso, stufo di essere malmenato e picchiato da quelli che dovrebbero essere pazienti in attesa ma che invece sono solo prepotenti e violenti, diventa un serial killer.
Uccidendo tutti questi bipedi silenziosamente, nella sua sala operatoria, iniettando veleni che non lasciano né traccia né odore. “Eh poveretto, abbiamo fatto tutto il possibile ma era troppo agitato, condoglianze”. Un grande e attuale horror, che farà riflettere non solo sull’educazione ed il rispetto, ma anche sul grande e indispensabile lavoro che tutti i dottori e tutto il personale di un ospedale compiono quotidianamente, a volte senza nemmeno essere ringraziati.

Quell’ultimo kilowatt
Divertente e strano film molto attuale, parla di un timido impiegato che diventa uno spietato rapinatore di banche. A causa del martellamento pubblicitario riguardante l’acquisto di una nuova auto elettrica, ma anche del costo della benzina portato sapientemente a otto euro al litro, decide quindi di acquistare una piccola utilitaria solo elettrica, dal prezzo stranamente molto accessibile.
Ad acquisto ultimato, forse perché non ha letto tutte le clausole sul contratto scritte in microscopico aramaico antico, si accorge però che la prolunga elettrica viene venduta a 10 euro al metro.
Le cose cambiano: considerando che solo per lavoro percorre 20 km al giorno, in una settimana saranno 100 km, per un milione di euro. Non potendo restituire l’auto, diventa quindi un rapinatore. Ma dovrà fare la coda, perché scoprirà che ci sono altri sventurati come lui, vittime della truffa.
Grande pellicola che fa riflettere sulle reali necessità di un’auto elettrica e del misterioso aumento del costo della benzina.
Bear

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